Alleniamo la famiglia: la strategia ABC di Alan Kazdin (parte 2)

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Buongiorno a tutti, Amici della Scuola di Bambinologia! Benvenuti alla seconda parte della terza lezione del corso ABC: le tre lettere del cambiamento in famiglia. La lezione è focalizzata sul metodo ABC di Alan Kazdin, Professore di Psicologia e Psichiatria Infantile presso l’Università di Yale.
Questo approccio prevede di impostare interventi educativi, lavorando su tutte le fasi del processo di cambiamento. Pertanto si parte da ciò che viene prima, gli Antecedenti, per poi focalizzarsi sul comportamento in sé (Behaviour) ed infine lavorare sulle conseguenze.

Ieri abbiamo esaminato gli Antecedenti, ovvero l’insieme di parole e gesti che orientano il comportamento prima che esso avvenga. Abbiamo visto come le istruzioni devono essere precise e chiare e come anche la nostra comunicazione non verbale abbia un peso nel guidare i nostri bambini. Se date un’occhiata alle schede caricate ieri, trovate uno schema riassuntivo degli ingredienti che contribuiscono a cosruire un Antecedente efficace.
Oggi invece lavoreremo sulla B di Behaviour, che in inglese significa comportamento. Come si fa a modificare un comportamento? Ad esempio, ricollegandoci a quanto dicevamo ieri, come faccio ad insegnare a riordinare la camera, senza urlare, innervosirmi o altro? Il Professor Kazdin suggerisce a questo proposito alcune tecniche, che di seguito andremo ad analizzare: Shaping, Modeling, Simulation.

SHAPING: LA TECNICA DELLA BICICLETTA

Nella visione di Kazdin, lo shaping prevedere di lavorare su un comportamento e modificarlo attraverso dei piccoli progressi sequenziali. Noi abbiamo scelto di utilizzare la metafora della bicicletta per spiegare meglio il concetto: quando impariamo ad andare in bicicletta, solitamente utilizziamo prima le rotelline supplementari, poi le togliamo e utilizziamo le gambe per trovare l’equilibrio ed infine impariamo ad andare senza supporti.
Per imparare ad andare in bicletta abbiamo dunque bisogno di passare attraverso alcune fasi. Magari c’è chi impara più velocemente e chi meno, ma in linea generale non si inforca una bici e si parte in discesa. La stessa cosa accade quando lavoriamo su un comportamento da modificare: può essere necessario fare alcuni aggiustamenti successivi o suddividere l’obiettivo finale in obiettivi più piccoli.

Lo Shaping consiste proprio nell’individuare gli step che compongono l’obiettivo finale e raggiungerli progressivamente. Torniamo all’esempio del disordine: Shaping significa che, anziché aspettarmi che il bambino riordini tutta la camera, possa farlo in due o tre passaggi: oggi la scatola dei giochi, domani la scrivania, dopodomani i libri. L’esempio forse più emblematico è la musica: per imparare a suonare il piano, prima dovrò saper leggere lo spartito e riconoscere le note, poi esercitarmi sulle scale ed infine lavorare sui brani musicali.
Ovviamente, nello Shaping, così come nelle altre tecniche che abbiamo visto, è fondamentale l’ambiente positivo: parole di incoraggiamento, rinforzo positivo, gratificazione. Su questi aspetti specifici vi invitiamo a leggere la lezione dedicata alle lodi e a come farle in modo efficace (Non basta dire bravo per creare una Mentalità di crescita).

Lo Shaping è composto da sei elementi, che trovate illustrati nella nostra scheda per il Quaderno della Crescita e che possono essere utilizzati anche per le altre due tecniche che prenderemo in esame. In estrema sintesi:

  1. Selezionare un comportamento su cui lavorare
  2. Scomporre il comportamento in una serie di obiettivi su cui lavorare
  3. Incoraggiare il bambino a concetrarsi su ciascun «micro-obiettivo»
  4. Ipotizzare un «premio» o un incentivo al conseguimento dell’obiettivo
  5. Lodare l’impegno e lo sforzo per conseguire il risultato
  6. Aumentare progressivamente la difficoltà dell’obiettivo da raggiungere

SIMULATION: LA TECNICA DEL PALCOSCENICO

La Simulation è una sorta di role playing: in pratica, immaginiamo in condizioni «artificiali» ciò che potrebbe accadere a seguito di un determinato comportamento. Noi la chiamiamo tecnica del teatro, perché prevede l’interazione tra gli attori, dato che genitore e bambino lavorano insieme, attraverso il dialogo, per costruire lo scenario. Facciamo il solito esempio del disordine. Attuando la Simulation, un genitore potrebbe chiedere al suo bambino: “Ti immagini quanto spazio per giocare ci sarebbe in camera se per terra non ci fossero tutti quei giochi? Pensa, potremmo addirittura fare una merenda con gli amici, mettendo un tavolino in mezzo alla stanza”. Si tratta di un esempio molto intuitivo, ma possiamo anche ipotizzare altri contesti di applicazione. Ad esempio, vogliamo evitare che il nostro bambino esploda in un capriccio isterico. Per farlo, possiamo lavorare con lui quando è calmo, immaginandoci la situazione critica ed ipotizzando delle soluzioni che anticipino e mitighino il capriccio.

MODELING: LA TECNICA DEL CAMALEONTE

Il Modeling è l’ultima tecnica che prendiamo in esame in questa lezione. In questo caso è il genitore a dare l’esempio diretto, guidando il comportamento in modo esplicito. Abbiamo ribattezzato questo esercizio Tecnica del Camaleonte perché, proprio come il camaleonte si adatta all’ambiente cambiando colore, così il bambino dovrebbe adattarsi all’ambiente positivo, seguendo l’esempio che gli viene dato. Riprendiamo l’esempio dell’ordine: se noi adulti siamo disordinati, difficilmente nostro figlio potrà trovare stimoli per sistemare la cameretta. Ma se gli diciamo “Ehi, oggi devo dedicare un po’ di tempo a mettere a posto la camera, è un po’ che non lo faccio e c’è tanta roba da buttare”, è più semplice che anche il bambino provi il desiderio di riordinare. Idem per il lavaggio dei denti o le famigerate verdure: se siamo noi i primi a seguire una scrupolosa igiene orale o assaggiare le melanzane anche se non ci piacciono, ma motivando queste cose con ragionevolezza, è probabile creare un coinvolgimento positivo, uno stimolo a provare.

Chiaramente, ciascuna di queste tecniche non è la panacea di tutti i mali. Sicuramente si tratta di basi per lavorare in modo sistemico sull’educazione, coinvolgendo tutti gli attori della famiglia e aumentando la consapevolezza su ciò che per la famiglia stessa è importante. Nell’ambito della Pedagogia Positiva è fondamentale lavorare sulle forze di ciascuno e sulla motivazione che rende importante per noi il conseguimento di un obiettivo. Vi lasciamo con il coloring motivazionale di oggi che contiene una frase sul cambiamento ed alcuni motivi grafici da colorare. Provate a farlo tutti insieme, genitori e bambini, per passare un momento a chiacchierare su di voi e su cosa vi piace l’uno dell’altro. Questa è la vostra forza e servirà a lavorare sul cambiamento.

Clicca qui per scaricare questa scheda.


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