Che cos’è la felicità? La risposta di Zygmunt Bauman

Claude Monet, Fiori sulle rive della Senna a Vetheuil, 1880, olio su tela, Chester Dale Collection

In questa riflessione di Zygmunt Bauman ripercorriamo in breve il concetto di felicità nel tempo: da privilegio per pochi a dovere fino a diventare – ed è il concetto che sentiamo più vicino a noi – apertura di possibilità. Vi invitiamo a leggere queste parole e a chiedervi: cos’è per me, qui ed ora, la felicità?

La felicità è uno stato mentale, corporeo, che sentiamo in modo acuto, ma che è ineffabile. Una sensazione che non è possibile condividere con altri. Ciononostante, la caratteristica principale della felicità è quella di essere un’apertura di possibilità, in quanto dipende dal punto di vista con il quale la esperiamo. Nell’antichità la felicità era una ricompensa per pochi eletti selezionati. In un momento successivo venne concepita come un diritto universale che spettava a ogni membro della specie umana. Successivamente, si trasformò in un dovere: sentirsi infelici provoca senso di colpa. Dunque chi è infelice è costretto, suo malgrado, a trovare una giustificazione alla propria condizione esistenziale.
Zygmunt Bauman

La felicità è possibile ed è alla portata di chiunque di noi la desideri sinceramente. È sufficiente vivere con semplicità, apprezzando le piccole gioie quotidiane senza alcuna pretesa di spazzare via il dolore e la tristezza, nostri compagni di vita al pari della gioia.

Provate anche voi, con un esercizio tratto dal nostro “Piccolo Libro Felice”: pensate a tre cose per cui siete grati e scrivetele nel vostro diario (anche digitale).