Cyberbullismo: si combatte col cuore. E con la penna.

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Mettere in pratica concetti come l’empatia non è difficile: non servono grandi discorsi, ma piccole azioni concrete, ogni giorno. Ciò avviene non solo nelle prime fasi della vita, quando è importante capire emozioni che spesso esplodono prima delle parole, ma anche durante il successivo percorso di crescita.

Empatia non è solo mangiare una torta insieme a merenda. E’ avere le antenne, riuscire ad entrare nel cuore dell’altro e comprendere i suoi stati d’animo più profondi. Solo vivendo insieme gioia, rabbia, dolore, renderemo forti i nostri figli.
Difficile? No, se riscopriamo noi stessi. Dobbiamo fermarci e, prima di instaurare il dialogo, imparare ad ascoltare la parte più profonda di noi e di chi ci sta di fronte, adulto o bambino che sia.

 “C’è qualcosa che sapete,
ma che non sapete di sapere.
Quando scoprite ciò che sapevate
sapete di poter incominciare”

 Milton H. Erickson

Non basta parlare di empatia, bisogna farla

Noi ci stiamo stancando dell’empatia. Sapete perché? Finora, ne abbiamo SOLO parlato. Ma quanti di noi hanno davvero provato a portarla nella propria vita?
Se ci riuscite o ci state provando, siete già a buon punto.

Non lasciateli soli in un mondo che non conoscono

Ecco cosa vuol dire essere empatici. Ecco cosa significa educare alla felicità. Nella Giornata in cui si riflette sull’uso consapevole della Rete, ricordatevi una cosa: non esistono genitori perfetti, ma solo genitori che si impegnano a crescere al meglio i propri figli.
Voi lo state già facendo, ne siamo certi. Per farlo sempre di più, credete in voi stessi, e trasmettete fiducia, proprio grazie all’empatia di cui tanto si parla. Ma non lasciate che siano solo parole.

Esercizi per genitori coach: sconfiggiamo i bulli con la grammatica

In questi giorni si è molto discusso della disastrosa conoscenza della grammatica da parte degli studenti italiani. Il mondo è pieno di “Qual’è” con l’apostrofo e di “Se io vorrei”.

Prima di aprire il dibattito sul ruolo degli insegnanti, chiedetevi: io correggerei quell’errore, mi impunterei per insegnare la giusta ortografia? E’ importante la vostra risposta. Giustificare, minimizzare per mancanza di tempo, ignorare per sentire meno i sensi di colpa, non aiuterà i bambini e i ragazzi a rispondere con sicurezza alle sfide. Il rispetto per se stessi, da cui deriva il rispetto degli altri, nasce dalla cura per le regole: anche una parola scritta correttamente. Non cambia il mondo, ma lo cambia.

Empatia significa sedersi accanto a un figlio e controllare un compito: se sbagliato, provare a capire l’errore. E superarlo.
Esistono molte minacce virtuali che possono essere affrontate solo se aiutiamo i bambini a fidarsi di noi e avere fiducia in se stessi.

Di fronte a mondi che ormai superano per pericolosità il reale, discorsi agghiaccianti che i ragazzini fanno senza nemmeno conoscerne a pieno il significato, vi lasciamo uno spunto di riflessione dello psicanalista Massimo Recalcati:

Soffermiamoci su una grande angoscia dei genitori di oggi. (…) Per risultare amabili è necessario dire sempre «Sì!», eliminare il disagio del conflitto, delegare le proprie responsabilità educative, avallare il carattere pseudo-democratico del dialogo.

Noi crediamo che sia una visione da superare, proprio grazie all’empatia, che va coltivata in noi, prima che insegnata.
Amate e vi ameranno, imparando a reagire positivamente alle sfide. Ai bulli. Alle parole che fanno male.
Correggeteli, insegnategli a rialzarsi: sapendo di poter sbagliare, non ripeteranno l’errore.
Rispettando una regola, impareranno a rispettare se stessi. E gli altri.

a cura di Alessia de Falco

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