Black Friday: riflettiamo su quel che serve davvero

Non siamo canne al vento! Perché un “invasore” possa riempirci con le sue convinzioni e i suoi prodotti, è necessario, prima, che ci convinca di essere inferiori. Il sentimento di inferiorità è molto potente ed è una delle ragioni principali che ci spingono ad acquistare un determinato prodotto o a comportarci in un certo modo.

Le due derive della cultura del consumo
Questo sistema comporta due derive, ed entrambe ci rendono deboli. La prima è il sentimento di inferiorità che nasce quando non possiamo acquistare determinati prodotti o condurre un certo stile di vita. Questo sentimento nuoce alla nostra anima, ci tormenta e ci rende infelici. Ci porta a trascurare le relazioni con le persone care (figli, mogli e mariti, parenti, amici) per rinchiuderci nella ricerca del denaro, attraverso il lavoro o attraverso espedienti, o, in alternativa, nel rimuginare sulle ragioni per cui “non possiamo essere come vorremmo”.
Questa debolezza si può sconfiggere: per riuscirci, dobbiamo innanzitutto riconoscere che noi siamo un “Io” e che il modello proposto dalla società dominante è un “Tu”. Quell’Io e quel Tu sono diversi, a volte perfino antitetici. Dobbiamo riscoprire il nostro essere, che è molto diverso dall’essere-avere che ci viene proposto dalla pubblicità. Questo processo è complesso, lungo e perfino doloroso. Significa prendere atto che ci siamo illusi, che siamo stati ingannati. Significa prendere coscienza della nostra fragilità.
La seconda debolezza è diametralmente opposta alla prima, ed è la reazione estrema di chi non accetta la cultura dell’invasore. Infatti, non tutti cadono nella trappola dell’inferiorità. Alcuni, resistono. Eppure, quella resistenza rischia di diventare una torre d’avorio, un motivo di isolamento e di divisione. Perché in fondo, la cultura capitalista parte da un assunto ragionevole, ovvero che ciascuno di noi desidera vivere in modo confortevole e si propone di soddisfare quel desiderio. Esiste un progresso utile ed uno inutile, così come esiste un consumo utile ed uno inutile; rifiutare il consumo in toto è una scelta radicale e destinata a generare fratture e diffidenza.

La cultura consumista ci offre una grande opportunità: quella di imparare ad esercitare l’attenzione e la scelta in modo consapevole.
Prima di fiondarci a verificare le offerte online, è importante fermarsi a riflettere su quello che ci serve davvero: è indispensabile sostituire lo smartphone? Un’offerta, in fondo, è vantaggiosa solo se risponde ad un bisogno reale. Altrimenti, ci avranno solamente convinto a comprare qualcosa di inutile!

Quindi, ecco uno SPUNT-ESERCIZIO un po’ fuori dagli schemi: domandiamoci cosa ci serve davvero. Noi abbiamo preparato una piccola lista di domande a cui rispondere con sincerità, cercando di diventare “inquisitori della nostra mente”. Non si tratta di condannarci o auto-criticarci a priori, ma semplicemente di esplorare un processo critico, che ci arricchirà intellettualmente e ci aiuterà a vivere con più consapevolezza.ù

  • c’è qualcosa di cui sento la mancanza? 
  • perché mi servirebbe? 
  • per quanto tempo riuscirò ad usarlo? 
  • esiste un modo per far senza? 
  • questo modo è vantaggioso? 
  • posso permettermi questo acquisto? 
  • questo bisogno è legato in qualche modo alla felicità della mia famiglia? 

Se invece dobbiamo analizzare l’utilità di un prodotto che abbiamo già individuato, potremmo utilizzare queste stesse domande eliminando la prima. Parlare di bisogni e scelte d’acquisto e di consumo con i bambini è fondamentale: coinvolgiamoli. Naturalmente, in relazione alla loro età e senza ossessionarli; fargli percepire l’importanza di un consumo critico e ragionevole, meglio se con qualche briciola di attenzione all’ambiente, è un obiettivo educativo da non sottovalutare.

Questo è un Black Friday da evitare! Fonte: Kevin Grass

COMPRARE NON È SEMPRE UN MALE

In questi giorni, specialmente sulla nostra pagina Facebook, vi abbiamo suggerito alcune delle offerte più interessanti che il Black Friday Amazon metteva a disposizione. Anche oggi proporremo alcuni tra i nostri giochi preferiti.

Dopo che avremo risposto alle domande del paragrafo precedente, potrebbe capitare di accorgerci che effettivamente ci serve qualcosa. Per esempio, i seggiolini per l’auto (risparmiare 90€ sul costo di un seggiolino non è affatto un male! Qui trovate l’offerta), perché rendono più sicuri gli spostamenti per i nostri bimbi, oltre ad essere un obbligo di legge. Oppure, un piumino per l’inverno, perché il nostro è vecchio e bucherellato. Potrebbe anche capitare di trovare in offerta un giocattolo che avevamo già individuato come regalo per un affetto.

Dire no agli acquisti indiscriminati non vuol certo dire vivere di stenti, e neppure rinunciare a tutto! Significa, piuttosto, mettersi in gioco per cercare di capire cosa ci serve davvero e cosa è superfluo.

Adesso, veniamo allo SPUNT-ESERCIZIO operativo: qui trovate le offerte del Black Friday Amazon.it. Date un’occhiata, valutate, soppesate ed eventualmente fate la vostra scelta. Ma, come dicevano gli antichi, cum grano salis. Noi, per esempio, dopo tre giorni ad esaminare le offerte, non abbiamo acquistato nulla: al termine della riflessione, abbiamo pensato che in fondo avevamo tutto quel che ci serviva. Questo però non è un assoluto; anzi, ci farebbe piacere ricevere i vostri pensieri e le impressioni critiche su questo Black Friday.

a cura di Matteo Princivalle