Aiuto, i bambini non sanno più giocare

Sembra un paradosso, eppure sempre più spesso, oggi, alcuni bambini non sanno giocare. Com’è possibile, ci si chiederà? Molto spesso vengono demonizzati i tablet, l’uso precoce di cellulari, della tecnologia, dei pc. Siamo portati a credere che questi siano gli unici “colpevoli” dell’incapacità dei nostri bambini a giocare. Ma questa è una verità parziale.

IL GIOCO É SCOPERTA, UN MAGICO MOMENTO DI LIBERTÀ

La predisposizione del bambino al gioco è innata. Tutto, per il bambino che si avvicina a conoscere il mondo, è gioco. Per un bambino molto piccolo, anche solo una foglia che si muove rappresenta un grande momento di divertimento.

Come adulti, abbiamo il dovere di lasciarlo fare, di non interrompere quel magico momento. Sempre più spesso accade invece il contrario. Assistiamo ad un intervento costante dell’adulto che rende il bambino incapace di giocare, di mantenere la concentrazione per più di un minuto su un oggetto, un’attività, un lavoro.

CREIAMO DELLE ROUTINE PER I NOSTRI BAMBINI

I bambini sono bombardati di parole, parliamo noi al loro posto; sono sovraccaricati di stimoli, luci, colori, fin da piccolissimi. E poi ci chiediamo perché sono iperattivi, perché non si calmano.

Seguono i ritmi e gli orari degli adulti, fin da piccoli vengono già predisposti all’autonomia e privati delle coccole e delle braccia della mamma per paura che si vizino, e poi ci domandiamo perché non dormono, perché sviluppano difficoltà ad addormentarsi.

Ecco qua che qualche nube si schiarisce e qualche riflessione sorge spontanea. Non demonizziamo solo i tablet se i nostri bambini oggi non sanno giocare. Se si alienano dietro a un cellulare, siamo forse noi stessi i primi a mostrare loro un uso troppo frequente del cellulare, del portatile, delle modalità touch?

ASCOLTO E DIALOGO PER RISCOPRIRE LA MAGIA DEL GIOCO

Fermiamoci prima. Quando in una casa arriva un bambino, non c’è bisogno di giochi rumorosi, luci, suoni, palline e pupazzi. Non c’è bisogno di passare ore su internet a cercare di interpretare i suoi pianti. Sediamoci di più con i nostri bambini. Ascoltiamoli senza parlare. Non li guardiamo soltanto, ma osserviamoli . Giochiamo con loro.

I bambini, oggi più che mai, non sanno giocare perché sono stati privati  troppo presto della loro innata predisposizione all’osservazione, all’esplorazione, alla manipolazione, che li porta alla conoscenza del mondo intorno, alla concentrazione e quindi alla capacità di rimanere seduti a giocare con le costruzioni, con le mollette, con i coperchi, con i materiali più semplici di ciò che possiamo immaginare.

Molti bambini etichettati oggi con disturbi del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, disturbi dell’attenzione, sono bambini poco visti. Sono bambini spesso sottoposti in età precoce ad eccessi di stimoli.

COACHING CREATIVO: INSEGNIAMO AI BAMBINI LA CONCENTRAZIONE, LASCIANDOLI FARE

I bambini che saltano da una parte all’altra, che non riescono a finire un gioco che subito ne iniziano un altro, non sono solo bambini iper attivi, ma sono bambini che, molto spesso, non hanno imparato una delle cose che si apprende nella primissima fase della vita e che, se non coltivata tende a non ricrearsi più: la capacità di concentrarsi.

In poche parole:

  • Osservandoli molto e interrompendoli meno.
  • Lasciandoli fare ( ovviamente con l’occhio vigile dell’adulto).
  • Lasciandoli sperimentare, sporcare, toccare.

Perché attraverso il gioco apprendono la realtà e costruiscono la loro personalità. E come possiamo pretendere che giochino se siamo noi per primi, come genitori, educatori, adulti, ad interromperli costantemente con il nostro intervento, a mostrarci più occupati a rispondere su WhatsApp che a sederci con loro a costruire una torre?

a cura della dott.ssa Chiara Cupini,
Pedagogista