Categoria: filastrocche

#pernondimenticare

#pernondimenticare

Arianna Bianchi

Ci sono pagine scritte con la matita dell’orrore,
che solo a leggerle ti si stringe il cuore:
un intero popolo fatto sterminare
mentre il mondo intero se ne stava lì a guardare.
Anche per i sopravvissuti non c’è stata più la vita,
sono solo andati avanti con l’anima ferita,
vite spezzate, così, senza motivo,
che rivelan quanto l’uomo possa essere cattivo.
Perché non si ripeta un’altra volta questa storia
celebriamo ogni anno il Giorno della Memoria,
ricordiamo tutti quanti, gli adulti ed i bambini,
sottratti crudelmente ai loro destini.
Perché un popolo che non ricorda è un popolo senza futuro
che protegge le sue scelte dentro un fragile muro,
abbattiamo quel muro, guardiamo in faccia gli orrori,
per evitare di ricommettere gli stessi errori.

Per non dimenticare

Per non dimenticare

Germana Bruno

Voglio narrarti una storia assai brutta,
te la racconto perché è importante,
voglio che tu la conosca tutta
per non dimenticarla neanche da grande.
C’erano mamme, c’erano bambini,
c’erano vecchi, c’erano malati,
e a tutti quanti cambiarono i destini,
gente malvagia, miseri esaltati.
Andavano dietro ad una mente pazza,
che vaneggiava su di una pura razza
e, come fossero rifiuti e sudiciume,
trattavano preziose vite umane.
Spero che tu ne colga la morale
per inventarne un’altra con diverso finale,
che sia più lieto, che sia più giusto,
e che non lasci questo disgusto,
ma che dia a tutti la voglia di fare
perché non si ripeta, non certo per dimenticare.

Il mago di gennaio

Il mago di gennaio

Monica Sorti

Il Mago di Gennaio
tiene in mano un gran cucchiaio,
nel cucchiaio c’è la neve,
sulla terra plana lieve.
Quando ha fatto tutto bianco
chiama il suo pinguino stanco
che è più goffo di un pagliaccio
mentre pattina sul ghiaccio.
Da una buia e cupa tana
esce in volo la Befana
per portare ai bimbi buoni
nella calza dolci e doni.
Dormono gli animaletti
in letargo dentro i letto,
dorme pure la natura
che del freddo ha gran paura.

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Magie d’inverno

Magie d’inverno

Monica Sorti

Che bello svegliarsi una mattina
e vedere tutto avvolto dalla brina!
Bianchi contorni sfumano le cose,
rendendole magiche, rendendole preziose.
Rumori attutiti, non si sentono i passi
e neppure lo scricchiolar dei sassi.
Brilla la siepe, brilla la strada,
il prato diventa preziosa giada,
Goccia sull’erba, perla d’argento,
e come lei ce ne sono altre cento.
Chi avrà creato questo mondo incantato?
Vorrei tanto sapere chi è stato!
Di certo non le fate e neppure i folletti,
che se ne stanno al calduccio dentro i loro letti,
avvolti dal morbido e confortante piumone,
autentico must di questa rigida stagione.

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La Fata d’Inverno

La Fata d’Inverno

Monica Sorti 

Fata d’Inverno di bianco vestita,
dove sei stata, dov’eri sparita?
Da nove mesi son qui che ti aspetto,
ti sei nascosta per farmi un dispetto?
Spero che tu abbia raccolto per strada
un po’ di nebbia e un po’ di rugiada.
Voglio che riempiano le albe e i tramonti,
voglio la neve sparsa sui monti,
poi voglio stare per tre mesi all’anno
dentro un cappotto di caldo panno.
Dice la fata: «Farei solo un danno
se rimanessi con te tutto l’anno.
Sai che purtroppo non a tutti piaccio
specie se riempio le strade di ghiaccio,
se tolgo agli alberi tutte le foglie
e neanche un frutto dai rami si coglie.
Per far tacere le tante proteste
porto in regalo un sacco di feste!»

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In letargo

In letargo

Monica Sorti 

Lo Scoiattolo Vermiglio,
che ha la tana dentro un tiglio
in una fredda mattina
apre la sua porticina.
Mentre il suo caffè si beve
pensa: fuori c’è la neve,
quasi quasi faccio un giro
e sveglio il mio amichetto Ghiro.
Guanti e sciarpa sulle spalle,
ci lanciamo due o tre palle
e con la neve sullo spiazzo
costruiamo un bel pupazzo.
Ma il suo letto è caldo e largo
quindi lui torna in letargo.

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