Categoria: storie

La leggenda delle lucciole

Marta e i suoi amici sono seduti in cerchio intornò al falò, nel giardino della nonna.
«Nonna, sai che lungo la strada abbiamo visto le lucciole?» esclama la bambina.
«Davvero? E voi sapete perché le lucciole risplendono al buio?» chiede la nonna ai tre bambini, che scuotono la testa.
«È un’antica leggenda che mi ha raccontato mia nonna; a lei l’ha raccontata sua nonna e così via.»
«Dev’essere molto antica» mormora Marta.
«Proprio così» continua la nonna, e comincia a raccontare.

La leggenda delle lucciole

Tanto tempo fa le lucciole non facevano luce: erano piccoli insetti scuri che volavano tra i cespugli di rovo. Una sera, mentre raccoglieva le fragole di bosco, il piccolo Giorgio si dimenticò di tornare a casa. Quando se ne accorse, il Sole era già tramontato da un pezzo ed era quasi notte. Il bambino cercò il sentiero che portava a casa, ma si perse nel bosco. Spaventato e infreddolito, si mise a sedere all’ombra di un albero e cominciò a singhiozzare. Il suo Cuorfolletto era nero di paura. Una lucciola di passaggio, attirata dal pianto, volò da lui per vedere cosa succedeva.
«Aiuto! Mi sono perso» mormorava il bambino in lacrime.
«Ehi» bisbigliò la lucciola, con la voce fioca e delicata degli insetti.
«Ehi» ripeté.
«Chi c’è?» chiese il ragazzo, alzandosi in piedi. Gli era parso di sentire una debole voce provenire dal cespuglio davanti a lui.
«Sono io, la lucciola. Se vuoi posso aiutarti a tornare a casa, io conosco la strada per uscire da bosco e i miei piccoli occhi da insetto vedono bene anche nell’oscurità».
Giorgio si alzò e si asciugò le lacrime con un braccio.
«Grazie» disse alla lucciola. Il suo Cuorfolletto cominciò a schiarirsi, diventando giallo di gioia.
«Ma dove sei?»
Era così buio che non riusciva a vedere il piccolo insetto.
«Sono qui davanti a te» disse l’animaletto, poi si alzò in volo e si posò sulla mano del ragazzo.
«Per uscire dal bosco devi andare da questa parte» disse la lucciola, indicando il sentiero con una delle sue zampette.
«Da che parte devo andare?» chiese il bambino, che non vedeva niente.
«Accipicchia» pensò la lucciola, «con questo buio non riuscirò mai a portarlo a casa; come posso fare?» Il piccolo insetto si ricordò che gli umani avevano delle parole per indicare le direzioni: sinistra, destra, Nord, Sud… poi ce n’erano delle altre, ma lei non riusciva a ricordarle, lei si orientava col cuore: volava là dove sentiva il profumo dei rovi e del bosco.
«Ah, se solo avessi studiato meglio la lingua degli umani», si rimproverò.
Mentre camminava, Giorgio inciampò nella radice di un pino: il suo Cuorfolletto volò per terra e colpì la lucciola davanti a loro.
Quando si alzò di nuovo in volo, un po’ frastornata, la lucciola si accorse che la sua pancia brillava come una piccola stella. Il Cuorfolletto l’aveva illuminata con la magia della gioia.
«Ma tu stai risplendi!» esclamò Giorgio al piccolo insetto.
La lucciola si guardò meravigliata.
«Ehi!» esclamò, «Adesso potrò guidarti fino a casa: volerò davanti e a te basterà seguire la luce.»
Fu così che la lucciola gentile, Giorgio e il suo Cuorfolletto uscirono sani e salvi dal bosco e ancora oggi quei piccoli insetti splendono nelle notti d’estate come piccole stelle.

Testo e illustrazioni di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

Cuorfolletto e la passeggiata notturna

Questa sera Marta farà una passeggiata notturna nel parco con i suoi amici.
«Secondo te incontreremo qualche animale? Sono curiosa, ma ho anche un po’ di paura» dice alla mamma.
Cuorfolletto si è riempito di puntini gialli e neri: sono macchie di gioia e di paura, mescolate insieme. A volte capita di provare due emozioni diverse allo stesso tempo, proprio come Marta.
«Non devi preoccuparti» la rassicura la mamma, «Questa sera avremo delle guide eccezionali: ci penseranno loro a illuminare la strada.»
«Delle guide? E chi saranno?» chiede Marta, curiosa.
«È un segreto!» esclama la mamma, «Adesso vai a prepararti; tra poco dobbiamo uscire.»
Marta e la mamma escono di casa e raggiungono il parco, illuminato dal tramonto. Lì incontrano Carlo e Luisa, i suoi amici.
«Siete pronti?» chiede la mamma.
Il Sole nel frattempo è sceso all’orizzonte e il cielo è sempre più scuro.
Marta prende la mano della sua mamma; è una bambina coraggiosa, ma il buio è pur sempre buio!
All’improvviso, la bambina vede un punto di luce, dietro un cespuglio. Lo fissa, dapprima intimorita, poi sempre più curiosa.
Eccone un altro, lì vicino. E un altro ancora, dall’altra parte del vialetto. Ci sono dieci, ma che dico, cento piccole luci tutt’intorno a Marta e ai suoi amici. Gli alberi e i cespugli del parco sembrano tanti alberi di Natale.
«Ma cosa sono tutte queste luci?» chiede Marta alla sua mamma.
«Sono le lucciole, piccoli insetti straordinari. Nelle notti d’estate, illuminano il nostro parco e lo trasformano in un posto magico.»
«Possiamo prenderne qualcuna per portarla a casa?» chiede Luisa.
«Ma no, cosa dici» la interrompe Carlo, «è questa la loro casa, il parco.»
I tre bambini si avvicinano a una lucciola, per osservarla da vicino: è incredibile come riesca ad accendere e spegnere il suo pancino.
Anche Cuorfolletto scruta con attenzione la lucciola; è diventato arancione per la meraviglia.
«Ragazzi!»
È la mamma di Marta.
«Dobbiamo andare. La nonna ci sta aspettando.»
La casa della nonna è dall’altra parte del parco, dista dieci minuti di cammino. Ha un piccolo giardino e questa sera ha organizzato una sorpresa alla sua nipotina: ha montato una grande tenda per ospitarla a dormire insieme agli amici ma Marta, questo, non lo sa ancora.
«Andiamo» esclama la piccola, prendendo Luisa per Mano e trotterellando dietro alla mamma.
Intorno a loro, le lucciole rischiarano il cammino, illuminando la notte con la magia della vita.

Cuorfolletto e i suoi amici

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Scoprite anche Cuorfolletto e i suoi amici, il nostro libro-laboratorio di educazione emotiva; all’interno troverete dieci storie alla scoperta delle emozioni in compagnia di Marta e Cuorfolletto
Questo libro è ideale da leggere la sera o come supporto per realizzare laboratori di educazione emotiva da 3 a 9 anni.

Cuorfolletto e gli uccellini di città

Il Sole risplende sulla città, ma che caldo! La scuola è finita e Marta trascorre il pomeriggio in giardino, insieme al suo Cuorfolletto, mentre la mamma prepara le valigie delle vacanze.
«Domani saremo in spiaggia e potremo divertirci tra le onde”, esclama contenta la bambina.» Anche Cuorfolletto è felice, adora il mare e non vede l’ora di partire. Per questo è diventato tutto rosa, il colore di quando attende qualcosa di speciale. All’improvviso Marta vede alcuni uccellini saltellare tra i cespugli; sembrano un po’ affaticati.
«Guarda quei passerotti» dice a Cuorfolletto “Forse stanno cercando un po’ d’acqua; fa così caldo… L’estate è una stagione bellissima, ma con questo caldo gli uccellini rischiano di morire di sete.»
«Perché non li aiutiamo noi?» suggerisce Cuorfolletto.
«Ci penso io!» esclama Marta e corre in casa. Cuorfolletto la guarda incuriosito dalla finestra, mentre confabula con la mamma. Dopo qualche minuto, la bambina esce con una bottiglia d’acqua e una ciotola di terracotta.
«Riempirò d’acqua questa ciotola e la metterò sul davanzale. Così gli uccellini avranno un po’ d’acqua fresca per bere e per pulirsi le ali. Chiederò alla zia Fanny di cambiare l’acqua nella ciotola mentre noi saremo in vacanza; quest’anno nessun uccellino soffrirà il caldo!» esclama Marta.
Gli uccellini, dagli alberi, le dicono in coro: «Brava! Grazie!»
Marta non capisce la loro lingua, ma Cuorfolletto sì, e diventa giallo di gioia. Quel piccolo gesto gentile renderà l’estate più tollerabile anche per gli amici animali che rimangono in città.

Anche voi potete aiutare gli uccellini selvatici della vostra città, mettendo una ciotola d’acqua fresca fuori dalla finestra. Scegliete un contenitore dai bordi bassi, come un sottovaso e cambiate l’acqua ogni giorno: in questo modo eviterete che le zanzare depongano lì le loro uova.

Cuorfolletto e i suoi amici

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Cuorfolletto e l’ultimo giorno di scuola

È l’ultimo giorno di scuola. Marta è felice: ha aspettato così tanto le vacanze. Anche Cuorfolletto si è svegliato giallo di gioia. In classe la maestra ha organizzato un luna park, piccolo ma incredibile: ci sono tanti giochi per tutti i gusti.
In particolare ce n’è uno che cattura la sua attenzione, un bastone fissato al pavimento con una monetina sull’estremità; i giocatori devono lanciare un’altra monetina cercando di far cadere la prima dal bastone. È difficile, molto difficile: Marta ha già provato quattro volte e non ci è ancora riuscita. La maestra ha detto che è un gioco che viene da lontano, dal Brasile. Mentre prende la mira, la sua amica Luisa le chiede: «Non sei un po’ triste?»
«Triste? No, è finita la scuola e domani partirò per le vacanze. Sono molto felice.»
«Ma non ci vedremo più, fino a settembre.»
Marta non ci aveva pensato: la gioia si mescola con un po’ di tristezza e Cuorfolletto diventa come una biglia, pieno di sfumature, gialle e grige.
«Hai ragione» dice alla sua amica. È ancora di buonumore, ma solo a metà.
«Però potremmo scriverci delle lettere, in cui raccontiamo quello che faremo durante l’estate, gli amici che incontreremo e le avventure più memorabili.»
Il loro amico Carlo ha sentito tutto.
«Esistono ancora le lettere? Potremmo scriverci delle e-mail, così arriveranno più in fretta.»
«Cosa sono?» chiede Luisa.
«Sono come le lettere, ma si spediscono col computer. E se fai un disegno, puoi fargli una foto e spedirla insieme all’e-mail.»
«Ma è strepitoso!» esclama Marta. «È un’idea bellissima, dovremmo mandare un’e-mail ogni settimana.»
Cuorfolletto torna giallo, la tristezza è passata e i tre amici possono finalmente divertirsi al luna park organizzato dalla maestra.

Cuorfolletto e i suoi amici

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Storie della buonanotte

Leggete le storie della buonanotte di Cuorfolletto e dei suoi amici. Una raccolta di storie per addormentare i bambini brevi e delicate, per scoprire il potere delle emozioni e delle relazioni positive.

Storie della buonanotte di Cuorfolletto

Tag: storie della buonanotte, racconti per addormentare i bambini

Cuorfolletto e l’operazione speciale salvalumache

Piove a dirotto. L’aria profuma di terra e di fieno appena tagliato e Marta guarda la pioggia che cade fuori dalla finestra; anche oggi è un giorno speciale e non solo per quel temporale estivo che nessuno si aspettava. Oggi il fattorino porterà la sua bicicletta nuova.
Mentre aspetta con impazienza i minuti che la separano da quella consegna, Marta si accorge che sul vialetto di casa ci sono tre grosse chiocciole dal guscio marrone. Hanno approfittato della pioggia per fare una passeggiata.
«E se il fattorino non si accorgesse di loro?» pensa la piccola a un tratto. «Le calpesterà! Devo fare subito qualcosa.»
Cuorfolletto diventa scuro per la preoccupazione, «Hai ragione Marta: dovremmo spostarle sul prato.»
Marta chiede al papà il permesso di uscire per pochi minuti anzi, pochissimi, in giardino.
«Puoi andare, ma prima ti devi coprire per bene, altrimenti prenderai un malanno.»
Marta infila gli stivaletti rossi e l’impermeabile giallo ed esce: com’è bella la pioggia d’estate.
Nel frattempo si è aggiunta un’altra chiocciolina gialla sul vialetto.
Marta le prende delicatamente per il guscio e le sposta in mezzo al prato.
«Così nessuno vi calpesterà.»
Cuorfolletto saluta le chiocciole che ricambiano agitando i loro cornini.
La bambina ha appena finito la sua operazione speciale quando sente chiamare: «Marta? C’è un pacco per te.»
È il fattorino, con la bicicletta nuova. Che bella giornata!

Abbiamo scritto questa storia per insegnare che ogni azione gentile è preziosa.

Cuorfolletto e i suoi amici

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