Buongiorno a tutti, Amici della Scuola di Bambinologia e benvenuti nel secondo modulo del corso Competenze per la vita: l’individuo al centro. Come già avvenuto nella prima lezione di questo modulo, ci focalizzeremo sul team building. In particolare, andremo ad analizzare come l’intelligenza emotiva costituisca un pilastro nel lavoro di squadra e nella leadership.

INTELLIGENZA EMOTIVA: UN PILASTRO DEL LAVORO DI SQUADRA E DELLA LEADERSHIP

Ognuno di noi, nelle interazioni con gli altri, porta con sé un bagaglio di emozioni, sentimenti stati d’animo ed intelligenza emotiva. Queste caratteristiche affettive individuali hanno un peso nelle dinamiche di gruppo: per questo esamineremo come le componenti individuali vanno ad impattare sugli altri, costituendo un’intelligenza emotiva di gruppo, attraverso processi impliciti ed espliciti, quali ad esempio il contagio emotivo, il modeling, ma anche la manipolazione ed il trascinamento emotivo.

Il risultato di questa combinazione di intelligenze emotive singole dà origine all’intelligenza emotiva di gruppo e al comportamento del gruppo stesso. La ricerca sulle dinamiche di gruppo ha sempre evidenziato la coesistenza di componenti emotive e sociali (Bales, 1950) e di task collettivi; tuttavia, ci si è quasi sempre focalizzati sugli obiettivi da raggiungere più che sull’intelligenza emotiva sviluppata all’interno del gruppo.

In questo approfondimento ci focalizziamo sul modello proposto da Janice R. Kelly della Purdue University e da Sigal G. Barsade della Yale University. Le due studiose hanno analizzato come vengono condivise le emozioni all’interno dei gruppi e quali peso abbiano le emozioni individuali ed il contesto nelle dinamiche di gruppo. La ricerca trae spunto dagli studi del 1996 di Parkinson, in cui è stata enfatizzata la natura sociale delle emozioni all’interno di un gruppo, mentre in tempi meno recenti ci si è maggiormente concentrati su livello di coesione del singolo, insieme alla sua soddisfazione, il senso di partecipazione e condivisione di valori e morale. Le più recenti ricerche hanno invece dimostrato come l’affettività sia un importante stimolo nello sviluppo di un gruppo
funzionale.

Partiamo dalla definizione di intelligenza emotiva di gruppo: possiamo dire che essa sia composta da una combinazione di fattori individuali e fattori contestuali che rimodellano l’esperienza affettiva del gruppo. Kelly e Barsade propongono una visione dell’intelligenza emotiva del gruppo basata su tre fasi successive:

  • imput (l’antecendente affettivo individuale),
  • processo (come l’affettività è condivisa nel gruppo) e
  • output (il risultato dell’emozione condivisa nel gruppo e le sue conseguenze sul funzionamento del gruppo stesso).

A questo punto è importante porsi alcune domande: cosa significa per un gruppo avere emozioni? Che impatto hanno le emozioni sulle performance di gruppo? Le emozioni del singolo influenzano il benessere del gruppo Conoscere come le emozioni influenzano il comportamento di un gruppo è particolarmente utile per predire il funzionamento del gruppo. Secondo la letteratura antropologica, in particolare il lavoro di Levy (1984), le norme culturali di gruppo influenzano i processi e le espressioni emotive del gruppo. Pertanto, una volta che si acquisisce consapevolezza delle emozioni all’interno del gruppo, l’interpretazione di queste emozioni viene influenzata anche dalle aspettative o norme della cultura del gruppo.

In sintesi: emozioni e cultura sono parte integrante del gruppo. Per capire come interagiscono, prendiamo il ciclo emozionale ideato da Folkmann e Lazarus (1988): secondo questo modello, le emozioni conducono al comportamento che a sua volta porta a dei cambiamenti nelle relazioni tra individui ed ambiente, dando una direzione positiva o negativa alle decisioni del gruppo. Si crea così una spirale di autorinforzo o una spirale disfunzionale, a seconda che le emozioni diffuse siano fiducia, identità di gruppo e autoefficacia o, al contrario, conflitto e distaccamento dei membri.
L’intelligenza emotiva contribuisce a dare una risposta positiva agli stimoli e potenziare la spirale di autorinforzo del gruppo. Oltre all’intelligenza emotiva è fondamenta considerare l’influenza delle norme culturali che contribuiscono all’interpretazione di uno stimolo.
Insieme, intelligenza emotiva dei singoli e cultura di gruppo contribuiscono a formare l’intelligenza emotiva del gruppo. In quest’ottica, è fondamentale che il gruppo interiorizzi e condivida norme e sistemi di valori, in modo tale da creare un ambiente positivo in cui crescere.

L’intelligenza emotiva di gruppo si costruisce nel tempo, lavorando sul ciclo Emozione-Comportamento-Emozione. Esso tiene conto delle emozioni individuali, delle emozioni di gruppo in risposta ai fattori esterni e alle emozioni individuali ed infine alle norme sociali e culturali che il gruppo interiorizza e condivide, creando la propria identità. In questo modo arriviamo alla definizione operativa di intelligenza emotiva di gruppo: essa è l’abilità di un gruppo di generare e diffondere tra i membri un insieme di norme condivise, volte alla gestione del processo emotivo del gruppo, in modo tale da costruire contemporaneamente fiducia, identità di gruppo ed efficacia del gruppo.

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