Le emozioni sono un’eredità del nostro cervello “animale”, legate alla sopravvivenza. Prendiamo come esempio la paura: si attiva a velocità record quando il nostro cervello riconosce un pericolo potenziale. Quando proviamo paura, il nostro cervello ha due possibilità: scappare dalla minaccia o combattere per eliminarla.

Ecco un esempio illustrato:

Immaginate lo struzzo della vignetta: i suoi occhi scorgono tra i cespugli un’ombra che si muove, a pochi metri da lui. Potrebbe essere un predatore. Il cervello dello struzzo è progettato per sopravvivere, così si attiva l’emozione della paura. In una frazione di secondo ecco il nostro struzzo che corre via alla velocità della luce.
Se il nostro pennuto si fosse fermato a riflettere su ciò che aveva visto, analizzando l’ombra e facendo delle ipotesi, non avrebbe avuto alcuna chance di sopravvivere.
In questo caso, la reazione – che possiamo chiamare reazione emotiva – dello struzzo è stata attivata da un’emozione primaria, la paura, e gli ha salvato la vita.

Notate che il pericolo era solo potenziale: abbiamo parlato di un’ombra tra i cespugli, non di un predatore. La paura, però, si è attivata lo stesso. Infatti, è sufficiente un ipotetico pericolo per attivare i meccanismi della paura. Questo significa che potremmo(noi come lo struzzo) provare paura e comportarci di conseguenza sulla base di un semplice sospetto.

La paura è utile anche a noi genitori e agli educatori: immaginate di vedere un bambino che si sporge da un precipizio. Potrebbe cadere e farsi molto male. Il nostro cervello, in una frazione di secondo, ci fa provare paura e guida il nostro comportamento: ed ecco la mamma che afferra bruscamente il suo bambino e lo allontana dallo strapiombo.
In casi come questo il pensiero razionale è lento e inefficace. Una reazione emotiva, al contrario, ha il giusto tempismo e ci permette di evitare efficacemente il pericolo.

Ciò che abbiamo detto a proposito della paura vale anche per le altre emozioni negative: la rabbia, ad esempio, ci aiuta ad affrontare un “nemico” che in qualche modo ci danneggia; il disgusto ci aiuta ad evitare cibi e sostanze che potrebbero rivelarsi tossiche e così via. Esistono centinaia di casi in cui una reazione emotiva immediata è utile per la sopravvivenza quotidiana.

Ecco un altro esempio:

La rabbia aiuta le madri di tutte le specie animali (compresa la nostra) a difendere i loro cuccioli.

ESERCIZIO: Provate a rievocare un paio di situazioni in cui una reazione emotiva immediata si è rivelata utile. Cos’è successo?

RIASSUNTO: Le emozioni negative (come paura, rabbia e disgusto) ci aiutano ad evitare dei potenziali pericoli. Quando proviamo un’emozione negativa, solitamente abbiamo una reazione emotiva estremamente veloce, che precede il pensiero razionale).

Ma cosa succede quando le emozioni vengono rielaborate dal pensiero razionale? Ne parleremo nella prossima lezione.

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