Alleniamo la famiglia: la strategia ABC di Alan Kazdin (parte 1)

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Buongiorno a tutti, Amici della Scuola di Bambinologia! Benvenuti alla prima parte della quarta lezione del corso ABC: le tre lettere del cambiamento in famiglia. Nelle prime tre lezioni abbiamo visto come sia importante lavorare sul cambiamento dentro di noi, per poter poi lavorare sul cambiamento in famiglia. Abbiamo lavorato prima sulla Mentalità di Crescita, fondamentale per creare un’attitudine mentale positiva, passando poi a definire gli obiettivi, anche attraverso l’esercizio degli Opposti Positivi.
Oggi entriamo nel vivo del nostro corso, lavorando sulla strategia ABC di Alan Kazdin, Professore di Psicologia Psichiatria Infantile presso l’Università di Yale. Con le lettere A, B e C, il Professor Kadzin indica le tre fasi del processo educativo: in inglese, Antecedents, Behaviour, Consequences. In italiano traduciamo questi termini con Antecedenti, Comportamento, Conseguenze, ma per comodità useremo le iniziali in inglese.
Il punto di partenza di questo approccio è che, per cambiare un comportamento nel bambino (ma, volendo, anche in noi stessi), è necessario focalizzarsi non soltanto sul momento in cui l’azione si verifica, ma anche su ciò che precede e segue l’azione.

Facciamo un esempio: se l’azione su cui intervenire è un capriccio, per evitare che ricapiti, bisogna lavorare su ciò che anticipa il capriccio e su ciò che lo segue. La strategia ABC è di evidente matrice comportamentista ma, al netto dell’ispirazione iniziale, non si limita a creare un nesso causa-effetto tra le sequenze temporali. Con questo approccio il Professor Kazdin vuole farci lavorare sulla comunicazione, verbale e non, con interventi mirati nel “prima-durante e dopo” del comportamento.
Di seguito approfondiamo, sequenza per sequenza, come intervenire su un comportamento e modificarlo. Partiamo dagli Antecedenti, ovvero azioni e frasi che precedono il comportamento da correggere e hanno l’obiettivo di guidare il bambino nel cambiamento.

PARTE 1: GLI ANTECEDENTI (COSA FARE PRIMA)

Come dicevamo, la strategia ABC è composta da tre componenti fondamentali. Gli Antecedents o Antecedenti, fanno riferimento alle azioni da compiere prima del comportamento specifico del bambino. Essi sono molto importanti perché pongono le basi per il cambiamento. Esistono due principali tipologie di Antecedenti:

  • Istruzioni o Prompt
  • Contesto o Settings Events

Possiamo avere diversi tipologie di Antecendenti, verbali e non verbali. Gli Antecendenti verbali sono le “istruzioni” (in inglese Prompt) che forniamo affinché un’azione avvenga e possono essere accompagnate da azioni o dalla comunicazione non verbale.
Facciamo un esempio: vogliamo che il nostro bambino si lavi i denti. Ovviamente glielo chiediamo, ma possiamo anche scegliere di rinforzare la richiesta accompagnandolo verso il bagno e sorridendogli. Un ulteriore Antecedente da non sottovalutare è l’esempio: una volta arrivati in bagno, si può mostrare al bambino come si usa correttamente lo spazzolino, utilizzando in questo caso una strategia di Modeling su cui torneremo in seguito. Questi Antecedenti sono diretti, poiché veicoliamo il comportamento attraverso le nostre parole o azioni. Volendo creare un collegamento con l’Esercizio degli Opposti Positivi della precedente lezione, essi sono l’opposto positivo della frase “Fai questo perché lo dico io”.
La seconda tipologia di Antecedenti riguarda il contesto: molti studi evidenziano come, in un ambiente positivo, sia più facile imparare e cambiare. In questo caso, il nostro modo di dire le cose, il tono di voce, il linguaggio del nostro corpo, giocano un ruolo fondamentale. Quindi, oltre alla comunicazione verbale, bisogna considerare la comunicazione non verbale, ossia tutti i segnali che lanciamo, anche inconsapevolmente. Su questo tema abbiamo scritto un mini saggio specifico, che vi invitiamo a leggere.
Ora, proviamo a combinare le due tipologie di che abbiamo preso in considerazione e creiamo il nostro Antecedente, dato dalla somma di Istruzioni e Contesto. Possiamo dire che l’efficacia del nostro intervento educativo è direttamente proporzionale alla somma di Istruzioni e Contesto: più siamo in grado di dare istruzioni chiare ed efficaci e trasmettere positività con i nostri gesti, maggiore sarà la probabilità di riuscire a intervenire su ciò che vogliamo cambiare, nel nostro bambino e negli adulti.

ANTECEDENTI EFFICACI: I SEI INGREDIENTI CHIAVE

Come possiamo lavorare sugli Antecedenti? Kazdin individua sei ingredienti chiave:

  1. Essere chiari e specifici
  2. Usare Un tono di voce gentile
  3. Offrire scelte
  4. Chiedere “Per favore”
  5. Offrire aiuto
  6. Usate l’elemento ludico per creare una “sfida”

Vediamo un po’ più in dettaglio ciascun «ingrediente».
Abbiamo già visto nelle precedenti lezioni, parlando di cambiamento ed obiettivi, quanto sia importante avere le idee chiare e formulare una richiesta specifica: un generico “sii più ordinato” otterrà molti meno effetti di un più dettagliato “Per favore, raccogli i giochi che sono per terra e mettili nel cesto dei giochi”.
Al primo ingrediente si collega molto direttamente il secondo: la gentilezza crea una risposta più positiva di toni bruschi ed imperativi: attenzione, non stiamo mettendo in gioco l’autorevolezza, ma solo il modo in cui essa viene manifestata.
Sul terzo ingrediente vale la pena soffermarsi qualche minuto. Offrire scelte non è in concetto antitetico alla chiarezza e alla coerenza. Si tratta piuttosto di creare un Positive Setting, un contesto positivo. Facciamo un esempio: dobbiamo uscire con il nostro bambino, che però si dimostra reticente. Possiamo provare a formulare un Prompt di questo tipo: “Dobbiamo uscire, per favore indossa il tuo giubbotto verde o, se preferisci, quello rosso”. In questo modo non viene messo in discussione il fatto di dover uscire, ma si lascia aperta la possibilità su come farlo. Sembra banale, ma questa piccola apertura è un modo per creare un contesto positivo.
Veniamo ora al “Per favore”: sicuramente rafforza la richiesta, ma deve essere motivante. Dire per favore e sbuffare o mostrarsi infastiditi non provoca alcun effetto: perché la nostra
richiesta sia efficace, la comunicazione verbale e quella non verbale devono essere in linea.
Anche offrire aiuto costituisce un valido Antecedente: attenzione, non stiamo dicendo che dovete sostituirvi al bambino o bloccarne l’autonomia. Semplicemente, creare un ambiente collaborativo può incentivare lo sviluppo di un comportamento. Anche qui, un esempio può essere d’aiuto: dobbiamo chiedere a nostro figlio di riordinare la cameretta. Possiamo dirgli, come abbiamo visto in precedenza, “Per favore raccogli i giochi da terra e mettili nel cesto dei giochi”. Se c’è bisogno di un ulteriore incentivo, possiamo offrire aiuto dicendo: “Per favore raccogli i giochi da terra e mettili nel cesto dei giochi; se non ci stanno tutti nel cesto sul pavimento, chiamami che ti prendo la scatola in alto nell’armadio”. In questo modo, la richiesta resta “Metti in ordine”, ma ci sono due elementi positivi: si tratta di un’azione circoscritta che richiede autonomia, ma è coadiuvata dal nostro supporto, SE e SOLO SE necessario.
Infine l’elemento ludico, forse l’ingrediente più inusuale. Kazdin propone di creare una sorta di sfida per incentivare il bambino a fare ciò che chiediamo. Se ad esempio ci sono molti giochi da raccogliere per terra, possiamo dire: “Per favore raccogli i giochi e mettili nel cesto. Scommettiamo che riesci a farlo in dieci minuti, più veloce di Superman?”. Anche questa frase può apparentemente sembrare una sciocchezza o un futile excamotage. In realtà l’obiettivo è di creare un ambiente positivo, basato anche sul sorriso, o appunto sull’elemento ludico.

ESERCIZI SUGLI ANTECEDENTI

Di seguito trovate una mappa riassuntiva con i sei ingredienti che rendono gli Antecedenti efficaci. Vi invitiamo a contestualizzarli nella vostra esperienza quotidiana, identificando un comportamento del vostro bambino su cui vorreste lavorare e su come potreste «personalizzare» i sei ingredienti nella vostra vita quotidiana. Nelle prossime lezioni affronteremo le altre due lettere del cambiamento, con esempi specifici ed esercizi. Se avete dubbi o necessità di chiarimenti approfondimenti, scriveteci una mail all’indirizzo portalebambini@gmail.com.

Clicca qui per scaricare la scheda.


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