Come aiutare i bambini a diventare pazienti

Chiedere ai bambini  di “essere pazienti” è un’ottima cosa, perché stiamo chiedendo loro di esercitare una virtù estremamente utile nella vita. L’autocontrollo è essenziale. Purtroppo, non è una richiesta semplice e dobbiamo fare i conti con il fatto che i bambini sono organismi in via di sviluppo; quello che a noi sembra intuitivo potrebbe assumere un significato molto diverso per i più piccoli.

Fino ai cinque anni i bambini non hanno maturato una comprensione del linguaggio sufficiente da aiutarli a comprendere le nostre istruzioni. Ecco alcune linee guida sviluppate dalla dott. sa Pamela Davis-Kean, psicologa dell’Università del Michigan:

  • Con i bambini più piccoli, fino a quattro anni, l’attesa deve essere una sorta di regola. I bambini così piccoli non sono in grado di cogliere le sfumature temporali e causali (ad esempio, le ragioni per cui stiamo chiedendo loro di pazientare).
  • Tra i quattro e i cinque anni è utile utilizzare una distrazione; ad esempio, chiedere ai bambini di aspettare cinque minuti intrattenendosi a fare qualcosa (un puzzle, un gioco con le costruzioni, un disegno).
  • Dopo i cinque anni i bambini saranno capaci di comprendere le nostre ragioni; quando chiederemo loro di pazientare potremo spiegare brevemente il perché. Una ragione concreta li motiverà e li aiuterà ad essere pazienti.

Dobbiamo considerare un altro punto: per i bambini più piccoli, attendere significa “perderci”: se chiediamo loro di pazientare mentre parliamo con un’altra persona, significa che stiamo distogliendo la nostra attenzione da loro; questo agita i bambini, che sono portati a mantenere la connessione con noi nel modo più stretto possibile. Si tratta di una richiesta difficile per il bambino; per questa ragione dobbiamo allenare la pazienza poco alla volta.

Esercizi di pazienza sotto pressione
Come possiamo comportarci quando siamo con i bambini in un contesto che richiede pazienza? Esistono alcuni stratagemmi che possono rivelarsi molto efficaci:

  • La dott. sa Rachel White, professoressa di psicologia all’Hamilton College, ha scoperto che i bambini diventano più pazienti e perseveranti se chiediamo loro di impersonare un supereroe che conoscono e che apprezzano mentre attendono (da Spiderman ai PJ Masks); questa piccola “recita” permette ai bambini di simulare le virtù del loro eroe preferito: ciò si trasmette sulle risorse cognitive e sul comportamento, rendendoli più flessibili e pazienti.
  • La dott. sa Kimberly Cuevas, dell’Università del Connecticut, suggerisce di impegnare i bambini in un compito concreto, semplice e ripetitivo. Se siamo bloccati nel traffico, ad esempio, possiamo contare le macchine di un certo colore.

Esercizi di pazienza a riposo
Mentre siamo in un contesto tranquillo, invece, possiamo allenare i bambini a sviluppare la pazienza e la capacità di attendere con dei micro-esercizi specifici. Di seguito vi proponiamo due attività elaborate dal professor Philip Zelazo, che insegna psicologia dello sviluppo presso l’Università del Minnesota.

  • Utilizzando uno strumento che emetta un suono prolungato (come un campanello), possiamo chiedere ai bambini di eseguire un’azione, ad es. alzare le mani e tenerle ferme sopra la testa, finché il suono non sarà cessato del tutto. Dopo le prime ripetizioni, sarà possibile suonare il campanello più forte, in modo che impieghi più tempo a cessare.
  • Il secondo esercizio, utile anche per il rilassamento, consiste nel far posizionare i bambini sdraiati per terra, con un peluche posizionato sul diaframma. I bambini dovranno respirare lentamente e profondamente, cullando il peluche con il movimento del ventre fino a farlo addormentare. Inizialmente l’esercizio dovrà durare poco (30-45 secondi); da una volta all’altra sarà possibile aumentare la durata fino a svariati minuti.

Le nostre parole contano
Secondo il professor Zelazo, dopo gli esercizi è utile spiegare ai bambini che ciò che hanno fatto è comportarsi con pazienza. Quando ci troveremo in una situazione che richiede di attendere, invece di intimare ai bambini: “porta pazienza!” potremo semplicemente dire loro: “ti ricordi quella volta che ti ho chiesto un po’ di pazienza per far addormentare il tuo peluche? Ho bisogno che tu faccia la stessa cosa adesso”.
Inoltre, quando i bambini attendono con pazienza, è sempre bene lodarli; le lodi dei genitori e degli insegnanti sono molto importanti: aiutano i bambini a comprendere quali comportamenti sono utili e a sviluppare un robusto senso di autostima e autoefficacia.

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BIBLIOGRAFIA
https://greatergood.berkeley.edu/article/item/how_to_help_your_kids_be_a_little_more_patient