L’educazione emotiva è una disciplina affascinante e al tempo stesso complessa: come possiamo strutturare un percorso che educhi alle emozioni e alla soluzione dei problemi emotivi senza cadere nella banalità o nello stereotipo?
Un’idea pratica è quella di realizzare una cassetta delle lettere in cui i bambini possano scrivere e depositare in modo  anonimo dei biglietti di segnalazione dei propri problemi emotivi e sociali.

Ce ne parla Daniel Goleman in “Intelligenza emotiva“:

“Le mie amiche Alice e Lynn non giocheranno con me”. Questo lamento struggente viene da una bambina di terza della scuola elementare John Muir di Seattle. È espresso in un biglietto anonimo imbucato in una “cassetta delle lettere” posta in classe – in pratica una scatola di cartone colorata – nella quale gli alunni sono invitati a depositare per iscritto le loro lamentele e le segnalazioni dei propri problemi, in maniera che l’intera classe possa discuterne e pensare ai modi di affrontarli. Nella discussione non saranno fatti i nomi degli interessati; al contrario l’insegnante sottolineerà che tutti i bambini condividono simili problemi prima o poi e che tutti hanno bisogno di imparare ad affrontarli. Mentre parlano di come ci si sente a essere esclusi o di che cosa si possa fare per essere accettati, i bambini hanno la possibilità di elaborare nuove soluzioni per questi disagi: ciò rappresenta un correttivo all’idea fissa che il conflitto sia la sola strada per risolvere i contrasti. La cassetta delle lettere è un modo che consente di tematizzare di volta in volta le crisi e le questioni di attualità nella classe, visto che un programma troppo rigido può risultare inadeguato alla fluida realtà dell’infanzia. Con la crescita e il mutamento dei bambini, le preoccupazioni del momento cambiano di conseguenza. Per risultare più efficaci, gli insegnamenti emozionali devono essere legati allo sviluppo del bambino e vanno ripetuti in diverse età in modi adatti alle mutevoli capacità di comprensione del ragazzo e alle nuove sfide che deve affrontare”.

Periodicamente, bisognerà raccogliere le segnalazioni e utilizzarle come spunto per aprire uno spazio di discussione e riflessione; per farlo, potresti usare la tecnica del circle time.

FONTI

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