Bimbi che fanno le pulizie

Avete mai pensato, terminata una lezione, di rimettere in ordine la classe? Oppure, a casa, di fare le pulizie tutti insieme? Non è una novità; in paesi come il Giappone la pulizia della classe è un vero e proprio imperativo. Per fortuna questa cultura si sta diffondendo anche da noi.

Ricordiamoci che il disordine esteriore si riflette spesso anche all’interno: è difficile che laddove manca il rispetto per l’ambiente ci sia rispetto per sé stessi e per gli altri. Questo è quello che insegna la pulizia della classe o di casa: a rispettarci reciprocamente, a collaborare per uno spazio più vivibile.

Non si tratta di essere genitori ed insegnanti “green”, ma di essere civili, educati alla convivenza e responsabili: per questo è fondamentale che i bambini comincino fin da piccoli ad avere cura dei propri spazi (ciascuno secondo le sue possibilità).

SI TRATTA DI UN GIOCO

Sfatiamo una delle leggende metropolitane sulla pulizia a scuola/casa: i bambini non si annoiano a fare le pulizie. Non è un compito noioso, ma un momento di gioco ed impegno. Anzi, insegnanti e animatori che hanno provato, spesso hanno il problema opposto: far capire quando ormai la classe è scintillante e non serve più pulire. O evitare che diventi un momento eccessivamente competitivo.

Certo, va proposto come gioco. Che non vuol dire mascherare l’utilità sociale delle pulizie, né dimenticare la componente di rispetto e vivere civile: sono aspetti fondamentali ed è bene che i bambini lo capiscano. Piuttosto, significa animare questo momento, coinvolgere i bambini e farli entrare nello spirito della condivisione. Una buona idea può essere quella di realizzare un tabellone delle pulizie, in cui ci si assegna un punteggio ogni volta, o un tabellone con degli obiettivi (tipo: “classe scintillante”).

A SCUOLA, MA ANCHE A CASA

Quest’attività si può proporre a scuola, coinvolgendo le famiglie e il personale scolastico per creare un contesto inclusivo e informato. E’ uno strumento formidabile per educare alla cittadinanza, al rispetto e alla cura. Molto più importante di altri laboratori che, a scuola, trovano spazio e propaganda.

Tuttavia, dovrebbe  cominciare da casa: dal raccogliere le cartacce a pulire le scarpe sullo zerbino, dal rifare un letto a tenere in ordine i propri giocattoli. I bambini hanno bisogno di regole e attraverso di esse possono interiorizzare il rispetto.

Qualcuno dice che non servono le regole; eppure, senza regole non esiste nemmeno il rispetto. Perché chi vi rispetta, senza saperlo, sta rispettando una regola.  E allora, armiamoci di pazienza e diamoci dentro con le pulizie!

a cura di Matteo Princivalle