Bisogna imparare a conoscere, considerando le cose e le cause

LETTURE SCELTE: Edgar Morin, a proposito della riforma del pensiero nella scuola primaria

Piuttosto che reprimere le curiosità naturali, quelle di ogni coscienza che si risveglia, si dovrebbe partire dalle prime domande: che cos’è l’essere umano? La vita? La società? Il mondo? La verità?
Il fine della “testa ben fatta” sarà favorito da un programma di domande che parta dall’essere umano.
[…]
Bisogna apprendere a conoscere, cioè a separare e collegare, ad analizzare e a sintetizzare insieme. Da quel momento si potrà imparare a considerare le cose e le cause.
Che cos’è una cosa?
Bisogna insegnare che le cose non sono solamente cose, ma anche sistemi costituenti un’unità che assimila parti diverse; non più oggetti chiusi, ma entità legate inscindibilmente al proprio ambiente e che possono essere conosciute solo inserendole nel loro contesto. Per quanto riguarda gli esseri viventi, per esempio, essi comunicano tra loro e con il loro ambiente e queste comunicazioni fanno parte della loro organizzazione e della loro stessa natura.
Che cos’è una causa? Bisogna apprendere ad andare oltre la causalità lineare causa → effetto. Apprendere la mutua causalità, la causalità circolare (retroattiva, ricorsiva), le incertezze della causalità (perché le stesse cause non producono sempre i medesimi effetti quando la reazione dei sistemi che esse producono è differente e perché cause differenti possono provocare gli stessi effetti).
Così si formerà una conoscenza capace di affrontare delle complessità.

BIBLIOGRAFIA
Morin E. (1999), La testa ben fatta, Raffaello Cortina Editore