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Dipendenza affettiva in pillole

Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l’alcol o la morfina o l’idealismo.

Carl Gustav Jung

La felicità deriva in larga parte dall’autonomia, dalla percezione di poter fare da sé, dall’intraprendenza. Tutti grandi nemici della dipendenza, che può alleviare un malessere momentaneo, ma alla lunga produce più danni che benefici.

L’amore può trasformarsi in una dipendenza affettiva, ma la dipendenza affettiva non si trasforma mai in amore.

Enrico Maria Secci

E’ d’obbligo sfatare un mito: la dipendenza affettiva non è amore. Neanche lontanamente.

E’ più facile appoggiarsi a un altro che stare in piedi da solo.

Jack London

E questa è l’ultima pillola per capire la dipendenza affettiva. L’indipendenza richiede forza, coraggio, resilienza, intraprendenza. Sono risorse interiori che vanno sviluppate attraverso un lavoro lungo e approfondito su sé stessi.

Cos’è la dipendenza affettiva?

Cominciamo dicendo una cosa: l’uomo è un animale sociale, non è possibile (né sarebbe rassicurante) che vi siano persone che vivono nella completa indipendenza dagli altri. La socialità ci fa bene, così come i legami affettivi: ne abbiamo parlato a proposito di team building (fare squadra è essenziale per riuscire a far fronte ai problemi) e di intelligenza emotiva. Tuttavia, può capitare che ci siano persone che sviluppano una dipendenza affettiva così forte da risultare completamente sottomessi al volere degli altri, incapaci di vivere in autonomia e di essere felici da soli.


Definizione

Si definisce dipendenza affettiva la condizione relazionale in cui vi sia un forte squilibrio affettivo, con una persona all’interno della coppia o del gruppo familiare che si assuma la funzione di “donatore d’amore” verso tutti gli altri, non ricambiato o ricambiato in misura molto inferiore. Per parlare di dipendenza affettiva bisogna che questa situazione sia fonte di malessere e che la persona non sia in grado di vivere al di fuori di questo ruolo e di queste relazioni.

Identikit della persona che soffre di dipendenza affettiva:

  • E’ pronta a sacrificarsi per colei/colui a cui dona affetto, senza però che il sentimento sia reciproco
  • Non riesce a uscire da questa relazione tossica
  • La dipendenza affettiva le causa malessere e infelicità
  • Ha continuamente bisogno di rassicurazioni e apprezzamento
  • Non riesce a prendere decisioni da sola

La dipendenza affettiva rischia di degenerare in psicopatologia. Questo avviene quando il sentimento di malessere è così profondo da compromettere la qualità della vita personale, sociale, lavorativa. Di fronte a una situazione del genere, è importante non sottovalutarla e affidarsi a un professionista, psicoterapeuta o psichiatra.

Va detto anche che molte persone che si ritrovano in alcune di queste definizioni soffrono semplicemente della “sindrome dello studente di medicina” (quello che, studiando centinaia di patologie, si ritrova nei sintomi di ciascuna). Però, se la vostra felicità è turbata da una relazione problematica, è giusto informarsi e cominciare ad allenarsi e sperimentare. Solo così possiamo crescere!

E voi, siete dipendenti da qualcuno?

Provate a riflettere su queste domande:

  • Siete in grado di prendere l’iniziativa o preferite seguire gli altri? 
  • Cosa vuol dire per voi affetto? 
  • E amore? 
  • Avete una persona per la quale sareste pronti a sacrificarvi? 
  • Lei farebbe lo stesso per voi? 

La dipendenza affettiva non si può certo rivelare con poche domande. Però, la riflessione è importante per inquadrare il problema, per capire se effettivamente ci sia un problema oppure no.

Mini kit di allenamento per mamme e papà: indipendenza affettiva in 3 mosse

Ripetiamolo: indipendenza affettiva non vuol dire stare alla larga da tutti. Significa saper vivere le relazioni in modo sano ed intraprendente, non dipendere da nessuno ma stringere relazioni e viverle per il piacere di farlo. Ciò detto, ecco le tre mosse:

Siate presenti: una famiglia di persone presenti difficilmente sviluppa dipendenze affettive

Ascoltatevi e ascoltate: l’ascolto è alla base del dialogo. Il dialogo è il primo passo verso la costruzione di relazioni sane ed equilibrate

Educate all’autonomia: un bambino che scopra il piacere di fare da sé imparerà a relazionarsi in modo più sano, coraggioso ma soprattutto

Dipendenza affettiva in famiglia

In questo campo (così come per l’analfabetismo emotivo) la famiglia è tutto. Una famiglia in grado di ascoltare e comprendere, una famiglia che rispetta i bisogni emotivi e la personalità dei bambini sono la miglior medicina contro la dipendenza affettiva. Chi soffre di dipendenza affettiva, nella quasi totalità dei casi, è stato sminuito da bambino, i suoi sentimenti non sono stati riconosciuti e ha subito critiche immotivate e avvilenti o addirittura violenze.

Gio-Coaching per degli affetti sani

Il Gio-Coaching dovrebbe concentrarsi nello sviluppo di un’affettività sana, naturale e robusta, lavorando a monte, ovvero sulla vita familiare per far sì che i bambini crescano bene.







Libri sulla dipendenza affettiva

La psicologia ed in particolare la psicoanalisi si sono soffermate molto sul tema della dipendenza affettiva (con un taglio diametralmente opposto a quello del Gio-Coaching: noi, lavorando sul gioco, cerchiamo di modificare abitudini e stili di pensiero, la psicoterapia invece lavora sull’individuo a livello profondo). Un buon saggio introduttivo potrebbe essere Amare senza perdersi. Psicoanalisi e dipendenze affettive, di Luca Nicoli. In questo testo l’amore viene trattato a tuttotondo, come un’esperienza incredibilmente positiva e benefica ma non priva di rischi. Anche Enrico Maria Secci affronta il tema, con un best-seller: I narcisisti perversi e gli amori impossibili. Dallo stesso autore abbiamo tratto una delle pillole in apertura di questa pagina.

a cura di Matteo Princivalle

   

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