Mamme e papà: ecco dieci cose da non fare con i bambini

Autunno, tempo di giornate più corte e meno soleggiate, di colori caldi, ma anche di primi grigiori. Di tazze di tè e torte. Di propositi che, come i funghi di stagione, fanno capolino dopo l’estate. Forse l’insieme di clima, rientro dalle vacanze, ripresa delle routine, ci porta ogni tanto a fare un po’ di autocritica, a dirci “Quest’anno no”. Ammettiamolo, ci sono parecchie cose che facciamo e che non ci aiutano a vivere bene. Lo stress, di cui tutti parlano, nasce spesso dall’incapacità di ascoltarci e riscoprirci genuini.

Spunt-esercizio di oggi: la palestra del cambiamento

Abbiamo pensato di proporre una mini-palestra che ci aiuti a mettere a fuoco ciò che possiamo cambiare per rendere la nostra vita più piacevole ed educarci alla felicità. Partendo da comportamenti a volte banali, ma non propriamente costruttivi. Ci siamo liberamente ispirati al blog di una mamma statunitense, dal significativo titolo ScarymommyChe cosa ci racconta questa mamma? Semplice: come lavorare su noi stessi.

Ecco qui cosa non fare e come migliorare:

Giudicare gli altri genitori

Ma lo sai che ho visto tizio urlare contro i suoi figli mentre saliva in macchina?

Non ci crederai, ma tizia ha portato a pranzo al McDonald i suoi figli!

Solo per fare due esempi molto banali. Sicuramente ogni genitore compie azioni a volte non corrette o discutibili. Ma nulla vieta di pensare che potranno migliorare, senza condannarli con il nostro giudizio. Non focalizziamoci sugli errori (nostri e altrui), ma concentriamoci invece su quello che è positivo (tizio o tizia avranno anche dei pregi, no?). In questo modo ci alleneremo ad affrontare meglio l’autocritica e la critica (che spesso è solo indice di insicurezza).

Autocritiche eccessive

Ecco, ho sgridato il bambino alzando troppo la voce!

Non do abbastanza attenzioni a mio figlio!

Riflettendo su noi stessi e sui nostri errori, finiamo per abbatterci, spesso condizionati da un eccesso di perfezionismo ostentato. E’ normale a volte sentirsi inadeguati o imperfetti! Ognuno di noi ha i suoi momenti no. Il regalo più grande, di fronte ai figli, è ammettere l’errore e dimostrare la voglia di fare meglio. Per un bambino prima, un adolescente poi, siamo degli esempi: nessuno ha bisogno delle nostre insicurezze, ricominciamo ad essere gentili con noi stessi.


Uso sconsiderato dello smartphone

Noi, proprio noi che mettiamo i like agli articoli sugli smartphone, siamo quelli che li hanno tra le mani tutto il giorno. Quante volte si vedono intere tavolate davanti al proprio smartphone? Stacchiamoci un po’ dal gruppo Whatsapp delle mamme o meglio, ritagliamoci dei momenti “No cellulare”, riscoprendo la bellezza di una chiacchierata. Altrimenti è inutile dire basta smartphone ai bambini.

Spettegolare di fronte ai figli

Smettiamola di trattarli come fossero pesci rossi: i bambini le orecchie le hanno e ci sentono anche quando parliamo davanti a loro, convinti che siano distratti.
Facciamo un favore a noi stessi: non sfoghiamo acidità e malumore davanti ai bambini, che non hanno bisogno di ascoltare opinioni negative sul prossimo, specialmente se si tratta di persone che stimano o a cui vogliono bene.

Essere troppo apprensivi

E’ giusto proteggere, non assillare. Il fallimento, la tristezza, le cadute, fanno  parte della vita. Cercare di controllare eccessivamente non porta altro che alla frustrazione. Meglio lavorare sulla fiducia reciproca e lasciare che i figli provino ed esplorino, controllando a distanza, ma accettando che, prima o poi, voleranno lontano. E senza che gli si possa stare sempre accanto per proteggerli.

Fotografare tutto

Racchiudere i ricordi in una foto è un desiderio comune, reso possibile anche dalle tecnologie sempre più evolute degli smartphone. Vivere ossessionati dal fotografare ogni cosa, per poi condividerla su qualche social, può portarci a perdere l’emozione del vissuto, quello vero.
Nessuno demonizza chi scatta una foto al bimbo che fa qualcosa di buffo. Ma poi ricacciamo l’Iphone in borsa e rifocalizziamoci su di lui.

Dire sì a tutto

Il no e la fermezza sono difficili: richiedono sicurezza, coerenza e spesso la voglia di gestire un capriccio. Molto più semplice cedere e dire sì. Attenzione, qualche extra non ha ucciso nessuno. Ma non bisogna abituare i bambini ad avere regali e concessioni ogni giorno. Non esaudiamo ogni desiderio, per incapacità di dire no o per paura di essere considerati severi. I limiti sono importanti. Le regole pure.

Adagiarsi

A volte non facciamo cose con i bambini perchè non ne abbiamo voglia. Diciamocelo: alcune attività che loro adornao, per noi sono noiose (feste di compleanno con mocciosi urlanti, giusto per fare un esempio). Così facendo, spesso le viviamo come una condanna al patibolo. Il regalo da fare, a noi e a loro, è ogni tanto concedergli di provare, con loro, a divertirci. Permettiamo a noi stessi di cambiare idea e ai nostri figli di apprezzarci, nel nostro tentativo.

Rinunciare al tempo di qualità

Immaginate di essere seduti sul divano pronti a vedere un film: di colpo vi mettete a guardare il tablet, controllare le ultime mail o i post su Facebook.
La domanda fatidica è:”Mamma (o papà) stai guardando?” I bambini sanno benissimo che non state guardando il film, non ingannate voi stessi e godetevi il momento insieme. Ve ne saranno grati!

Non dire “Ti voglio bene!”

In tre parole, è concentrato il succo di una famiglia. Eppure, se non ci abituiamo a sentire queste tre parole, diventa poi difficile pronunciarle a nostra volta.
E’ vero che tante volte è nei gesti che trasmettiamo il nostro amore. Ma dire più spesso queste tre parole aiuta a sentirsi amati e apprezzati.

a cura di Alessia de Falco