Essere creativi fa bene al cervello

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Chi ha detto che il cervello non si può modificare? E che una volta adulti si smette di imparare? La riflessione di oggi comincia con un libro, Il cervello geniale, di Estanislao Bachranch. Biologo e neuroscienziato, questo signore è un coach tra i più richiesti (al punto che è stato chiamato a fare formazione per aziende piccine, del calibro di Mercedes-Benz e Coca-Cola) e ha concentrato i suoi studi e il suo impegno professionale proprio nel campo dell’allenamento mentale.

Il cervello può imparare per tutta la vita; non solo: un cervello creativo, capace di trovare soluzioni fuori dagli schemi e di collegare tra loro concetti apparentemente inconciliabili, può aiutarci moltissimo sul lavoro, in casa e nella soluzione di tutti i piccoli problemi con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno.

E così, Il cervello geniale individua un programma di allenamento mentale giorno dopo giorno, per ritrovare la fantasia perduta ma anche per lavorare sull’attenzione e sul reframing emotivo. Si tratta di un programma operativo, proprio come piace a noi: una solida teoria di riferimento, tanti spunti ed esercizi. Se siete amanti del coaching e vi piace lavorare su voi stessi, ve lo consigliamo (lo trovate qui).

E adesso, diamo un’occhiata ad uno degli argomenti del testo: la creatività.

Imparare a vivere creativi per vivere meglio

Estanislao Bachranch dedica un’intero capitolo del suo libro alla creatività. Secondo la sua esperienza di neuroscienziato e di coach, non si tratta di un dono esclusivo per qualche guru o artista. Al contrario, la creatività è una capacità che noi tutti possiamo esercitare nella quotidianità, in modo da modificare, un neurone dopo l’altro, la nostra struttura cerebrale e i nostri schemi mentali.

Il cervello tende a compattare le informazioni in blocchi schematici, un po’ come i cubetti di ghiaccio (avete presente lo stampo di plastica per realizzarli?). Compito della creatività è dare una bella rimescolata a questi cubetti, rimetterli in movimento per evitare che la mente si irrigidisca. In altre parole, il nostro cervello accumula cubetti di ghiaccio, il compito della creatività è ricavarne una buona granita!

SPUNT-ESERCIZIO: invenzioni fantastiche

La creatività, secondo una definizione condivisa da numerosi studiosi (non l’unica), consiste nella capacità di collegare concetti lontani tra loro, generando così una combinazione inaspettata. Un po’ come accade con i binomi fantastici di Gianni Rodari (avete letto i nostri spunti sulla sua Grammatica della fantasia?): un cavallo-casa è sicuramente uno strano animale, così come lo sarebbe un fiore-accendino o un aeroplano-nuvola.

I bambini sono veri maestri di questa creatività spontanea: circa 100 volte al giorno (numero non scientifico) inventano situazioni buffe o personaggi impensati. E proprio grazie a questa buona abitudine, riescono a vivere felicemente, liberi dalle preoccupazioni. Lo SPUNT-ESERCIZIO di oggi è un invito a riscoprire il nostro Io bambino attraverso questi binomi fantastici. Provate ad inventarne 5 ogni giorno, segnateveli da qualche parte e poi discuteteli con i più piccoli. Loro sono bravissimi a riconoscere la fantasia di qualità. E chissà che non ne venga fuori un bel racconto!