Com’è nato il pesce di aprile

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Com’è nato il pesce di aprile

Testo di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

Era una tiepida mattina di primavera e Marzo, il mese più pazzerello dell’anno, era molto agitato. “Ancora pochi giorni e dovrò lasciare il mio posto ad Aprile. Che ingiustizia! Avevo ancora così tante cose da fare: c’era la pioggerella da far scendere sui passanti, le folate di vento per far sbattere le imposte all’improvviso, le violette da svegliare. Persino il Sole, il Sole, mi aspettava per quel famoso torneo di briscola che non abbiamo mai finito…Ah povero me…Il tempo è tiranno!”.
Si stava crogiolando nei suoi pensieri quando passò una rondine e gli cinguettò all’orecchio: “Da quando il nobile, folle, Marzo si abbatte di fronte alle difficoltà? Suvvia, amico mio, trova una soluzione per restare! Mi diverto così tanto quando fai cambiare il tempo ogni cinque minuti!”.

E così Marzo prese carta e penna e si mise a scrivere: “Caro Aprile, sono spiacente di informarti che il nostro rapporto di collaborazione termina quest’anno. Firmato: il Tempo”. Poi sigillò la busta e la spedì, con un sorriso malandrino. Qualche giorno dopo, un urlo acuto echeggiò nell’aria. Il postino aveva appena consegnato la lettera ad Aprile:”Oh povero me, sono stato licenziato! Ma com’é possibile, dopo tanti anni di onorato servizio?”.
Il poveretto si sedette sul ciglio della strada e si mise a singhiozzare disperato.
Proprio in quel momento passavano di lì Luglio e Agosto, al momento nullafacenti visto che l’estate era ancora lontana. “Ehilà Aprile, che ti succede? Perché piangi?”.
“Sono rimasto senza lavoro, il Tempo mi ha licenziato!”.

I due mesi si guardarono perplessi, poi si rivolsero ad Aprile: “Qui c’è lo zampino di qualche buontempone, chissà se Marzo ne sa qualcosa…”. E così presero a braccetto Aprile e si apprestarono a chiarire la cosa.
“Hai qualcosa da dirci?” chiesero a Marzo con fare inquisitorio. Non ci misero molto a svelare l’arcano e a dare una bella lavata di capo a quel mese così impertinente.
Marzo dapprima si risentì, poi si pentí e alla fine mugugnò: “Non volevo fare nulla di male, soltanto divertirmi un po’. Ogni tanto una risata rende più luminosa anche una giornata di pioggia”.

In effetti i mesi concordarono che, sebbene l’esito dello scherzo non fosse quello desiderato, il fine però era buono: una risata fa sempre bene, in ogni mese dell’anno. E così, per rimediare alle malefatte di Marzo e dar lustro ad Aprile, decisero che il suo primo giorno sarebbe stato per eccellenza il giorno degli scherzi. Fu così che nacque il Pesce di Aprile.

la leggenda del pesce d'aprile