Ascoltiamo le piccole cose che raccontano i bambini

L’ascolto e la comunicazione in famiglia sono fondamentali; uno dei problemi più seri del nostro mondo è che genitori e figli, troppo spesso, sono separati da una barriera che impedisce loro di comunicare bene. Dove manca l’ascolto, è inutile parlare: ecco la logica dietro le fratture comunicative, spesso drammatiche.

IL SEGRETO: COMINCIAMO DALLE PICCOLE COSE

I bambini, a quattro, cinque o sei anni ci racconteranno i loro grandi segreti: il nome che hanno dato al loro peluche, il castello di sabbia che gli piacerebbe costruire, magari impiegheranno un’ora per raccontarvi cos’hanno disegnato (e voi, probabilmente, vedrete solo uno scarabocchio).

Non trascuriamo mai i piccoli segreti dei bambini. Fonte: Giuseppe Severino

La tentazione di ignorarli è forte; spesso liquidiamo la loro comunicazione come inutile, come una perdita di tempo rispetto alle nostre mille preoccupazioni. Nulla di più sbagliato! Questi momenti comunicativi sono i “neonati” della comunicazione, sono i mattoncini attraverso cui i bambini costruiranno un canale comunicativo coi grandi.

PER ARRIVARE ALLE GRANDI

Il problema dietro gli adolescenti che non interagiscono coi genitori nasce qui: solitamente (ma non sempre, se parliamo di educazione l’assoluto è sempre sbagliato), il bambino che erano è stato ignorato, frustrato, umiliato. E così, adesso, si trovano costretti a cercare altrove la possibilità di comunicare.

Al contrario, i bambini che sono stati sempre ascoltati, avranno acquisito una sufficiente fiducia nel canale comunicativo coi genitori da parlar loro anche delle grandi. Immaginate questo canale come qualcosa che va costruito con cura, mantenuto ed utilizzato. Bisogna rinforzare gli argini, dragare la sabbia dal fondo, costruire moli e pontili. La metafora del canale ci piace perché ci aiuta a capire quanta fatica e quanti sforzi siano necessari alla sua manutenzione.

La buona comunicazione è come un canale, che va costruito solido e mantenuto efficiente nel tempo.

Non è semplice e tutti commetteremo degli errori, però, che soddisfazione quando si fa buona comunicazione: si generano risorse, si migliora la vita delle persone, cambiamo noi stessi e il mondo che ci circonda.

COME SI COSTRUISCE IL CANALE DELLA COMUNICAZIONE?

Alla base della comunicazione in famiglia c’è l’ascolto: imparare ad ascoltare in modo attivo e non giudicante equivale a costruire gli argini del nostro canale. Abbiamo scritto un approfondimento proprio sull’ascolto attivo, che vi consigliamo di leggere.

Per rinforzare questi argini e renderli solidi, faremo bene a studiare la comunicazione non verbale: oltre l’ascolto, esiste una miriade di segnali, posture e attitudini che i bambini sono bravissimi a riconoscere. E’ quel non detto che pesa, e che dovremmo imparare a controllare. Sulla comunicazione non verbale abbiamo addirittura scritto questo MINI-SAGGIO.

A questo punto il nostro canale è pronto ad essere inondato dal fiume della comunicazione. Acqua! Attenzione però: proprio come ogni tanto i canali devono essere dragati, anche nel nostro caso dovremo monitorare l’andamento della comunicazione. E’ fluida? E’ onesta? E’ sincera? Non dobbiamo essere artificiali, ma cambiare in profondità noi stessi e la famiglia attraverso l’esercizio quotidiano.

SPUNT-ESERCIZIO: PROVIAMO A FARE BUONA COMUNICAZIONE

Per i bambini, le metafore e gli schemi sono molto importanti. Avere uno spazio della casa da utilizzare per comunicare è un simbolo potente. Noi abbiamo pensato di arredare un’angolo nascosto della cameretta proprio come una barca: la barca della buona comunicazione. Nascondiamoci lì, tutti insieme, e raccontiamoci i segreti: parliamo, ascoltiamo. Basta poco: una vecchia coperta in cui ritagliare due oblò, qualche cartone da decorare a tema e appendere alle pareti o ai mobili, magari una bandiera o due ciminiere (sempre di cartone, questa volta però rivestito di carta stagnola); decidete voi come sarà la vostra barca: un veliero? Una zattera? Un peschereccio? Chissà, ogni famiglia ha gusti diversi!

Utilizziamo quest’angolo come momento magico, in modo da caricare le comunicazioni di significato. Nel tempo la nostra “barca della buona comunicazione” diventerà inutile, ne faremo a meno, un po’ come succede con gli amici immaginari e la fiaba della buonanotte; però, grandi e bambini, porteremo sempre nell’anima la magia di quel momento: il momento in cui si comunica, insieme.

Perché non cominciamo leggendo insieme Felice come un FIORE, l’ebook creativo per tutta la famiglia? Si tratta proprio di una storia, con annesse riflessioni e laboratori, per riscoprire il potere del fare e del comunicare in famiglia.

 a cura di Matteo Princivalle