Competenze per la vita: l’individuo al centro (lezione 2.4)

Buongiorno a tutti, Amici della Scuola di Bambinologia e benvenuti alla quarta lezione del modulo dedicato al team building, all’interno del corso Competenze per la vita: l’individuo al centro.
In questo approfondimento, lavoreremo sul team working emozionale. Abbiamo visto che l’intelligenza emozionale di gruppo è fondamentale per la salute del gruppo stesso e anche per valorizzarne i singoli componenti.

COSTRUIRE L’INTELLIGENZA EMOTIVA DI UN GRUPPO: TEAM WORKING EMOZIONALE

La costruzione di un gruppo richiede pertanto un attento lavoro sulle componenti emozionali ed affettive. In questa lezione analizzeremo quello che viene definito “Affective impression management”. Vi facciamo un esempio: normalmente, quando in un gruppo tutti mostrano un atteggiamento entusiasta e positivo, è più facile lasciarsi contagiare e pensare positivo a nostra volta.
Ciò accade per via del fenomeno definito “risonanza positiva”, già affrontato in passato nel nostro workshop sulle emozioni positive. Aderire a un umore positivo può, tuttavia, avere una valenza esclusivamente adattiva all’interno del gruppo: mi comporto così perché lo fanno tutti. Se un gruppo di persone “simula” uno stato emotivo positivo che non sperimenta (o non condivide), difficilmente riuscirà a fiorire; a farne le spese sarà l’intero gruppo. L’intelligenza emotiva di gruppo, infatti, si basa su valori e norme condivisi, non sulla semplice aderenza a uno standard.

Gli studiosi Druckman e Bjork hanno analizzato i motivi che spingono le persone ad adattarsi al contesto e, in un gruppo, ad imitarne le emozioni prevalenti. Tendenzialmente, i membri di un gruppo possono modellare le loro emozioni sulla base del sentiment di gruppo per integrarsi meglio o socializzare, favorendo la coesione nel gruppo. È tuttavia importante distinguere (Kelman, 1961) tra:

  • il concetto di adattamento per imitazione (o “imitative compliance”)
  • il concetto di impegno interiorizzato (o “internalization of emotional commitment”)

Nel primo caso abbiamo un mero adeguamento al fine di sembrare conformi al gruppo; nel secondo caso, si tratta di una vera identificazione nei valori del gruppo. Per ottenere del vero impegno (commitment), occorre che il gruppo incoraggi i suoi membri a mostrare ciò che provano, al fine di creare uno stile emozionale comune che sia in grado di agire nel profondo. Tutto ciò è possibile esclusivamente:

  • lavorando sul benessere di ciascuno all’interno del gruppo, per favorire l’autostima e la critica costruttiva;
  • migliorando l’empatia e la capacità di “indossare i panni” degli altri membri del gruppo;
  • lavorando sulla consistenza cognitiva di questa educazione emozionale, creando un insieme di valori condivisi.

Esistono training specifici per declinare in concreto queste azioni all’interno del gruppo.
Vi rimandiamo all’ultimo capitolo di questo modulo per approfondire gli esercizi pratici.