Categoria: storie

Favole di Fedro

Le favole di Fedro  sono tra le favole più famose dell’antichità, insieme alle favole di Esopo. Cliccando sui link qui sotto potrete leggere i singoli testi illustrati.

Favole di Fedro

  1. Il lupo e l’ agnello 
  2. Il re travicello
  3. Il cane e l’osso 
  4. La mucca, la capra, e la pecora in società con il leone 
  5. La volpe e la maschera
  6. Il lupo e la cicogna 
  7. Il passero e la lepre
  8. Il lupo, la volpe al tribunale della scimmia
  9. Il corvo e la volpe
  10. L’asino e il pastore
  11. La rana e il bue
  12. La volpe e la cicogna 
  13. La rana e i due tori
  14. Il cervo e i buoi 
  15. Il lupo e il cane
  16. Il gallo e la perla
  17. La cicala e la civetta 
  18. La volpe e l’uva 
  19. La volpe e il becco 
  20. La cornacchia e la pecora

Le favole di Fedro, in latino Fabulae, sono 101 brevi componimenti costituiti da una sequenza narrativa e da una morale; la struttura è identica alle favole esopiche, e corrisponde alla struttura della favola classica, che puoi trovare nella scheda sulla differenza tra favola e fiaba. Fedro non ha inventato delle favole proprie; invece, ha rielaborato le favole di Esopo in modo ironico e personale. Fedro non ha scritto favole originali, come Esopo: invece, ha tradotto in latino e riadattato i testi delle favole esopiche.

Una collana per voi: Favole Geometriche

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favole di fedro geometriche

Le nostre storie:

  • Favole di Fedro
    Le favole di Fedro  sono tra le favole più famose dell’antichità, insieme alle favole di Esopo. Cliccando sui link qui sotto potrete leggere i singoli […]
  • Fiabe classiche
    In questa sezione di storie potete trovare le fiabe più amate della tradizione popolare. Biancaneve Cappuccetto rosso Cenerentola Il lupo e i sette capretti Il […]
  • Due amici nel bosco
    “Due amici nel bosco” è una breve favola saggia per riflettere sull’amicizia e sulla lealtà. Due amici nel bosco Due amici decisero di avventurarsi nel […]

Fiabe classiche

In questa sezione di storie potete trovare le fiabe più amate della tradizione popolare.

  1. Biancaneve
  2. Cappuccetto rosso
  3. Cenerentola
  4. Il lupo e i sette capretti
  5. Il gatto con gli stivali 
  6. Il brutto anatroccolo 
  7. La bella addormentata
  8. Hansel e Gretel
  9. Raperonzolo
  10. L’omino di pan di zenzero
  11. La regina della neve
  12. Rosaspina
  13. Il pifferaio magico
  14. Tremotino
  15. I musicanti di Brema
  16. Il principe felice
  17. Barbablù
  18. Biancarosa e Rosarossa
  19. Chichibio e la gru 
  20. I vestiti nuovi dell’imperatore
  21. Il gigante egoista
  22. La piccola fiammiferaia
  23. La principessa sul pisello
  24. Pollicino
  25. Enrichetto dal ciuffo
  26. Giacomino e il fagiolo magico
  27. I due falchi 
  28. I tre sarti
  29. I tre topolini
  30. Il dottor Gasparino
  31. Il giovane gambero
  32. Il macinino magico
  33. Il pescatore e l’uomo d’affari 
  34. Il pesciolino d’oro 
  35. Il prode piccolo sarto (sette in un colpo)
  36. Il ragazzo e lo steccato di bambù
  37. La chiave d’oro

Le nostre storie:

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  • Due amici nel bosco
    “Due amici nel bosco” è una breve favola saggia per riflettere sull’amicizia e sulla lealtà. Due amici nel bosco Due amici decisero di avventurarsi nel […]

Due amici nel bosco

“Due amici nel bosco” è una breve favola saggia per riflettere sull’amicizia e sulla lealtà.

Due amici nel bosco

Due amici decisero di avventurarsi nel bosco. Sapevano che era un posto pericoloso e si promisero che in caso di pericolo, si sarebbero aiutati uno con l’altro. All’improvviso, un grosso orso bruno comparve da dietro un cespuglio. L’amico più agile si arrampicò rapidamente su un albero, lasciando indietro l’altro, che non era capace di arrampicarsi.

L’altro amico, senza farsi sopraffare dal panico, decise di seguire il buon senso. Si stese a terra e rimase lì, senza fiato, fingendosi morto. L’orso si avvicinò al ragazzo steso a terra. L’animale iniziò ad annusare il corpo del ragazzo, indugiando un po’ prima di allontanarsi lentamente di nuovo. Gli orsi non toccano mai i morti e il ragazzo, fermo come un sasso, sembrava proprio senza vita.

Quando fu passato un po’ di tempo, l’amico che si era arrampicato sull’albero scese. Chiese all’altro: “Amico mio, cosa ti ha detto l’orso?”. L’amico rispose: “Mi ha consigliato soltanto di scegliere meglio i miei amici”.

Morale: Chi trova un (vero) amico, trova un tesoro, ma ricordate che i veri amici si scoprono solo nelle difficoltà.

Vi è piaciuto questo racconto? Leggete anche gli altri:

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La casa del Fantasma a colori

La casa del Fantasma a colori

Testo di: Monica Sorti

C’era una casa nata un po’ storta,
senza finestre, senza una porta.
Anche se aveva bei fiori sul prato
era sempre triste perché il vicinato
di lei diceva: “È brutta ed è vecchia”,
e la chiamava “La Catapecchia”.
Poi un bel giorno arrivò un fantasmino,
entrò calandosi dal grande camino.
Disse: “Casetta mi sembri un po’ triste,
ti mancano forse bevande e provviste?”.
Ma lei rispose: “Mi manca l’affetto,
qualcuno che abiti sotto il mio tetto”.
Così lui fu il solo che tra quelle mura
scelse di vivere senza paura.
Arredò il posto in modo un pò strano,
niente cucina, niente divano,
ma piazzò letti in abbondanza,
almeno un paio in ciascuna stanza.
Su ognuno stese un telo sgargiante
rosso blu giallo e verde brillante.
Tutti quei letti così colorati
sembravano i gusti di tanti gelati.
e quando il fantasma arrivava in volo
ogni giorno prendeva un nuovo lenzuolo.
Questo perché era davvero assai stanco
di essere sempre vestito di bianco.
Si venne a sapere che nel paesino
“La Catapecchia” aveva un nuovo inquilino,
uno spiritello che divenne un mito
perchè ogni mattina cambiava il vestito.
Successe così che la casa storta
senza finestre, senza una porta,
circondata da un prato pieno di fiori
fu chiamata “La Casa del Fantasma a Colori”.

Il contadino e i suoi figli

“Il contadino e i suoi figli” è una favola di Esopo.

Il contadino e i suoi figli

Esopo. Testo (a cura di): Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’era una volta un contadino che aveva molti figli. I ragazzi non andavano d’accordo fra loro e ogni giorno trovavano un nuovo pretesto per litigare. Un giorno, il padre li chiamò nell’aia per insegnare loro il potere dell’unione.

Prese una fascina di rami legati insieme e li diede ai suoi figli, poi disse loro: «Provate a spezzare questi rami.»
Uno dopo l’altro, i fratelli provarono a spezzare la fascina con tutte le loro forze, ma nemmeno il più robusto di loro ci riuscì.

Il padre riprese la fascina e con il coltello tagliò i due lacci che la tenevano insieme. Poi passò un ramo a ciascuno dei suoi figli e disse: «Provate a spezzarli adesso.»
Tutti i ragazzi, compreso il più piccolo riuscirono a spezzare il loro ramo senza alcuna difficoltà.

«Questi rami, da soli, sono deboli. Anche un bambino può spezzarli. Ma quando sono uniti, nemmeno il più forte degli uomini ce la può fare. Anche voi, figli miei, dovete fare come questa fascina: se rimanete uniti, nessuna difficoltà riuscirà ad abbattervi.»

Questa favola insegna che l’unione fa la forza.

Leggete anche:

Aspettando la signora Felicità

Testo di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

È buio e fa caldo. Qui fa sempre caldo. Un rumore ritmico interrompe il silenzio. Nella penombra, si scorgono due personaggi seduti ai lati di una panchina.

Signor Cuore: “Ehi, Signor Cervello, sei sveglio? Ho bisogno di parlarti!”

Signor Cervello: “Ma certo che sono sveglio, come si fa a riposare con questo frastuono? Si può sapere che cosa vuoi questa volta?”

Signor Cuore: “Devo parlarti. È importante. Lei, dico lei, non è ancora arrivata”.

Il Signor Cervello esita un attimo, preoccupato.

Signor Cervello: “Come non è ancora arrivata? E’ impossibile, doveva già essere qui!”

Signor Cuore: “Non so che dire, sono mesi che la invitiamo, sembrava anche convinta … Ma la Signora Felicità non c’è, non c’è (con voce stridula) … Lo capisci?”

Signor Cervello: “E’ inutile che ti agiti Signor Cuore. Farai solo venire un infarto all’umano. Ma guardalo, è così triste … Mi si stringe il cuore”:

Il Signor Cuore sospira cupamente.

Signor Cuore: “E’ da mesi che non gioca, non sorride. Io sono davvero preoccupato. Voglio dire: è la mia prima esperienza con un cucciolo di umano, non so proprio cosa fare …”

Signor Cervello: “A me lo dici? Io parlo ogni giorno con la Signora Amigdala, ma niente, anche lei mi ha detto che servono emozioni positive, altrimenti non può fare nulla …”

Signor Cuore: “Ma insomma, è così difficile essere felici? Voglio dire, questo cucciolo di umano ha proprio tutto: un famiglia, una scuola, dei giochi? Cosa gli manca per stare bene?”

Signor Cervello: “Me lo chiedo ogni notte quando dorme. Ascolto i suoi respiri, cerco di capire i suoi sogni. Sempre uguali, peraltro noiosissimi. Se solo arrivasse la Signora…”.

Si sentono passi concitati. Una figura stravagante entra in scena.

Signora Felicità: “Ma vi sembra questo il modo di accogliermi? Mi aspettavo una sala da tè, dei pasticcini, un ambiente confortevole. Invece mi ritrovo qui, con voi imbambolati … Su, su, su, un po’ di vita!”

Signor Cervello (piccato): “La fai facile tu, che poi peraltro arrivi sempre in ritardo! A proposito, perché ci hai messo tanto? Troppo impegnata a degustare tè e pasticcini da qualche altra parte?”

Signora Felicità: “Ma come ti permetti, Signor Cervello? Sei sempre così acido … “

Il Signor Cuore cerca di stemperare gli animi.

Signor Cuore: “Ma no, ma no, cosa dici … Il Signor Cervello è soltanto molto preoccupato. Questo è un caso disperato. Il cucciolo di umano è sempre triste e svogliato, non sappiamo più cosa fare. Eppure ha tutto, non capisco”.

La Signora Felicità si siede tra i due, in maniera un po’ goffa. Poi prende un taccuino dalla sua enorme borsa e si mette a prendere appunti. Il Signor Cuore e il Signor Cervello la osservano speranzosi.

Signora Felicità (con tono inquisitore, ma divertito): “Dunque dunque … Vediamo un po’ cosa abbiamo qui … Si tratta di bambino, giusto?” (Il Signor Cuore e il Signor Cervello annuiscono)

Signora Felicità: “Ehm … Voi state bene, vero?”

Il Signor Cuore ed il Signor Cervello si guardano di sottecchi.

Signor Cervello: “Sicuramente se c’è qualche problema, è colpa sua. Il Signor Cuore è sempre così indaffarato con le sue emozioni … No mi dà nemmeno il tempo di pensare”.

Signor Cuore: “Ah no, carino, non provarci nemmeno! Sei tu quello che riempi le giornate con i tuoi ragionamenti. Il povero cucciolo di umano è sfinito, lo esaurisci … Dico davvero!”.

Signor Cervello (Arrabbiato): “Se non ci fossi tu a rompere sempre le uova nel paniere con le tue moine … (Motteggiando il Signor Cuore) Un po’ più di gioia, un po’ di rabbia, sì sì, mettiamoci anche la tristezza … Per forza il poverino soffre, gli rimbomberà tutto dentro”.

Signor Cuore (Furioso): “Io non tollero che mi si parli in questo modo. Tu poi … Per ogni cosa mi fai un ragionamento lungo tre pagine, tu (Con aria saccente), che devi sempre insegnare agli altri come si sta al mondo. (Motteggiando) Ah io lavoro a stretto contatto con la Signora Ragione, io ho appena preso il Diploma in Logica, io capisco tutto della matematica … Ahhh (sospirando infastidito) fossimo tutti saputelli come te”.

Il Signor Cervello perde il controllo e sta per mettere le mani addosso al Signor Cuore.

Signor Cuore: “Ecco lo vedi?!? Il Signorino “so-tutto-io” non è nemmeno in grado di argomentare un pensiero e passa subito alle mani …”

Si sente un tuono fragoroso. La Signora Felicità si alza, con aria impettita e autorevole.

Signora Felicità: “Ora basta! Sono stufa dei vostri modi! Tutti uguali, voi Cuori e Cervelli! Non sapete andare d’accordo, questo è il problema”.

Signor Cuore e Signor Cervello all’unisono: “Ma come sarebbe …”.

Signora Felicità: “Io posso aiutare il bambino solo se voi iniziate ad andare d’accordo. Ma insomma, ve lo diciamo sin dall’antichità. Cuore e Cervello si devono prendere per mano e camminare insieme”.

Signor Cuore e Signor Cervello titubanti: “E … E poi?!?”

Signora Felicità (piroettando su se stessa, raggiante): “E poi il cucciolo fiorirà, starà bene, troverà la sua strada!”

Signor Cuore e Signor Cervello: “Ma come? Com’è possibile?!? Abbiamo sempre diviso le nostre attività, non puoi chiederci questo”.

Signora Felicità: “Il segreto del benessere, per gli umani ma (credo), per tutti gli abitanti dell’universo, è vivere in equilibrio, tra cuore e cervello, tra emozioni e pensieri. Ve lo dico per l’ultima volta: dovete imparare ad andare d’accordo”.

Signor Cuore e Signor Cervello, un po’ perplessi: “Puoi aiutarci?”

Signora Felicità: “Ma certo, sono qui per questo! Prima però, voglio un te con i pasticcini!”