Conoscete la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner?

Parte dall’idea che il concetto di Q.I. sia antiquato, superato ed inesatto. Genio non è chi sa risolvere calcoli complicatissimi, ma chi sa vivere bene, chi sa ottenere il successo personale. A questo corrisponde anche l’intelligenza logico-matematica, ma è solo una di sette intelligenze individuate da Gardner. Che sono:

  • Intelligenza logico-matematica
  • Intelligenza linguistica
  • Intelligenza spaziale
  • Intelligenza musicale
  • Intelligenza cinestetica o procedurale
  • Intelligenza interpersonale
  • Intelligenza intrapersonale

Le ultime due costituiscono l’intelligenza personale, fondamentale per vivere bene e riuscire a raggiungere i propri obiettivi. L’intelligenza personale comprende tratti quali la resilienza, la competenza emotiva e la capacità di andare d’accordo con gli altri (è piuttosto simile all’intelligenza emotiva di Goleman).

Gardner ha sviluppato questo modello dopo anni di osservazioni condotte su bambini, ragazzi, pazienti clinici. Si è accorto che non c’è una correlazione diretta tra voti scolastici alti e successo personale.

COSA INSEGNANO LE INTELLIGENZE MULTIPLE?

Per prima cosa, a non prendere troppo sul serio le valutazioni scolastiche, i vari test di cui la nostra vita è piena e i giudizi. Pensate alla scuola: concentra gran parte della sua attenzione sull’intelligenza linguistica e su quella logico-matematica, ma il resto viene trascurato. I voti scolastici ci dicono chi sa risolvere le moltiplicazioni rapidamente; non chi sarà un buon genitore, chi diventerà un artista e chi saprà reagire bene alle sfide e ai problemi quotidiani.

A scuola si insegna ad affrontare un’interrogazione comunicando in modo efficace? Si ragiona mai sul rapporto tra studente ed insegnante? No: si ritiene scontato che questa gerarchia sia chiara, così come sia chiaro che la società scolastica si basa su un modello gerarchico e performativo.

Ebbene: non siamo voti! Ma non siamo nemmeno cervelli prodotti in serie: le differenze individuali sono un valore che dovrebbe essere non solo tollerato, ma addirittura coltivato. Sono argomenti di cui la psicologia si occupa da anni, ma che faticano a trovare il loro posto nel mondo; ebbene, proviamoci!

La teoria delle intelligenze multiple si potrebbe applicare lasciando più spazio alla filosofia analitica, al ragionare in sé. Ma anche ad una pedagogia dei talenti, una scuola (e una società) in cui a ciascuno si chiede quel che può dare, valorizzandone i punti di forza in vista di un obiettivo di più ampio respiro: la felicità.

UNO SPUNTO PRATICO: CONTAMINIAMOCI, MA CON RISPETTO!

Nella vita quotidiana, possiamo fare tesoro di questo modello (così come dei concetti legati all’intelligenza emotiva) per migliorare le relazioni interpersonali. Possiamo esercitarci alla contaminazione creativa, allo scambio di idee con gli altri, cercando però di evitare l’imposizione della propria visione.

Questo è particolarmente evidente coi bambini: non è sbagliato coinvolgerli in un’attività che piace a noi; tuttavia, occorrono grande sensibilità e rispetto per evitare la prevaricazione e per coltivare con amore le intelligenze multiple di ciascuno secondo le sue inclinazioni.

Diventiamo consapevoli dello scambio di pensieri; impariamo a riconoscere le contaminazioni, le ibridazioni, impariamo a percepire questo flusso e a dirigerlo in modo che per gli altri diventi una ricchezza e non un fiume in piena.

 

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