Vi capita mai di avere nella testa una decina di pensieri che convivono beatamente e, al presentarsi di nuovi stimoli, si arricchiscono di nuovi impulsi? E’ una sorta di “sindrome del colibrì”: sbattiamo le ali qua e là, lasciando sospese cento cose senza finirne mai una.

Il multitasking, male di questo secolo: ci illudiamo che si possano compiere passi in mille direzioni, quando in realtà le cose possono procedere soltanto un passo alla volta. L’amplificazione di pensieri e istanze che si affastellano nella mente colpisce adulti e bambini. Il risultato? Ci si affatica, non si trova la concentrazione, non si resta focalizzati.


La concentrazione è un dono prezioso che ci aiuta a non perderci per strada, ad andare dritti all’obiettivo. E’ frutto di autodisciplina ed allenamento e può essere insegnata, sin da piccoli. Il gioco è un momento prezioso per scoprire la concentrazione. La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione.

Il bambino che si concentra è immensamente felice.

Maria Montessori

Concentriamoci insieme, genitori e bambini

Se vogliamo essere dei “genitori allenatori” dobbiamo metterci in gioco e partecipare. Esempio: se stiamo seguendo il nostro bambino in un’attività, non facciamolo con la testa rivolta altrove. L’attenzione è dedizione e qualità del tempo. Se leggiamo un libro della buona notte, cerchiamo di restare davvero concentrati sulla storia. L’allenatore partecipa, non si estrae dalla lotta!

SPUNT-ESERCIZIO: Come migliorare la concentrazione

Ecco alcuni consigli pratici su come migliorare la concentrazione:

  • concentrarsi sul gioco
    Il gioco rappresenta un momento di svago e di espressione di sé, ma soprattutto nei primi anni, quando il gioco è l’unica attività dei bambini, è bene insegnargli a scandire i tempi e a portare a termine un gioco iniziato. E’ utile insegnare che un giocattolo va messo a posto, prima di passare a giocare con un altro, che un’attività va finita prima che se ne inizi una nuova.
  • spiegare il valore pratico della concentrazione
    Concentrarsi non può essere un mero esercizio di stile, ma un aiuto per la vita e la responsabilizzazione. Quale migliore insegnamento per un bambino, fargli capire che, più è concentrato e prima finiranno i compiti e, quindi, prima si andrà a giocare? Ricordiamocelo anche da adulti, quando magari iniziamo un’attività, ma subito dopo iniziamo a chattare o fare altro.
  • cercare un ritmo adatto
    Ognuno ha i suoi tempi di esecuzione di un compito o di svolgimento di un pensiero. Per essere veramente concentrati serve trovare il ritmo giusto. Tenete a mente la frase che Hudson Hornet dice in cuffia a Saetta McQueen durante l’ultima gara: “Ragazzo, trova un ritmo che ti stia comodo e recupera quel giro!” Aiutiamoli a scoprire il ritmo giusto e personale per ogni diversa attività: ognuno potrà aver bisogno di poco tempo per scrivere e più tempo per contare. L’allenamento, come sempre aiuta: al ritmo giusto la concentrazione è più spontanea.

a cura di Alessia de Falco