Il titolo originale del gioco era “La nave in porto“. Tuttavia, mi trasmetteva un senso di “industria navale”, davvero grigissimo; così ho preso in prestito il titolo di uno dei libri de “Le cronache di Narnia“, decisamente più pittoresco.

Il viaggio del veliero

Un piccolo bimbo-veliero tenta di raggiungere il Faro, ma per riuscirci dovrà evitare scogli, mostri marini e altri pericoli.
Il gioco è testato con bambini di 4-5 anni e funziona alla grande. Divertente anche per i più grandicelli, non ho idea di come possa andare con bimbi di 2-3 anni (probabilmente molto dipende da come si danno le istruzioni e dall’animazione).
Si gioca con 5 o più giocatori (il numero migliore è 7 secondo me).

Preparare la partita

veliero

Ecco uno dei cartellini che abbiamo preparato

“Il viaggio del veliero” si gioca in una stanza di medie dimensioni; una cameretta può bastare per 5 o 6 giocatori, un’aula di scuola per 10 o poco più.

Per ogni giocatore, bisognerà preparare un CARTELLINO; io uso fogli A4 da disegno, ma possono anche andar bene foglietti più piccoli, tipo post-it.
Uno dei cartellini sarà il VELIERO; l’altro il FARO. Sistemati questi due, i restanti sono tutti i “pericoli del mare”; nelle mie partite ci sono: SCOGLI, ICEBERG, BALENA BIANCA, SQUALO, MOSTRO MARINO ma potete liberare la fantasia.
Se avete un po’ più di tempo e di pazienza potete far preparare ai bambini i cartellini: si divertono tantissimo e si alleneranno nella nobile arte del disegno.

Adesso dovrete sorteggiare un cartellino per ciascun giocatore, che ne impersonerà il ruolo.

Per prima cosa, sistemate il VELIERO in un angolo della stanza e bendatelo con cura. Fatto questo, dalla parte opposta piazzate il FARO.

Tutti i “pericoli del mare” si sistemeranno liberamente per il campo; una volta scelto il loro posto, però, non potranno più muoversi.

Ci siete? Siamo pronti per cominciare!

Verso il FARO

L’obiettivo del VELIERO è raggiungere il FARO. Se ci riesce, vince la partita. Se invece nel suo percorso dovesse toccare uno dei mostri, verrà affondato e la vittoria andrà ai “pericoli del mare”.

Il FARO emette un sibilo ogni minuto; questo suono dovrà guidare il VELIERO nella giusta direzione.
Il VELIERO, dal canto suo, può muoversi liberamente nella stanza verso il suo obiettivo.

Se però si avvicina ad uno dei “pericoli del mare”, questo dovrà avvertirlo con un verso caratteristico (potete farli scegliere ai bambini; i miei SCOGLI usano “Shhhhhh! Shhhh!”, come le onde che si infrangono mentre il mio MOSTRO MARINO usa “Grrrrr!”), sempre più forte se il VELIERO si avvicina.

In questo modo, il VELIERO dovrà utilizzare l’udito per muoversi nella giusta direzione e per evitare di finire tra le grinfie di qualcosa di tremendo.

Serve un animatore per: 

Come vedete, le regole sono semplicissime; tuttavia, è un gioco che va gestito con un minimo di attenzione per evitare di trovarsi nella confusione più totale. L’animatore dovrà evitare rumori fastidiosi e vigilare sui partecipanti, che devono modulare il tono della propria voce con attenzione.

“Il viaggio del veliero” ci piace perché:

  • è un gioco che utilizza i sensi e la coordinazione senso-motoria del bambino; in questo senso è fortemente educativo ed istruttivo
  • per giocare bene, ciascuno dei partecipanti deve rispettare il suo ruolo e aspettare il suo turno; pur essendo molto movimentato insegna dunque un po’ di temperanza
  • se proposto bene, ciascun personaggio avrà la sua storia, la sua animazione e la sua bellezza
  • è un’alternativa divertente ai videogiochi
  • è semplicissimo da realizzare, vi basta una benda, qualche pezzo di carta e delle matite o dei pennarelli
  • è perfetto per animare una piccola festicciola
   

Pin It on Pinterest