Dipingere con papà: esperimenti anti-TV

Oggi su Portale Bambini vogliamo raccontarvi la storia di un papà che ha riscoperto il piacere di divertirsi con i suoi bambini! E’ con noi Leonardo Alberti. 

Siamo in una casa, nel bel mezzo di Milano. Tre bambini giocano contenti mentre il papà lavora al pc. Tutti i giorni cercano di fargli passare un po’ di tempo con loro, ma non c’è verso: troppi impegni, cose troppo urgenti.

Un bel giorno entra in casa qualcosa di nuovo: è una TV nuovissima. Da subito, cattura l’attenzione dei bambini e diventa la loro migliore amica. «Lasciate stare il vostro povero papà, che sta lavorando, sedetevi comodi e divertitevi insieme a me!» dice con voce sorniona. I ragazzi le danno ascolto e si ritrovano a passare l’intera giornata seduti sul divano a fissare lo schermo.

Amici, questa è una storia vera ed ha, purtroppo, migliaia di piccoli protagonisti. Leonardo, che è un papà decisamente fuori dagli schemi, ha deciso di darci un taglio e ha cominciato a scrivere un’altra storia!

Col passare dei giorni, il papà si rende conto che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe: i bambini hanno smesso di ridere e giocare, sono diventati silenziosi. Non riescono ad abbandonare per un secondo la loro nuova amica e trascurano tutto il resto. Spegnerla non fa che peggiorare le cose, rendendo tutti irrequieti e furibondi.

Un giorno ho realizzato che mentre io me ne stavo al computer, i miei figli mi chiedevano in continuazione di giocare con loro. Al mio diniego, si piazzavano davanti alla televisione imbesuendosi e disturbando chiunque volesse fare altro.

Portale Bambini lo dice sempre: tv, videogiochi e tecnologie varie sono ottimi animatori; coinvolgono i vostri bambini fino al midollo ma finiscono per stregarne l’animo!

«Basta!» si dice un giorno il papà: «la televisione non porterà via i miei bimbi!». Scende in cantina a prendere una vecchia scatola di acquerelli e li mette sul tavolo. Visto che le punizioni non hanno funzionato, escogita un nuovo stratagemma: inventerà un gioco più divertente della tv.

«Ragazzi, venite a vedere cosa vi ho portato!» I bambini, incuriositi, lasciano la televisione e corrono dal loro papà. In un primo momento sembrano delusi, non capiscono. Però, cominciano a giocare, con pennelli e acquerelli. Insieme a loro c’è anche il papà, che li guida e li incoraggia.

Per loro cimentarsi alla pari con me è una prova di orgoglio, di amicizia e di sfida. Vivono il momento della pittura collettiva come un gioco, dove ognuno può esprimere la propria individualità, creatività e manualità. Per me è un momento di grande gioia. Vederli mescolare i colori, dipingere con la loro tecnica, dimostrarsi fieri di quello che hanno realizzato è indescrivibile. La cosa bella è che loro si sentono partecipi, innovatori, creativi e spesso anche insegnanti nei miei confronti. Non esistono differenze di età, non esistono critiche, una sorta di “brainstorming pittorico”.

IL GIOCO DI PAPA’ LEONARDO

  • Il soggetto viene scelto su Internet, viene stampato e poi ognuno di noi non lo copia, ma lo ridipinge dando una sua interpretazione nei colori, nelle forme e spesso anche nei particolari.

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  • Tutti utilizzano gli stessi colori e pennelli; in questo modo siamo tutti uguali e possiamo consigliarci e aiutarci al meglio tra noi.

E’ così, da un’idea semplice, che comincia la nuova storia!

I bambini sono entusiasti: è un gioco molto più divertente della TV, che viene abbandonata ben presto e finisce in uno scatolone in fondo a un armadio. Leonardo lo è ancora di più: ha trovato il modo di divertirsi con i suoi bambini, di vederli crescere e provare.

Io ritengo che i genitori, soprattutto i papà, debbano passare molto tempo con i propri figli cercando di creare passioni comuni. Non ci fermiamo solo alla pittura, stiamo scrivendo un libro di favole a 8 mani, facciamo il pane quasi tutte le sere. Nicolò poi si dedica al giardinaggio e alla lettura, condividendo con tutta la famiglia queste due passioni, Raffaella e Maddalena creano balletti per ogni occasione.

Il nostro special guest

Leonardo Alberti, papà di Nicolò, Raffaella e Maddalena, ha passato una vita a lavorare nel campo delle assicurazioni, a Milano. Attualmente opera come consulente e cerca di godersi il tempo libero in compagnia dei suoi bambini. 
E’ anche blogger, condivide i suoi pensieri su Dico la mia. Ha scoperto di avere nella TV un grande nemico, come si legge da questa intervista e dalle pagine del suo blog.

Oltre a questa intervi(s)ta, ci ha gentilmente concesso i materiali per pubblicare la raccolta “Gli strani animali di COLONTOWN”, scritta da F. Nicolò Alberti, suo padre, per i figli. Ci stiamo lavorando!