Tutti noi, nessuno escluso, proviamo tante emozioni diverse ogni giorno.
Gli uomini sperimentano le emozioni sin dall’antichità; l’imperatore-filosofo Marco Aurelio suggeriva di non farsi trascinare dalle emozioni, mentre secondo il filosofo Seneca l’uomo saggio era in grado di riconoscere i limiti delle emozioni e di evitarle, utilizzando invece la ragione.

Questi filosofi, che non conoscevano la struttura del cervello umano, avevano già capito un fatto molto importante: il nostro cervello è “diviso” in due. Da un lato troviamo la parte emotiva, dall’altro quella razionale.
La loro intuizione è stata confermata negli anni Novanta: gli scienziati, grazie alle tecnologie moderne, che permettono di osservare l’attività del cervello in modo non invasivo, hanno scoperto come il cervello produce le emozioni e come queste influenzano il pensiero razionale.

In un certo senso, abbiamo due cervelli, due menti e due diversi tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva. Il nostro modo di comportarci nella vita è determinato da entrambe: non dipende solo dal Q.I., ma anche dall’intelligenza emotiva, in assenza della quale, l’intelletto non può funzionare al meglio”.
D. Goleman

L’area del cervello legata alle emozioni si chiama amigdala ed è collegata con il talamo, l’area del cervello che riceve gli stimoli visivi e uditivi. Quello che hanno scoperto gli scienziati è che l’amigdala è la prima porzione del cervello a ricevere ed elaborare questi stimoli. Solo in seguito essi arriveranno nelle aree che attivano il pensiero razionale. L’amigdala è in grado di produrre reazioni vegetative, ormonali e perfino comportamentali, e tutto questo avviene in una frazione di secondo, prima di avere la possibilità di “pensarci su”.

Nella prossima lezione scopriremo come funzionano le emozioni e perché possono salvarci la vita!

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