Disconnessi, con amore: ecco come ricaricarci

Purtroppo, tutti noi siamo vittima di un grande pregiudizio: quello per cui stare da soli, dedicare del tempo a se stessi equivalga ad essere egoisti. Niente di più sbagliato.

Avere bisogno di stare da soli non è cattiveria.
Avere cura di sé non è egoismo.
Comprendere quando è il momento di ricaricare le batterie, scollegandosi dal mondo, non è incuranza.

Al contrario, imparare a disconnettersi dal mondo, è segno di un grande amor proprio (ne abbiamo parlato anche a proposito del sano egoismo in famiglia, concetto sul quale si fa ancora troppa confusione), che si rifletterà nella qualità migliore delle relazioni. Quando doniamo il nostro tempo, l’affetto e le energie agli altri, in qualche modo rimaniamo a secco di energia. Riconoscere questo momento ed imparare a ricaricarsi fa parte del percorso di crescita.

Impariamo ad esprimere liberamente i nostri bisogni

Spesso, specialmente se si è genitori o educatori, il mondo si aspetta il nostro “sacrificio in missione”. Chi ci circonda pensa – erroneamente – che nella nostra vita non ci sia posto se non per i figli o gli studenti. Questo è un pensiero pericoloso, in grado di annullarci e, alla lunga, destabilizzarci completamente. E’ un luogo comune che ci rende soli, incompresi e anzi, prede di giudizi superficiali.

Per quanto possa far piacere pensare che ci stiamo immolando per una buona causa, come crescere un figlio, il sacrificio è l’ultima delle cose di cui lui ha bisogno. Un genitore o un insegnante prostrati saranno molto meno efficaci di chi, al contrario, sa prendersi i suoi spazi.


La strada migliore per uscire da questo circolo vizioso è quella di cominciare dai bambini e dalla famiglia: se sentite il peso della tensione, se sentite che è il caso di prendere mezza giornata di relax, non abbiate paura di esprimere questo bisogno.
Anzi, invitiamo anche gli altri a fare altrettanto: cerchiamo di spiegare che un breve distacco non metterà a rischio l’amore all’interno della famiglia, ma al contrario lo farà crescere forte.

SPUNT-ESERCIZIO: disconnesso, con amore

Avete presente quando il pc o lo smartphone di casa hanno qualche problema con la rete e ci restituiscono messaggi snervanti come “disconnesso”, “non connesso” o peggio ancora “impossibile connettersi”? Sapete perché quegli avvisi sono tanto frustranti? Semplicemente, perché sfuggono al nostro controllo. Non riusciamo a capire le loro ragioni (sono macchine, del resto!) e questo ci fa letteralmente impazzire.

Quando decidiamo di prenderci del tempo per noi stessi, rischiamo di produrre lo stesso effetto in chi ci sta vicino. Per questo, oggi vi proponiamo di disconnetterci con amore, comunicando serenamente la nostra scelta, rassicurando grandi e bambini sul fatto che torneremo presto e che lo stiamo facendo anche per loro.

Ma l’esercizio dove sta? Nel trovare le parole giuste per comunicare il nostro bisogno senza ferire; non esiste una formula magica: ogni famiglia, ogni situazione richiede una rassicurazione diversa. Quindi, sperimentiamo!

E ricordate, per disconnettersi davvero, dovremo mettere in pausa l’intera rete di relazioni sociali: spegniamo lo smartphone e il pc, dedichiamoci a una passeggiata immersi nella natura, andiamo a nuotare, a correre o dipingiamo.

a cura di Matteo Princivalle