Per i bambini non conta com’è il mondo, ma come glielo raccontiamo

Uno dei problemi che più si ritrovano nei bambini di oggi è l’apatia, il senso di insofferenza alla vita. Non tanto l’incapacità di creare e immaginare quanto piuttosto l’aver rinunciato ad entrambe le cose. Ma da cosa dipende questo fenomeno?

Una possibile spiegazione, suggestiva, è che sia il mondo adulto che li circonda. I bambini vivono di storie, di racconti e di immaginazione: pendono dalla bocca dei grandi, che sono le loro guide. Eppure, i nostri grandi non sembrano così interessati a favorire questa immaginazione. Ci limitiamo a stimoli “preconfezionati” (come tv, videogiochi, giochi e giochetti che non lasciano alcuna possibilità di personalizzazione, riducendo il contributo personale del bambino) e tutto sommato banali. Sarà per questo che i piccoli di oggi spesso sembrano come anestetizzati, indifferenti al mondo che li circonda?

APPROFONDIMENTO CONSIGLIATO SULL’APATIA DEI BAMBINI: Combattiamo l’apatia riscoprendo la motivazione

IL MONDO È BELLO PRIMA DI TUTTO NEI NOSTRI PENSIERI

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.

Antoine de Saint-Exupéry 

I nostri pensieri plasmano la realtà, modificano il modo con cui affrontiamo gli eventi e giocano un ruolo fondamentale nella ricerca della felicità. I bambini lo sanno bene, ma crescendo perdiamo questa consapevolezza e finiamo per erigere un sacco di barriere, costruire stereotipi e tutte quelle altre operazioni (tipicamente umane) che da un lato semplificano la vita, dall’altro ci impediscono di viverla con pienezza.

Come prima cosa, bisogna imparare a lasciarsi alle spalle i pensieri vecchi, quello che sappiamo e che pensiamo del mondo: solo a questo punto siamo pronti ad immaginare, a creare qualcosa di nuovo. Sembra una sciocchezza, ma i bambini prendono la cosa molto sul serio.

LETTURE CONSIGLIATE PER NUTRIRE LA FANTASIA DEI GRANDI: Il piccolo principe, Grammatica della fantasia (di Gianni Rodari)

SPUNT-ESERCIZIO: diventiamo narratori di sogni

Lo SPUNT-ESERCIZIO di questa sera è semplice e complesso: vi chiediamo di provare a diventare narratori per i bambini. Non tanto di favole (di quelle abbiamo già parlato, è importante raccontarle e assecondare il pensiero magico dei bambini) ma di realtà. O meglio, narratori della vostra realtà, di quella che vorreste, di quella che vi piacerebbe vivessero i vostri figli.

Per esempio:

  • provate a raccontare quanto oggi sia una bella giornata (anche se diluvia, fa freddo e soffia il vento)
  • imparate a raccontare l’aspetto migliore delle cose e non il peggiore
  • di fronte ad un brutto episodio, provate a reinterpretarlo: cosa avete imparato, come avete superato la difficoltà?

Significa far finta di niente? Assolutamente no: significa essere consapevoli dei problemi e di quel che non va, ma scegliere di superare l’ostacolo anziché rimanere a contemplarlo. Un’attitudine preziosa, declinazione pratica di quella resilienza di cui tutti parlano.

Ciascuno rielaborerà il mondo a modo suo: chi inventerà vere e proprie storie, chi si scoprirà un motivatore eccezionale, chi proverà ad appassionare e appassionarsi alla scienza e ai fenomeni del mondo. Non esiste una strada maestra, ma solo una consapevolezza: ciascuno inventa a modo suo.