L’esperienza nei gruppi Scout permette a bambini e ragazzi di vivere avventure appassionanti, di conoscere la natura e di imparare a fare squadra. Ma non finisce qui: uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Edimburgo, dal titolo “Be(ing) prepared: Guide and Scout participation, childhood social position and mental health at age 50—a prospective birth cohort study“, ha stabilito una connessione tra la partecipazione ai gruppi Scout (e affini) e il miglioramento della salute mentale in età adulta.

I ragazzi Scout, da adulti, soffrono di disturbi d’ansia in percentuale significativamente minore degli altri: il rischio è diminuito del 18%. I ricercatori hanno ipotizzato che questo sia legato alle abilità che i bambini sviluppano partecipando ai gruppi Scout: resilienza, legami emotivi forti con i compagni, senso di appartenenza a un gruppo, auto-educazione continua e progressiva. In altre parole, il gruppo Scout non è esclusivamente un modo per trascorrere dei weekend diversi dal solito: è una vera e propria palestra di vita.

Secondo gli autori della ricerca, lo scoutismo è una soluzione per ridurre il divario tra la salute mentale tra ricchi e poveri, ma anche per promuovere uno stile di vita più sano.

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