3 Errori da non fare nell’educare all’autonomia

3 Errori che impediscono ai bambini di sviluppare l’autonomia

Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo: comunque fai, sbagli! Non è che l’insegnante, l’educatore e il pedagogista se la passino molto meglio, diciamo che chi cerca di educare si sta imbarcando in un’impresa epica!

Sopravvivere si può: innanzi a tutto imparando a prendersi meno sul serio, ad accettare la critica e a fare autocritica, a discutere di pratiche e a confrontarsi, con l’obiettivo di crescere. In effetti, se l’educazione ha un vantaggio rispetto all’intermediazione bancaria (che, ricordiamo, porta molti più soldi e meno stress) è che ci permette di imparare dai bambini, di diventare persone migliori.



Portale Bambini, nella sua filosofia, mette in primo piano l’autonomia dei bambini, insieme a determinazione e senso di responsabilità. Sviluppare questi tre punti contribuisce ad una crescita armonica e robusta. Tuttavia, spesso commettiamo errori senza accorgercene. Oggi ne prendiamo in esame tre, con l’intenzione di evitarli e fare un passetto avanti!

1 – Giustificazioni e scuse

«Non ho fatto i compiti perché avevo una visita medica», «Ho saltato la lezione perché il gatto mi aveva rubato gli stivali!», «Non ho il quaderno perché mia mamma è una fumettista e aveva finito il blocco per gli schizzi». Sono tre scuse, nemmeno tanto inverosimili, tratte dalla moltitudine che si affronta ogni giorno.bambin concentr

Tutti noi utilizziamo delle giustificazioni per evitare grane; a volte con un fondo di verità, altre volte completamente a caso. Purtroppo è un attimo che i bambini imparino questo comportamento, con effetti nefasti. Se iniziano a giustificarsi e a trovare scuse per tutte le loro manchevolezze, facilmente cresceranno privi di determinazione e forza di volontà (i cui benefici avevamo già analizzato nell’articolo “I bambini determinati? Avranno più successo di quelli intelligenti”).

Cosa fare? Impariamo a dare un valore al senso di responsabilità; insegniamo, con l’esempio e con la pratica, che nella vita si sbaglia e lo si può ammettere. Fare un errore è umano; nasconderlo è meschino. Si tratta di una sorta di codice d’onore che i bambini imparano facilmente e che applicano con dedizione. Ricordiamoci sempre che nell’infanzia il concetto di giustizia è ancora approssimativo, un po’ squadrato con l’accetta: se insegniamo ai bambini che non si mente, che i compiti si portano a termine e che la parola data si rispetta, otterremo risultato doppio, in quanto la via di mezzo ancora non la padroneggiano.

2 – Insegnare l’autonomia nelle piccole cose

Di autonomia parliamo spesso: è uno di quei punti che non vengono mai affrontati abbastanza. Quando un bambino a 10 anni va in gita e non si sa allacciare le scarpe, è una sconfitta. Capita, si può rimediare, nessuno si deprima per questo; ma è una sconfitta educativa.





Spesso siamo troppo di fretta, distratti, impegnati per lavorare sull’autonomia dei bambini, ma si tratta di una negligenza che presenta un conto salato. Autonomia e autostima vanno a braccetto. Il bambino che non si sa allacciare le scarpe facilmente non sa nemmeno riordinare il guardaroba, non è autonomo nell’igiene; quindi, difficilmente può vivere serenamente le esperienze fuori casa, dove gli manca la base sicura di mamma e papà.

Quindi, sin da piccoli, incoraggiate i bambini a fare da sé, insegnategli ma date anche modo di mettersi alla prova, di sperimentarsi. Qui ci vuole un po’ di fermezza: chiunque preferirebbe essere servito e riverito dall’alba al tramonto, ma non è la cosa giusta.Autonomia_bambini

L’autonomia, tra l’altro, è una di quelle cose a scoppio ritardato: stenta a partire, ma una volta in modo è come un fuoco. I primi tempi il bambino avrà difficoltà a far da sé, ma quando inizia non si ferma più e vedrete i risultati giorno dopo giorno.

Non sapete da cosa partire? Cominciamo con un po’ d’ordine in camera e nella gestione dei propri effetti personali: insegnate ad aver cura dei vestiti e dell’ambiente.

3 – I premi vanno guadagnati

Qui si entra nel campo minato costituito da vizi e capricci. Per noi non è importante il risultato, ma l’impegno. Questo, però, va dimostrato e deve essere effettivo. Il fatto che io da un bambino richieda esercizio costante, curiosità e un po’ di tenacia prima del piazzamento in una gara non significa che lo premierò a caso.

Forse non è così scontato; molti approcci educativi moderni la pensano in questo modo, ma bisogna chiarire il significato dell’impegno, per evitare di regalare i premi, azzerandone il valore e arrecando un danno piuttosto marcato. Stabilite sempre degli obiettivi da raggiungere con i vostri bambini, dategli un’occhiata e siate presenti e rassicuranti lungo il percorso.

 

Riassumendo i nostri consigli

    • Non esistono scuse: insegnate a prendersi le proprie responsabilità
    • Lasciate che i bambini si allaccino le scarpe: devono imparare quanto prima ad arrangiarsi
    • Non regalate i premi; l’impegno va dimostrato!