Cambia tre abitudini all’anno e diventerai più sicuro di te

 

Quando eravamo piccoli la televisione era dei nostri genitori. Ci toccava sorbirci il telegiornale delle otto, magari la striscia pre-serale di Enzo Biagi senza avere uno straccio di strumento per apprezzarlo, tutta la saga di Uccelli di Rovo, persino qualche puntata di Dallas, ma Dinasty no, quello mai. I nostri figli decidono cosa guardare alla tele. Ci tocca sorbirci Masha e Orso, Peppa Pig, la Squadra della Giungla e compagnia bella. Insomma, siamo rimasti schiacchiati in mezzo. I nostri genitori trascorrevano con noi molto tempo, magari stirando o leggendo, ma c’erano. Noi ci siamo molto meno, amiamo custodire qualche piccolo spazio tutto nostro, giocare a essere ragazzi, per poi concepire pachidermici sensi di colpa.

Erodaria, 2016

Queste parole della blogger Chiara Bertora, autrice di Erodaria, sintetizzano molto bene un tema che abbiamo più volte affrontato negli ultimi tempi. I genitori di oggi sono spesso preoccupati di non farcela, di non essere abbastanza per i loro figli: questa frustrazione si accompagna ad un profondo senso di colpa, alimentato anche dai confronti sempre più frequenti che avvengono sui gruppi e sui social. Peggio ancora quando il confronto avviene con il passato, con i genitori che, una generazione prima della nostra, avevano quel polso che a noi sembra mancare.

Capita non di rado di leggere come dovremmo essere e come dovrebbero essere i nostri bambini, con il risultato che ci si sente sempre più insicuri. Questa situazione non porta vantaggio a nessuno, in primis ai più piccoli, che non possono beneficiare di punti di riferimento forti e sicuri di sé.

Cos’è l’insicurezza? Lo psicologo statunitense Abraham Maslow descrive una persona insicura con queste parole: “l’insicuro percepisce il mondo come una giungla piena di minacce e molti esseri umani come pericolosi ed egoisti; si sente rifiutato e isolato, ansioso e ostile; è generalmente pessimista e infelice; mostra segni di tensione e conflitto; è preoccupato da sensi di colpa; ha dei problemi di autostima; tende ad essere nevrotico ed è solitamente egoista ed egocentrico.”

Perché è importante combattere l’insicurezza del genitore? Essere insicuri, non credere in se stessi e nelle proprie decisioni, significa non trasmettere sicurezza agli altri. Come può un bambino credere in se stesso se noi per primi non lo facciamo? E’ importante provare a cambiare, passo dopo passo, ed imparare ad accettarsi ed amarsi, superando l’autocritica demotivante e l’attitudine al confronto competitivo e sterile.

Come combattere l’insicurezza e trasmettere fiducia ai bambini (e a se stessi)

Per combattere l’insicurezza, bisogna innanzitutto focalizzare la nostra attenzione su tre punti chiave:

  • sicurezza non significa presunzione: chi è sicuro non possiede la verità assoluta, ma è capace di mettere ragionevolmente in discussione il proprio operato, rendendosi disponibile all’ascolto.
  • sicurezza non significa omogeneizzazione: sicurezza vuol dire riuscire a presentarsi al mondo nella propria unicità, rispettando la diversità degli altri
  • sicurezza non significa mancanza di dubbi: chi è sicuro si interroga costantemente sul proprio operato, così come accade a tutti. Semplicemente impara a non temere la propria decisione e a portarla avanti senza esitazioni.

SPUNT-ESERCIZIO: cambia tre abitudini all’anno

Siamo portati a pensare che il cambiamento corrisponda ad una rivoluzione. In realtà, perché avvenga realmente, un cambiamento deve partire da piccoli gesti ed essere graduale. Se vogliamo combattere la nostra insicurezza, occorre per prima cosa individuare in quali ambiti si manifesta. Ad esempio, può capitare di non essere sicuri delle proprie scelte educative, della propria autorevolezza, della propria gestione del tempo.

Capito da dove partire, datevi tre obiettivi, considerando quali abitudini vorreste cambiare. Nel caso dell’insicurezza, l’abitudine da cambiare potrebbe essere, ma è solo un esempio, smettere di documentarsi ovunque, per cercare di capire come crescere un figlio. Focalizzatevi sul tempo passato insieme, sull’amore che riuscite a trasmettergli: progressivamente vi sentirete meglio e più sicuri.