Perché i bambini non rispettano le regole

Il comportamento antisociale: chi non rispetta le regole

Tra i tanti guai che un genitore si può trovare ad affrontare, avere un figlio che se ne infischia delle regole e della civiltà è sicuramente uno di quelli “tosti“. Bambini che ignorano gli avvertimenti, che mancano di rispetto ai coetanei e agli adulti, che sfidano e provocano. Una seccatura, senza dubbio, ma nulla di eccezionale: sono sempre di più.

Alla base di un buon approccio a questi ragazzi c’è la comprensione del loro comportamento: nessuno nasce antisociale né delinquente. Quindi, cominciate chiedendovi:

Perchè mio figlio/quel bambino si ribella alle regole e sfida l’autorità?





Le risposte possono essere molteplici. Per esempio:

1 – Sta cercando di manifestare il suo dissenso. Spesso abbiamo la tendenza ad impartire ordini ai bambini, a dirgli quello che devono fare senza spiegargliene le ragioni; un bambino che cerchi di sfuggire a una prigione di obblighi che non capisce, in prima battuta, proverà a violarli. Prima di dare una regola, chiedetevi se è comprensibile al bambino, se è adeguata alla sua età. Ai bambini occorrono regole e messaggi chiari, brevi, comprensibili. La giustizia, la bontà e questi altri concetti astratti sono vaghi e possono essere fraintesi. Bisogna dare spiegazioni semplici. In caso contrario genererete un senso di frustrazione e impotenza nei piccoli, che spesso sfocia nella violazione delle regole.

2 – Vi sta mettendo alla prova. I bambini vogliono guide autorevoli, in grado di assisterli e farli crescere; dovete essere basi sicure e al tempo stesso incoraggiare l’esplorazione del mondo. Un bambino potrebbe voler testare (spesso inconsciamente) se il suo adulto di riferimento (genitori, insegnanti, educatori) è in grado di adempiere al suo ruolo. Quindi, mantenete la calma ma siate inflessibili. Non serve arrabbiarvi, ma bensì far capire che si tratta di comportamenti inappropriati che non sono accettabili.

3 – Esprime di un disagio. Un bambino sofferente, spesso, non ha altro modo di esprimersi se non attirando l’attenzione su di sé, cercando di diventare l’eroe di se stesso. Di solito sono casi in cui la comunicazione con gli adulti di riferimento è carente o ambigua, in cui il bambino non si sente supportato e decide di imporre la sua leadership (cosa che fa irrimediabilmente in modo sbagliato!). Questo è anche il caso più frequente. Bambini che non vengono accettati cercano di mettersi al centro dell’attenzione disturbando. Bambini che non riescono ad ottenere quello che vogliono fanno dispetti o scenate, per dare risalto al proprio problema e così via.

4 – Soffre di un disturbo della condotta. Esistono alcuni disturbi psicologici conosciuti come disturbi della condotta, che si esprimono anche attraverso comportamenti antisociali e provocatori. In questo caso, anche se spesso manca una base sicura di riferimento, è bene non affidarsi alle guide che trovate sul web ma consultare uno specialista. Qual’è la soglia? Se il bambino viene segnalato a scuola o nei centri che frequenta come “problematico”, ma soprattutto se vedete che fatica a relazionarsi con gli altri, se non si comporta in modo appropriato con amici e coetanei; se è sempre isolato e sofferente, allora il dubbio c’è.

Senza regole è il caos

Girl with Hands over Ears Screaming
Il bambino ha bisogno di essere guidato nel mondo, non è ancora in grado di far da solo!

La soluzione ai bambini insicuri o che non capiscono le regole, tuttavia, non è l’anarchia! Ricordate genitori: essere permissivi non garantisce l’affetto e la considerazione dei figli. Anzi, spesso viene visto negativamente, vi denota come punti di riferimento deboli.

I bambini hanno bisogno di regole, hanno bisogno che queste siano spiegate con chiarezza, più e più volte, hanno bisogno che qualcuno controlli se le rispettano. Altrimenti, cominceranno ad agire come gli pare, in modo confuso e inadatto alle proprie esigenze ma soprattutto al mondo che li circonda. Ricordate che il nostro comportamento spesso è frutto di un’evoluzione della società umana, ma ripartire da zero, lasciare che un bambino faccia tutto da sé significa rimetterlo in balia della selezione naturale. Quella in cui ogni cento bambini anarchici dieci crescono bene e novanta diventano emarginati sofferenti (è la legge statistica che regola tutte le altre specie, anche se le proporzioni le ho messe a caso: solo i più forti sopravvivono, a parte che nella società umana).

I problemi non scompaiono se smettiamo di guardare, anzi, si aggravano. Perché un bambino che vive a casa senza regole, si troverà a doverle rispettare a scuola e con gli amici. La società infantile (quella dei dieci ragazzi al parco giochi, per intenderci), ha regole rigide e precise. Non saperle rispettare, non saper mediare significa essere esclusi, presi di mira, visti come una seccatura da evitare. Ecco, sarebbe bello evitare ai bambini di trovarsi in questo spiacevole ruolo.

Siate l’esempio, non la legge

Già, per i bambini dovete diventare un punto di riferimento affidabile e sicuro, dovete essere persone autorevoli in grado di spiegare ed illustrare le regole. Un atteggiamento frequente è quello dei genitori/educatori convinti di poter comandare.

Mio figlio deve fare quello che gli dico perché io sono suo padre e comando.

Posto che alla parola padre potreste sostituire qualsiasi altro ruolo  contatto col bambino (mamma, maestra, educatore, nonno, nonna, zio), si tratta di una pessima abitudine. Non dovete essere la legge, bensì coloro che la applicano, la fanno rispettare e se ne fanno sostenitori. 



A casa si tolgono le scarpe non perché lo dice la mamma, ma perché è una norma che permette di tenere l’ambiente pulito, a prescindere dai genitori. La mamma è casomai quella persona che si assicura che la regola sia rispettata, che da l’esempio e che è sempre pronta a spiegare ai bambini le ragioni della regola stessa. A questo punto, gli adulti dovranno essere coerenti, essere l’esempio che ci si aspetta. I bambini sono censori spietati, dovete dimostrar loro di meritarvi la fiducia coi fatti, oltre che con le parole.

Oggi ci volevamo concentrare sui motivi per cui i bambini non rispettano le regole e sulla natura stessa di queste regole e di chi le stabilisce. Ma non temete: presto arriverà un corredo con consigli e riflessioni sul ruolo del genitore o dell’educatore, con tanti suggerimenti pratici.