Animazione fai da te: come realizzarla coi bambini?

Come nascono i cartoni animati?

Il desiderio di animare un disegno risale all’alba dei tempi. Basti pensare che, già durante la preistoria, gli uomini cercavano di rappresentare l’idea del movimento, disegnando sulla pietra animali con zampe multiple. Chiaramente di strada ne è stata fatta parecchia: dal diciannovesimo secolo è stato possibile animare figure statiche, anche se è solo negli ultimi dieci anni che il campo dell’animazione si è evoluto in modo esponenziale, grazie all’utilizzo della computer grafica e del 3D.
Volendo semplificare al massimo la spiegazione, l’animazione è frutto di un’illusione ottica, legata a un fenomeno fisico definito “persistenza visiva”.
In pratica l’occhio umano riesce a trattenere sulla retina un’immagine esclusivamente per una frazione di secondo anche dopo che essa è sparita dal campo visivo.
Ed è qui che si compie il miracolo dell’animazione: è proprio sfruttando quella frazione di secondo, che un’immagine può essere sostituita da un’altra lievemente diversa, fornendo al cervello l’illusione del movimento.

Il principio di funzionamento dei flipbook (che poi è lo stesso delle GIF)

In principio era il disegno

La tecnica base per realizzare un’animazione è proprio il disegno a mano, che oggi tuttavia viene sempre più frequentemente integrato da tecnologie più innovative.
Per realizzare un movimento fluido e verosimile vengono realizzati solitamente 24 disegni per ogni secondo, mai meno di sei. Un film della durata di 5 minuti richiede dunque tra i duemila e i settemila disegni.  Di solito vengono realizzati i momenti chiave di una scena (di solito 3 o 4, tra cui certamente quello iniziale e quello finale), che poi vengono completati con disegni intermedi.

Facciamo a casa un cartone animato: i flip book

Flipbook, in italiano libro animato, è il vocabolo inglese che identifica una delle forme più semplice di animazione: si tratta di un blocchetto di fogli dove su ogni pagina è ripetuto un soggetto, con minime differenze rispetto alla precedente. Sfogliandoli rapidamente si ha l’impressione di assistere a un movimento.
C’è chi, sulla base di questo principio, ha creato un vero e proprio business online: basti pensare al sito theflippist.com, che realizza flipbook personalizzati e disegnati a mano.
Se non si pretende un risultato professionale, resta un simpatico esercizio da provare con i bambini, per sviluppare la creatività e la manualità e spiegare loro il segreto del movimento dei loro beniamini sullo schermo.
Vi spieghiamo rapidamente i passaggi da seguire, si tratta di un laboratorio molto semplice che richiede soltanto carta, matita, gomma e … un pizzico di creatività. Meglio utilizzare block-notes o post it e prediligere la carta sottile, più facile da far scorrere.

flipbook farfalle

Pronti, partenza, via: disegnate!

Una volta individuato il soggetto da disegnare (preferibile orientarsi su cose semplici, almeno inizialmente), si parte dall’ultimo foglio della pila. Disegnare lì il personaggio o l’oggetto facilita la riproduzione sui fogli successivi. Volendo si può aggiungere uno sfondo: una scena statica, come una casa, ma anche un oggetto in movimento, delle nuvole o la pioggia ad esempio. Una volta terminato il primo foglio si ripete il disegno sul successivo, spostandolo leggermente.
Sfogliando le pagine, i cambiamenti più grandi nel soggetto verranno percepiti come movimenti veloci, mentre i cambiamenti più piccoli risulteranno movimenti più lenti.
Considerate che le immagini animate di solito hanno tra i 24 e i 30 fotogrammi al secondo, che significa disegnare molti fotogrammi. Possiamo suggerirvi di partire da un numero più ridotto di fotogrammi per il vostro libro animato: disegnandone i 5 e i 15 fotogrammi si otterrà comunque un valido risultato.

Qui potete vedere un esempio animato (il titolo è in inglese, ma il video è muto)

Il successo è dovuto alla tecnologia? No, alla fantasia!

L’evoluzione tecnologica non è la garanzia del successo di un cartone animato. A questo proposito. vogliamo chiudere questo excursus con una frase di Steve Jobs, fondatore della Pixar ( conosciuto universalmente per essere uno dei fondatori di Apple), studio di animazione che ha prodotto Toy Story, Monster & Co., Alla ricerca di Nemo e Gli incredibili:

Nessuna tecnologia potrà mai trasformare una cattiva storia in una buona storia. Né una tecnologia, per quanto stupefacente, può intrattenere un pubblico per più di cinque minuti senza una storia affascinante.

Per cui, come sempre, lasciamo spazio alla fantasia, un consiglio valido per adulti e bambini.