9 Modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura. Numero 4

Gianni Rodari non ha bisogno di presentazioni né di commenti. Vi proponiamo i suoi “9 modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura”.

9 MODI PER INSEGNARE AI RAGAZZI A ODIARE LA LETTURA

  1. Presentare il libro come un’alternativa alla TV.
  2. Presentare il libro come un’alternativa al fumetto.
  3. Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più.
  4. Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni.
  5. Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura.
  6. Trasformare il libro in uno strumento di tortura.
  7. Rifiutarsi di leggere al bambino.
  8. Non offrire una scelta sufficiente.
  9. Ordinare di leggere.

RITENERE CHE I BAMBINI ABBIANO TROPPE DISTRAZIONI

“I bambini di oggi hanno troppe distrazioni, ecco perché leggono poco”. Mettersi da questo punto di vista è indispensabile per chi non voglia capirne nulla dei bambini di oggi, e proponga tra l’altro di non riuscire a farli diventare amici dei libri.
Uno dei drammi dell’infanzia d’oggi (e non solo dell’infanzia) riguarda appunto l’organizzazione del tempo libero. Quello che noi chiamiamo “tempo libero”, se non ha un’adeguata organizzazione, non è che “tempo vuoto”, tempo sprecato. Pensiamo alle nostre città, dove non ci sono spazi per giocare, non ci sono teatri per bambini, non ci sono biblioteche, e cosi via. Pensiamo alle nostre case cittadine, dove non c’è posto per la stanza dei bambini. Pensiamo alle campagne, dove il bambino o vagabonda per i prati (beato lui), o viene messo precocemente al lavoro. I paragoni sono sempre odiosi, e perciò sono utili: bisogna farli proprio perché il pregiudizio li vieta, perché dai paragoni può nascere la critica e l’agitazione. Io non voglio paragonare il sistema educativo sovietico a quello italiano, la scuola sovietica a quella italiana: non so quale sia meglio, e conosco non pochi difetti sia dell’una che dell’altra parte. Una cosa certa è che il tempo libero dei ragazzi in Urss è infinitamente più curato e organizzato che in Italia. Le “case dei pionieri” non sono che un elemento di quell’organizzazione, nella quale i ragazzi trovano la scelta tra numerosissime occupazioni, creative o ricreative, scientifiche o giocose, e via dicendo. Un ragazzo sovietico ha tante più occasioni e possibilità di dedicarsi a qualche attività extrascolastica che verrebbe quasi da dubitare che la sua giornata sia troppo occupata. Questo però non toglie che nell’Urss vi sia una rete vastissima e capillare di biblioteche infantili e giovanili, e chi le ha visitate le ha trovate ogni volta, a ogni ora del giorno, affollate, di giovani lettori, ha visto libri consunti dall’uso sugli scaffali, s’è reso conto che i ragazzi sovietici conoscono i nomi dei loro autori per l’infanzia quanto i nostri conoscono quelli dei calciatori.
Insomma, più distrazioni e più libri. È possibile? Non è possibile: è un fatto. E questo non dipende dal numero e dalla qualità delle distrazioni (ossia delle occupazioni più libere, e perciò più amate, e perciò più ricche di efficacia educativa). Dipende dal posto che il libro ha nella vita del paese, della società, della famiglia, della scuola.

BIBLIOGRAFIA
Gianni Rodari, 9 modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura, Giornale dei Genitori” [GdG. 64. n.10/00], 1964