Il Bosco delle Meraviglie: primo “parco emozionale” in Italia

Poco lontano da Torino, nel cuore della Val di Susa, ai piedi della Sacra di San Michele, si trova il primo parco emozionale d’Italia. Un parco popolato da gnomi, lupi mannari e alberi parlanti. Un parco in cui l’ambiente incornicia l’uomo e i suoi artefatti.

Il funzionamento è semplice: si comincia da una bottega, in cui i bambini vengono attrezzati di tutti gli accessori necessari per vivere la loro avventura, nonché di costumi. A questo punto si parte, accompagnati lungo il sentiero attrezzato alla scoperta dei personaggi e dei misteri del bosco: ogni piccolo partecipante potrà scrivere la sua storia, decidere da chi farsi aiutare, chi evitare e chi combattere.

E’ la personalizzazione che rende quest’idea un’avanguardia: se nei parchi tematici il bambino si muove su binari che qualcuno ha progettato per lui, senza la minima possibilità di modificarli, qui diventa davvero protagonista. Uno spunto che dovremmo rimettere al centro delle riflessioni educative: restituiamo ai bambini un ruolo attivo, stimoliamo la loro fantasia invece che rinchiuderla in una gabbia dorata confezionata ad arte. I bimbi potranno confrontarsi con fate, gnomi, cavalieri e streghe, utilizzando pozioni magiche, spade ed incantesimi, in un viaggio all’insegna dell’esplorazione e dell’avventura.

Qualche tempo fa parlavamo del senso dell’avventura, che rischia di svanire in una società popolata da giocattoli e videogames (qui l’approfondimento): ebbene, il Bosco delle Meraviglie sembra una bellissima soluzione, un riuscito esperimento a base di gioco e fantasia.


Un parco emozionale: il luogo giusto per emozionare ed emozionarsi

Sul sito ufficiale (BoscodelleMeraviglie) il parco viene descritto come un parco emozionale interattivo. Perché l’aggettivo “emozionale”? Entrando nel parco i bambini cominciano un percorso, decidono di scrivere la propria storia, la propria fiaba. Tuttavia, non lo fanno attraverso prove fisiche ma riscoprendo la dimensione delle relazioni e delle emozioni. Infatti, il modo migliore per sviluppare competenze emotive e relazionali è quello di giocare, di fingere e fantasticare, di trovare dei compagni con cui condividere avventure. E se la lettura è fondamentale in questo processo, non dobbiamo sottovalutare il ruolo di esperienze più “interattive”, “reali”.

Una chicca ecologica

La filosofia che ha portato all’apertura del parco è marcatamente ecologica: è l’uomo che si adatta all’ambiente, non il contrario. Il bosco in cui è stato realizzato il Bosco delle Meraviglie non è stato deturpato, ma valorizzato: invece di fare terra bruciata e ricostruire un mondo artificiale si sono scelti gli alberi più belli, gli antri più suggestivi, i percorsi disegnati dalla natura. Questi sono diventati le ambientazioni. Una scelta etica, ma anche profondamente umana, che merita rispetto e soprattutto diffusione.




a cura di Matteo Princivalle