Competenze per la vita: l’individuo al centro (lezione 2.5)

Buongiorno a tutti Amici della Scuola di Bambinologia e benvenuti alla quinta ed ultima lezione del modulo dedicato al Team Working, all’interno del percorso Competenze per la vita.

In precedenza abbiamo analizzato l’importanza dell’intelligenza emotiva all’interno di un gruppo e gli strumenti a disposizione per potenziarla. Oggi, in questo approfondimento conclusivo, cerchiamo di declinare ancora più operativamente quanto fatto finora, con l’obiettivo di dare linee guida utili da sperimentare a casa, a scuola e nel mondo del lavoro.

ATTIVITÀ PRATICHE PER SVILUPPARE L’EQ A SCUOLA E IN FAMIGLIA

L’esercitazione pratica che andremo a fare insieme consiste nella costruzione della “Storia Emozionale del nostro Gruppo”. La storia di ogni gruppo è influenzata da diversi fattori. Abbiamo visto nelle precedenti lezioni quanto pesino le emozioni individuali, sia positivamente, sia negativamente. Abbiamo inoltre analizzato come, nella costruzione dell’Intelligenza emotiva del Gruppo, sia fondamentale aderire ad uno stesso sistema di valori, intimamente condiviso.

In letteratura, il termine Emozioni del Gruppo fa riferimento generalmente a emozioni anche piuttosto intense, come rabbia o euforia. Raramente però i ricercatori si sono concentrati su queste tipologie di emozioni o a sentimenti come l’invidia o la gelosia, anche a causa di difficoltà oggettive, dovute ad esempio all’impossibilità di esaminare il gruppo in azione in un contesto reale e non simulato.
Nella Storia Emozionale di Gruppo tuttavia, le emozioni intense giocano un ruolo molto importante e, se sottovalutate, possono portare a conflitti e incomprensioni. La prima cosa da fare, nell’analisi del funzionamento del proprio gruppo, è cercare di capire, sin dall’origine, quali emozioni sono state provate, magari ripercorrendo per tappe le vicissitudini del gruppo.

Per aiutarvi a costruire questa prima parte della Storia Emozionale del vostro Gruppo, abbiamo predisposto alcune domande, alle quali sarebbe utile che rispondeste, insieme agli altri membri del vostro gruppo, in circle time:

  1. Qual è l’emozione più positiva provata dal gruppo? Quando?
  2. Qual è invece l’emozione più negativa? Quando e come si è manifestata?
  3. Chi è la persona più positiva? Chi invece la più negativa?
  4. Le emozioni di queste persone hanno influenzato in qualche modo l’esito di una performance del gruppo?
  5. Come hanno reagito gli altri membri del gruppo?
  6. Che peso hanno le emozioni dei singoli componenti del gruppo nel lavoro di squadra?
  7. Che strategie attua il gruppo per riequilibrare le emozioni dei singoli?
  8. Come si sente il gruppo oggi?
  9. Che cosa migliorereste del vostro gruppo?
  10. C’è qualcosa che vorreste dire agli altri membri del gruppo?

Queste prima intervista collaborativa, serve a raccontarsi e, in prima battuta, a focalizzarsi sulle emozioni provate dal gruppo, durante la sua esistenza e fino ad oggi. Esistono tuttavia, come anticipato in precedenza alcune variabili esterne al gruppo che possono condizionarne il benessere, in particolare le relazioni inter-gruppo, quindi con altre persone o con altri gruppi, e lo scenario entro il quale il gruppo si muove.

Alcune ricerche (Forsyth, 2000; Blake & Mouton, 1984; Bornstein, Budescu, & Zamir, 1997) hanno evidenziato come le relazioni che il gruppo ha con altre persone o gruppi influenzino pesantemente lo stato di salute del gruppo e la sua vita affettiva. In particolare, Miller e Brewer (1996) hanno studiato i conflitti generati dalle dinamiche inter-gruppi, evidenziando come tendenzialmente le crisi si hanno laddove i gruppi devono affrontare la scarsità di risorse. A livello di gruppo, in questi casi il conflitto è molto più violento rispetto alla dimensione individuale.

Riportando questa riflessione nella vita pratica, a scuola o in famiglia, possiamo dire che è fondamentale, nell’analisi della Storia Emozionale del nostro gruppo, individuare i fattori per cui è plausibile che il conflitto si verifichi: la competizione nello sport, il desiderio di emergere sul lavoro, la frustrazione per la mancanza di un bene che desideriamo in modo particolare. In tutti questi casi, è necessario individuare ed analizzare la variabile che porta al conflitto, chiedendosi:

  • Che significato ha nella mia vita?
  • Posso sostituirla con altro?
  • Posso rendere più costruttivo il modo mi pongo con gli altri?

Facciamo un esempio famigerato: i voti in pagella. Ancora oggi, in molte famiglie, esiste la gara a “chi è più bravo”. Nulla di più controproducente, a livello psicologico e pedagogico. Allo stesso tempo, non possiamo nemmeno mettere la testa sotto la sabbia e dire: “La valutazione non esiste”. Non solo perché non è vero, ma anche perché è una metodologia per misurare la performance che, nel corso della vita e in ambiti diversi, ritroveremo. Quindi che fare?

In questo caso bisogna trasformare il conflitto, anche inter-gruppo (cos’ha preso in pagella Giannino? Nell’altra classe come sono andati), con un lavoro su se stessi: è andata così, poteva andare meglio o peggio, dove posso migliorare?
Infine, un ultimo fattore da considerare nella stesura della Storia Emozionale del Gruppo è il contesto fisico in cui il gruppo vive ed opera. Baron (1993) e Isen and Baron (1991) hanno descritto come una varietà di fattori possono influenzare lo stato d’animo dei membri di un gruppo: dalla mancanza di luce nell’ambiente in cui si vive, alla presenza di caos o rumori. Le emozioni scaturiscono anche dall’ambiente che ci circonda e che le influenza pesantemente.

Per quest’ultima parte della Storia Emozionale del Gruppo, vi chiediamo di analizzare dove il gruppo opera, quali sono le caratteristiche ambientali e cosa si può fare per migliorare “la casa” del gruppo: più colori, più confort, più luce, più piante? Provate a discutere insieme e a riprogettare la sede del gruppo (aula, casa o luogo di lavoro, laddove possibile …).

RIASSUNTO: Un gruppo ha fortemente bisogno condividere emozioni ma, per viverle al meglio, deve sviluppare un’intelligenza emotiva di gruppo. Per farlo, deve tener conto del sistema di valori del gruppo e delle emozioni dei singoli.

Per facilitarvi in questo compito di gruppo, vi abbiamo proposto la stesura della “Storia Emozionale del Gruppo”. Si tratta di una sorta di autoanalisi, da fare tutti insieme, sulle emozioni del gruppo, sulle influenze inter-gruppo, e sull’ambiente. L’obiettivo è di individuare le aree di miglioramento e, allo stesso tempo, avere una sorta di diario di bordo da utilizzare ogni qualvolta sia necessario rivedere le dinamiche di gruppo. Come sempre la miglior
prassi è il dialogo, sincero e rispettoso degli altri.