RISCOPRIAMO LA FELICITÀ, TROVANDO LA NOSTRA STRADA

Nella società delle competenze, della sfida e della competizione, dell’essere primi a qualsiasi costo, del dualismo vincente-perdente, parlare di felicità può essere strano. Significa ripartire da zero, ribaltare tutte le nostre convinzioni. Eppure, un senso c’è. 

Proviamo a rispondere a questa domanda:

Qual è il fine dell’educazione?

Sarebbe bello sentire qualcuno rispondere: insegnare ai bambini come vivere felici, nel rispetto degli altri. Sarebbe un punto di partenza grandioso, inclusivo di tutta la gamma di sfumature che vogliamo tutelare. Parliamo oggi di integrare chi è diversamente abile, di sostenere gli studenti che soffrono di un qualche disturbo dell’apprendimento. Eppure, finché insegniamo a primeggiare, è naturale che chi ha una debolezza rimarrà indietro.

La nostra società ci impone di studiare con la prospettiva di una buona carriera, quindi dei soldi. In sostanza, la nostra educazione non è improntata alla nostra felicità, ragionamento perfino banale. D’altro canto, al di fuori delle istituzioni e della didattica tradizionale, c’è un proliferare di corsi e seminari “per conoscerci meglio” e “viver bene”.

Ma dove cominciare? Secondo noi, la risposta è: da ogni casa, da ciascuna giornata che passiamo coi bambini. Dai momenti condivisi.

LO SPUNT-ESERCIZIO: IL DIARIO DELLA GRATITUDINE

Per fare qualche passo in direzione della felicità, oggi vi proponiamo un classico della psicologia positiva e della crescita personale, alla portata di tutti: si tratta del diario della gratitudine.

Ma che cos’è un diario della gratitudine? Si tratta di uno spazio-tempo di riflessione, di un momento per imprimere sulla carta ciò che ci rende felici. In sostanza, si tratta di un diario nel quale, ogni giorno, annoterete un pensiero di gratitudine. Potete utilizzare questo procedimento:

  • la sera, prima di andare a dormire, pensate all’avvenimento più bello della vostra giornata
  • annotatelo in una/due righe sul vostro diario della gratitudine; cercate di essere poetici e creativi, di imprimere un’emozione su carta
  • giorno dopo giorno, allenatevi ad esercitare la gratitudine, la meraviglia e la fantasia: vedrete che il diario si arricchirà di pensieri sempre più felici

Naturalmente, potrete personalizzare il diario nel modo che più vi piace: con delle belle cornicette, con il frottage, con una copertina realizzata a decoupage. Nessun limite: è il vostro diario.

SUPER-SORPRESA: magari non è evidente, ma questo diario si può utilizzare anche a scuola; anzi, maestre creative: perché non utilizzate i pensieri di gratitudine per insegnare l’italiano? Almeno qualche minuto ogni giorno.

Sulla scia del diario della gratitudine, vorremmo lanciare una piccola sfida: provate a ritagliarvi dei piccoli spazi di educazione alla felicità. Possiamo considerarla come una nuova materia scolastica, come un hobby, come preferiamo: dedichiamo un quarto d’ora a settimana a riflettere su ciò che ci piace e su ciò che non ci è piaciuto. Riflettiamo sulle pratiche felici a scuola, al parco e a casa.

Non serve una proposta di legge o una grande petizione: i grandi cambiamenti sociali partono dal basso: se tutti tenessimo un diario della gratitudine e cominciassimo a riscoprirci felici, il mondo diverrebbe un luogo migliore.