Combattere il carico mentale? Si può.

C’è una soddisfazione indicibile nel gestire insieme l’ambiente domestico: si crea un’ammirazione reciproca! Che bello sapere di poter contare sull’altro coniuge, che bello ammirare che contribuisca a tenere in piedi il nostro progetto di vita comune! (Aleteia, 2017)

Questa frase, nel contesto della recente disputa sul carico mentale, ci ha colpito: detto con la voce di un adulto, è quello che secondo noi va insegnato ai bambini.

Un affondo sul problema del carico mentale





Recentemente è stato definito come carico mentale la preoccupazione di dover pensare a tutte le piccole azioni necessarie a portare avanti la famiglia. Non fare – badate bene – ma pensare. Questo vuol dire che gestire una persona che fa le pulizie in casa nostra è un peso, un peso nella misura in cui si tratta di un progetto mentale.

Informazioni da tenere a mente, scadenze, affanni: a questi si aggiunge il carico di azioni quotidiane che un genitore fa da sé per arrivare ad una situazione di burnout, allo sfinimento.

Questo affligge solitamente le madri: troppi impegni da gestire, troppo lavoro da sbrigare ma soprattutto troppe micro-responsabilità. Il problema non è chi lava il pavimento, ma piuttosto chi pianifica tale operazione. Non serve un padre (ma la situazione potrebbe essere capovolta, bisogna valutare caso per caso) che lava i piatti su richiesta, ma una persona che si preoccupa di gestire a monte queste piccole faccende.

Educare ad essere proattivi, a preoccuparsi, a prendersi cura

Il carico mentale potrebbe essere ripartito equamente in famiglia se fosse preso in considerazione dall’educazione. Basterebbe insegnare ai bambini un approccio proattivo alla vita insieme: prendersi cura di qualcosa, portare avanti la vita come un progetto, imparare ad empatizzare con gli altri lavorando come una squadra.

Ma come si fa? Ciascuno dei titoli in azzurro qui sotto è un link verso un articolo in cui abbiamo affrontato questo tema. Certo, da punti di vista diversi, ma la sostanza non cambia. Anzi, il bello dell’educazione è vedere i collegamenti: significa che stiamo progettando bene le attività (e soprattutto, vivendo bene la vita).

PULIRE LA PROPRIA CAMERETTA O L’AULA DI SCUOLA: un modo per responsabilizzarsi e per imparare il rispetto degli spazi che si occupano. Da grandi, sarà fondamentale per una vita familiare serena, in cui i compiti sono equamente distribuiti.

GIOCARE A CUCINARE, IMPARARE AD ESSERE AUTONOMI: l’autonomia si impara giocando ad imitare i grandi, aiutandoli in cucina e nelle faccende. Divertirsi con queste attività è il passo fondamentale per inquadrarle, un domani, nel menage familiare.

LAVORO DI SQUADRA IN FAMIGLIA, NELLA PROSPETTIVA FAMILY-THINK: ciascuno ha il suo ruolo, ma è importante anche pianificare la vita della famiglia considerandola nell’insieme.