Cosa vuol dire fare “educazione emotiva”? In questa prima lezione del secondo modulo del nostro corso intensivo proveremo a spiegarlo e a tracciare una mappa schematica dell’educazione emotiva.

Cominciamo dicendo che l’educazione affettiva è una delle tre direzioni “classiche” dell’educazione dell’individuo (insieme all’educazione intellettuale e all’educazione morale), che corrispondono alle dimensioni del benessere individuale e sociale.

L’educazione affettiva si può suddividere in due livelli differenti: un primo livello che riguarda l’apprendimento delle abilità emozionali di base, come la capacità di riconoscere le proprie emozioni (autoconsapevolezza emotiva), la capacità di controllarle (autocontrollo), la capacità di esprimere le proprie emozioni (autoespressione e di comprendere quelle degli altri (empatia).
Chiameremo educazione emotiva o educazione emozionale questo primo livello educativo. Si tratta di un “livello di base”, un corso di alfabetizzazione emozionale che si può proporre ai bambini dalla scuola dell’infanzia a tutto il ciclo primario.

Quando progettiamo un intervento di educazione emotiva, non dobbiamo dimenticare che il fine ultimo è quello di offrire competenze strategiche (ovvero la possibilità di “fare meglio” e risolvere problemi), ma soprattutto competenze comunicative: l’alfabetizzazione emozionale è utile se fornisce gli strumenti necessari a migliorare l’intesa con gli altri.

Il secondo livello, quello superiore, riguarda la costruzione di un abito affettivo riflessivo, ovvero la capacità di modificare le risposte emotive (che, come abbiamo visto nella prima lezione del corso intensivo, sono rapidissime) grazie all’abito della ragione.
Questa educazione affettiva di secondo livello viene chiamata comunemente educazione sentimentale. Infatti, si prefigge di lavorare sui sentimenti, che sono il frutto dell’interazione tra emozioni, credenze e ragione.

Un intervento di educazione sentimentale ha come obiettivo il raggiungimento di un equilibrio tra espressione di sé e gestione degli impulsi affettivi. Nel corso del primo modulo del nostro Corso intensivo di pedagogia emozionale e neuroeducazione abbiamo parlato della differenza tra reazioni emotive e reazioni emotivo-sentimentali. Per raggiungere l’equilibrio e l’intesa con gli altri è necessario conoscere le nostre reazioni emotivo-sentimentali e imparare a controllarle, lavorando sulle credenze che favoriscono la comunicazione.

RIASSUNTO: L’educazione affettiva è la direzione educativa che si occupa dei sentimenti e dell’intesa del sé con l’altro. Essa ha due livelli: un livello di base, che ha come scopo l’alfabetizzazione emotiva (educazione emotiva o emozionale) e un livello superiore, che ha come scopo la formazione di un abito affettivo riflessivo.

Questa suddivisione schematica è utile per progettare degli interventi educativi nei contesti scolastici. Nelle prossime lezioni scopriremo alcune attività per trasformare questa suddivisione in altrettante attività pratiche.

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