Pannolini, vestitini, passeggini, culle, palestrine, fasciatoi, ciucci e biberon. L’arrivo di un bebè quanto ci costa? I dati di Federconsumatori parlano chiaro: nel primo anno di vita del bambino si spende da un minimo di 6119 euro a un massimo di 13mila, e oltre. Solo per pappe e latte la spesa varia tra i 1458 e i 3250 euro l’anno.

Ma un figlio è davvero così costoso? Dipende dalle scelte dei genitori.

Giorgia Cozza, autrice del libro Bebè a costo zero – Come crescere felice il nostro bambino senza spendere una fortuna (Mondadori, 2016) ci spiega che l’arrivo di un bimbo può non incidere quasi per nulla sul bilancio familiare e i bambini “a costo zero”, o quasi, esistono e sono molto felici. Se ci pensiamo bene non esistono oggetti “indispensabili” per accogliere il nostro piccino perché un neonato ha bisogno solo di amore, di contatto, di calore e, ovviamente, di latte e di essere cambiato. Punto.

E’ necessario avere porta enfant, carrozzina, culletta, passeggino, sdraietta e fasciatoio? A meno che non ci sia un parente o un’amica che ve li presta, evitate di comprare tutte queste cose, ne basta uno solo. Per cambiare il piccolo si può anche creare un angolo morbido e confortevole usando un po’ di fantasia, di soluzioni alternative ce ne sono, e tante.

Unica eccezione è il seggiolino auto per trasportare il bimbo in sicurezza, ma il fatto che serva non significa che debba necessariamente essere nuovo, va bene anche quello del nipotino o il modello acquistato usato, purché in buone condizioni.

Il baby food. Per quanto riguarda le costose pappe pronte, gli omogenizzati e in generale il “baby food”, sappiate che si può benissimo svezzare il proprio bimbo con cibi freschi e genuini senza ricorrere a questi prodotti. Non richiede molto tempo, e per le emergenze, come per esempio una gita o una uscita all’ultimo ora, ovviamente si può ricorrere a questi prodotti già pronti. Totalmente inutili, poi, i piattini, bicchieri e posate per bambini, basta avere in casa stoviglie infrangibili.

Pulizia. Creme, cremine, profumi, salviette, detergenti per il bagnetto … non acquistateli. Non solo non sono necessari ma dermatologi e pediatri suggeriscono nei primi mesi di vita di usare acqua tiepida e di sciogliere nel bagnetto un cucchiaino di amido di riso o mais.

Punto dolente: i pannolini. L’idea di ritornare agli antichi pannolini di stoffa è sicuramente impegnativa ma oggi ci sono pannolini lavabili molto comodi che si mettono comodamente in lavatrice. Per chi sceglie i lavabili il risparmio può superare i mille euro in due anni! Inoltre, usare i pannolini di stoffa non significa necessariamente eliminare del tutto gli usa e getta, si può pensare di alternare i tipi di pannolini in diversi momenti della giornata, a seconda dell’organizzazione e delle esigenze familiari.

Spese mediche. Le visite pediatriche sono gratuite, ricorrere agli specialisti privati è una scelta, non una necessità.

Baby-sitter e nido. Se la mamma deve tornare a lavorare, c’è poco da fare, le soluzioni sono tre: i nonni, una baby-sitter o il nido. A parte i nonni, le ultime due sono costose ma con le migliaia di euro risparmiati su tutte le voci precedenti, la spesa per pagare chi si occuperà del bimbo sarà ridotta.

a cura di Alessandra Gaeta, 
giornalista professionsita

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