L’Italia non brilla per amanti della lettura. Sempre più spesso vengono pubblicati dati piuttosto inquietanti circa la scarsa propensione ad acquistare libri e, soprattutto, a leggerli.
Una delle più recenti statistiche, illustrata durante il 34esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola Librai Umberto e Elisabetta Mauri, ha rivelato che, lo scorso anno, il mercato del libro ha registrato un decremento del 3,1% rispetto al 2015 (si è passati da 24,051 milioni a 23,300 milioni nel 2016).
Sebbene i “lettori forti” restistano, i lettori occasionali sono in flessione.


Fortunatamente tra i lettori più appassionati troviamo proprio i bambini che leggono più della media nazionale: numeri alla mano, il 47,3% dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni legge almeno un libro all’anno, mentre nella restante parte della popolazione la percentuale di penetrazione scende al 39,5%.
E se fossero i piccoli a farci riscoprire il piacere della lettura?
Oggi vi parliamo del bookcrossing, una pratica che si sta diffondendo anche in Italia e, attraverso la rete di relazioni che permette di creare, potrebbe aiutarci a ricordare che siamo nati per leggere.

Bookcrossing: di che si tratta

Se volessimo riassumere la filosofia del bookcrossing, potremmo prendere in prestito le parole di Arthur Bloch che diceva: “Non si perde mai nessun libro prestandolo, a eccezione di quelli a cui si tiene particolarmente”. Bookcrossing significa fondamentalmente condividere. E’ un’idea nata nel 2001 quanto Ron e Kaori Hornbaker, ispirandosi ad alcuni sistemi di tracciamento in rete, avviarono il sito www.bookcrossing.com per lo scambio di libri.

Il progetto ebbe successo e cloni in tutto il mondo, avviando esperimenti e buone pratiche che perdurano nel tempo. Fare bookcrossing significa rendere il libro un momento di aggregazione.
La lettura acquista così un duplice fascino: l’esperienza narrativa e l’esperienza di condivisione delle emozioni. Si libera un libro, lo si “abbandona”, con la speranza che qualcun altro lo ritrovi.
Capitava, già in tempi passati, con i messaggi racchiusi in bottiglie di vetro e lasciati tra i flutti del mare.

Come funziona il bookcrossing?

Il bookcrossing ha l’obiettivo di far circolare i libri, monitorando il loro “viaggio”. E’ un modo per entrare in contatto con altri appassionati lettori ed instaurare un circolo virtuoso di amanti di libri e narrativa.
Ci sono alcuni siti che si occupano nello specifico di strutturare quest’attività.
Tra i più attivi nel nostro Paese troviamo Bookcrossing Italy, ma ce ne sono parecchi.
In estrema sintesi, il meccanismo è questo:

  • si registra il libro sul sito, ottenendo il BCID (Bookcrossing ID number), che è una sorta di “numero di targa” che identifica univocamente proprio la tua copia di quel libro;
  • si applica il BCID al libro, mettendolo in circolazione: significa lasciare il libro in una caffetteria che aderisce al servizio, ma anche su una panchina, in un luogo frequentato;
  • si aspetta che un altro lettore trovi il libro e segnali il ritrovamento sul sito
    (identificabile grazie al BCID univoco).

una volta letto, l’altro lettore lo può tenere o rimettere in circolazione, avviando un nuovo percorso di bookcrossing.

Il bookcrossing ha innumerevoli vantaggi: è gratuito, semplice (basta una connessione internet) e divertente. Proviamoci!

Le 3 L del book crossing

Chi vuole diventare un bookcorsaro (sì, gli appassionati di bookcrossing si chiamano proprio così!), deve tenere a mente tre regole. Per memorizzarle più facilmente, vengono denominate le 3L del bookcrossing:

Leggi un buon libro (questo dovremmo saperlo fare tutti!)
Legalo al BCID (per questo bisogna impratichirsi, ma non è difficile)
Liberalo per farlo leggere a qualcun altro: dimenticantersene in un luogo affollato, prestarlo ad un amico … Tutto serve a far partire il nostro amato libro per nuove avventure.

Fare bookcrossing con i bambini: un’idea utile e divertente

Fin qui abbiamo parlato di bookcrossing, senza menzionare i bambini. Ma è abbastanza intuitivo il fatto che una simile “caccia al tesoro” possa incuriosirli ed entusiasmarli.
Alcuni casi di successo lo testimoniano: ad esempio, nei negozi Baby Bazar, un network dell’usato a livello nazionale, è attivo un evento permanente, denominato Girofiabe.
In ogni punto vendita Baby Bazar aderente all’iniziativa è disponibile un tavolo con una selezione di libri per bambini da scambiare gratuitamente. L’unica richiesta è di portare un libro da casa, solo la prima volta, per prenderne in cambio uno di quelli esposti. In seguito lo si può riportare, come si fa in biblioteca, anche in un diverso punto vendita, e continuare lo scambio, magari allargando ai propri amici l’idea di questo circolo virtuoso di lettura.

Spunt-esercizio: bookcrossing a scuola o nel condominio

Le attività che vi abbiamo illustrato sono ad ampio raggio, nel senso che potrebbero coinvolgere sconosciuti o andare a toccare aree lontane rispetto a noi.
Il bookcrossing per bambini può iniziare da un nucleo più ristretto di persone, ad esempio i compagni di scuola, gli amici del condominio dove viviamo.
Bisogna chiaramente organizzarsi con un gruppo di libri da etichettare e scambiare ma, essendo più piccola la cerchia di persone coinvolte nell’iniziativa, può diventare un’attività più semplice da mettere in piedi e trasformarsi in un bellissimo momento di aggregazione.

a cura di Alessia de Falco






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