AL VIA LE TELECAMERE NELLE SCUOLE DELLA LOMBARDIA

telecamere nelle scuole

Dopo un acceso dibattito, in questi giorni è stato approvato dalla giunta della regione Lombardia il disegno che prevede l’installazione delle videocamere di sorveglianza all’interno degli asili nidi e dei  micro-nidi, con lo stanziamento di 600 mila euro.

Numerose le polemiche da parte del mondo educativo e pedagogico. L’Associazione dei Pedagogisti e degli Educatori, su Orizzonte Scuola, osserva giustamente che: “stupisce che il Governo creda di poter risolvere il problema dei maltrattamenti ricorrendo all’uso delle telecamere. Senza dubbio è necessario un adeguato controllo sulla gestione e sul personale delle strutture educative, ma tale controllo non deve e non può essere affidato all’occhio sterile e freddo di una telecamera; tale sistema, infatti, è stato dimostrato non servire in alcun modo alla prevenzione delle violenze, consentendo l’intervento sempre e comunque a danno già compiuto“.

A ben guardare, è evidente l’inutilità delle telecamere nella prevenzione del fenomeno degli abusi. Dal momento che i filmati potranno essere visionati solo dalle autorità giudiziarie e solo in seguito a regolare denuncia, sin dal principio possiamo affermare che questo strumento non eviterà i danni psicologici ai piccoli vittime di abusi e violenze. Diventerà unicamente uno strumento di – sacrosanta – punizione.

Daniele Novara, d’altro canto, sottolinea come le telecamere siano una misura che toglierà risorse economiche notevoli alla retribuzione e alla formazione degli insegnanti e agli interventi di prevenzione degli abusi (ad esempio, l’introduzione di uno psicologo scolastico che monitori le condizioni degli insegnanti). Il pedagogista, intervistato da Vita, punta anche sull’elemento della fiducia: “installare una telecamera vuol dire non fidarsi del personale reclutato. D’altronde se lo paghi mille euro al mese qualche dubbio ti può venire“.

Insomma, il tema telecamere non è di facile interpretazione, specialmente in un contesto di risorse limitate. Un impianto può costare oltre 6 mila euro a ciascun istituto (e se la legge dovesse estendersi agli istituti comprensivi di grosse dimensioni, la cifra aumenterebbe notevolmente). Siamo sicuri che ad oggi sia l’investimento più urgente e più indicato per risolvere i problemi di una scuola in cui il tasso di abbandono scolastico  è ancora intorno al 15%?