Altre storie: storie differenti per non restare indifferenti

Oggi vogliamo presentarvi un testo speciale: “Altre storie. Storie differenti per non restare indifferenti“, una raccolta di quattro storie per combattere l’indifferenza. In un mondo in cui i media, invece di educare, insinuano la paura e l’odio, l’ultimo fortino in difesa di un’educazione rimane la scuola.

E così, Portale Bambini ha intervistato Germana Bruno, autrice di questo testo coraggioso: ci auguriamo che questa breve intervista diventi una pillola di riflessione, un farmaco contro il velo di indifferenza che sempre più ci avvolge.

Storie contro l’indifferenza: intervista a Germana Bruno

Germana, i nostri lettori già ti conoscono per le filastrocche che hai condiviso con noi; vuoi presentarti e raccontarti in due righe?

Mi chiamo Germana Bruno e sono un’insegnante di Scuola Primaria presso la Scuola Statale “Giuseppe Mazzini” di Erice in provincia di Trapani. Da molti anni sono impegnata nel campo della legalità ed ho collaborato spesso con associazioni quali LIBERA e UNICEF.

Com’è nata l’idea di scrivere racconti e filastrocche? E come sei arrivata alla pubblicazione? 

In modo del tutto spontaneo e naturale, ho iniziato a scrivere racconti, poesie e filastrocche noti, fino a poco tempo fa, solo ai miei piccoli alunni, dai quali ho ricevuto un positivo riscontro sia nel gradimento sia, pian piano, nell’interiorizzazione dei principi affrontati, verificandone la straordinaria efficacia nel trasmettere in modo veloce ed indelebile, l’importante messaggio che portano con sé. Grazie alla pubblicazione di alcune mie opere e al grande potere di internet ho avuto modo di far conoscere ad un pubblico sempre più vasto le mie creazioni.

“Altre storie” è la tua ultima creazione. Di cosa si tratta? 

“Altre storie” sono quattro piccole, grandi storie di altri, ma non sono poi così lontane da noi. Sono storie altrui che ci riguardano perché prima o poi possono diventare storie nostre e, se anche così non fosse, ci riguardano ugualmente perché una vita vissuta nell’indifferenza è una vita vuota ed inutile. Credo, infatti, che uno dei mali maggiori, oggigiorno, sia l’indifferenza.

L’indifferenza, specialmente nel nostro paese è drammatica. Secondo te cosa la rende più pericolosa?

La maggior parte delle persone dimostra di non preoccuparsi minimamente di ciò che di brutto e drammatico accade al prossimo. Così, senza nemmeno accorgercene, si diventa insensibili alla sofferenza altrui, incapaci di provare compassione per gli altri, come se quello che accade al di fuori di noi ci fosse totalmente estraneo, a volte addirittura pericoloso, contagioso e quindi da evitare.

Spesso si arriva a dimostrare indifferenza anche verso ciò che può determinare anche il nostro malessere se non addirittura la nostra rovina, come ad esempio l’incuria nei confronti della natura. Con indifferenza si sporca, si inquina, si distrugge, nell’assurda convinzione di non procurare danni irreversibili a sé stessi. Indifferenza e ignoranza sono i grandi mali del secolo e possono determinare, come già accade, gravi conseguenze.

Abbiamo qualche speranza di riscattarci? 

Io, che quotidianamente sto a contatto dei bambini, ancora spero in un cambiamento dato che posso affermare con certezza che la soluzione a questo male c’è: l’educazione. Guardando i bambini mi accorgo che questa non è affatto la vera natura degli uomini e che è solo necessario dare l’esempio, sempre, senza mai arrendersi ed educare alla condivisione e alla partecipazione, in una parola, all’amore.

Non è impossibile e nemmeno difficile, basta assecondare la loro spontaneità, il loro essere meravigliosamente bambini. Bisogna educare alla coscienza sociale per far sì che ognuno contribuisca, nella misura delle proprie possibilità, a rendere la nostra società un posto migliore, incarnando così l’esatto contrario dell’indifferenza.

Ecco perché ho narrato queste storie che possono dare lo spunto agli educatori per trattare in modo semplice argomenti importanti ed educare sin da piccoli alla partecipazione, alla condivisione e alla compassione intesa come sentimento che ci fa “sentire” l’altrui sofferenza e allo stesso tempo ci fa desiderare di alleviarla.

Com’è strutturato il testo? E’ illustrato? 

Le illustrazioni del bravissimo e promettente giovane illustratore Edoardo Maria Manuguerra, che integrano i testi, hanno lo scopo di motivare i più piccini, di informarli anche su ciò che sta oltre il testo scritto e di facilitare i processi di apprendimento consentendo loro di immaginare, coerentemente alle informazioni date dal testo, i luoghi e i personaggi di cui si narra. Ogni racconto viene introdotto da una poesia che ne compendia la morale.

E adesso, passiamo ai racconti: vuoi dirci qualcosa per ciascuno? 

Il primo racconto narra di ” Gingo Balese” ,un giovane immigrato che nessuno nota o vuole notare ad eccezione di un ragazzino che proverà, grazie a lui, sensazioni diverse e sconosciute.
Ne “Lo specchio”, un giovanissimo bullo passa il suo tempo a seminare paura intorno a sé, esercitando il proprio potere sui più deboli, ma qualcosa di incredibile accade e un’orribile sensazione lo porterà al cambiamento.
Il viaggio” narra del lungo volo migratorio di un uccello che, sorvolando da un polo all’altro il pianeta, può osservarne dall’alto le meraviglie, ma anche gli orrori e questa incredibile esperienza gli fa capire l’immenso valore della libertà.
Nell’ultimo racconto, “La stessa essenza”, una bambina vive un’esperienza fantastica che ha inizio all’interno di un giardino abbandonato. Nasce un’amicizia tra lei e una rosellina e ciò condurrà ad un finale lieto nonostante qualche momento di tristezza.

Qual è la mission educativa di questo testo? 

Io credo che “Altre Storie. Storie differenti per non restare indifferenti” possa essere una goccia di “antidoto” per non ammalarsi di indifferenza e cattiveria. Questa, insieme a tante altre gocce che gli educatori devono aver cura di somministrare quotidianamente ai più giovani, può far sì che questo mondo diventi un posto migliore.

Altre storie. Storie differenti per non restare indifferenti è in pre-vendita online (potete anche leggere l’anteprima) attraverso il sito della casa editrice Antipodes: lo trovate qui. Ci sentiamo di raccomandarlo a tutti quei docenti che vorrebbero sperimentare con la propria classe un percorso di educazione ai valori, per chi crede che la scuola sia istruzione, ma anche formazione. Formazione della persona, formazione dell’anima.

a cura di Alessia de Falco