Dolcefuturo #3: Storie e storie

Benvenuti sulla nostra rubrica Dolcefuturo, piccole perle di modernità educativa, come bigné ai mirtilli! Oggi parliamo di storie e bambini. 

Dolcefuturo #3: Storie e storiebimbi-che-leggono

Con Dolcefuturo di oggi ci occupiamo di narrazione educativa, ovvero come insegnare/imparare qualcosa dalle storie che raccontiamo ai bambini.
Nell’offerta editoriale dei giorni nostri assistiamo all’invasione delle opere “pedagogiche“, ovvero quei libri scritti non perché ci sia dietro una bella trama appassionante ma unicamente per insegnare qualcosa.

Ecco quindi che una miriade di autori si cimentano nella noiosissima trattazione di ciò che accade a tutti i loro personaggi, alternando toni terribilmente moraleggianti a pezzi semplicemente scritti male.

Naturalmente gli scrittori sono soggetti al giudizio divino del mercato, per cui quest’abbondanza nefasta indica unicamente una cosa: che chi compra libri per bambini ha leggermente smarrito la bussola. E così, pensando sempre al dolce futuro, ho deciso di darvi due suggerimenti.

  1. Una lettura noiosa insegna solo una cosa: ad annoiarsi ( e a rifuggire altre letture noiose); non illudiamoci che il libro “Le avventure di Piripillo alla scoperta dell’etica aristotelica” renda i nostri figli dei filosofi lungimiranti e saggi
  2. L’educazione non funziona come una torta; non c’è una ricetta con: 100g di libri educativi e 2h di lettura; anche un libro triste o che affronti temi difficili può insegnare, se si aiuta il giovane lettore a riflettere

Sembra che la nostra società rifiuti categoricamente una storia in cui si parla della morte; i più combattivi addirittura vi diranno che simili elementi sono solo ricatti per terrorizzare i bambini, propri dei racconti di due secoli fa. Di questo io non sono convinto: sono un appassionato lettore dei Fratelli Grimm da sempre e non ne sono mai stato terrorizzato.

Anzi, il bambino nutre una certa passione per ciò che è macabro e grottesco. Preoccupante? Naturale, direi; il nostro compito educativo è riconoscere questo bisogno infantile e rispondere in modo adeguato, trovando una mediazione.

E’ una trama avvincente? Mi piacerebbe una storia del genere?

In primo luogo, non scendete mai a compromessi sulla trama; fate leggere solo i libri che piacerebbero anche a voi. Questa è la prima chiave per proporre letture davvero educative

La trama aiuta a riflettere? E’ facile immedesimarsi nei personaggi e nelle loro scelte?

La lettura, attraverso l’impersonificazione nei vari personaggi, insegna ai bambini.
I libri non sono le tavole della legge: nessun bambino che leggerà

“E Pierino salvò il suo amico perché era un’azione buona e giusta”

ne seguirà l’esempio. Piuttosto, maledirà il genitore o il maestro che l’ha costretto a tanto tedio.

Ma se il tutto fosse impostato diversamente, tipo:

“Pierino non sapeva cosa fare; era molto arrabbiato col suo vecchio amico ma non riusciva ad accettare di abbandonarlo al suo destino”

si otterranno ben altri risultati; il piccolo lettore si chiederà cosa avrebbe fatto al posto di Pierino e riflettendo trarrà un vero insegnamento.

il gatto con gli stivali
Il gatto con gli stivali è il classico esempio di quello che per me è un racconto educativo: intrigante e ricco di spunti; anche se immedesimarsi in un gatto potrebbe non essere così semplice!

Allo stesso modo, nei libri si dovrebbero trovare elementi quali la morte, la guerra e tutte le altre “cose brutte”. Infatti, chiudere gli occhi non risolve il problema, ma, sapere che l’amato peluche del vostro amato protagonista è saltato per aria su una mina, forse, vi metterà sulla via della pace (e qui c’è un’anticipazione non da poco, tenetela bene a mente!!). Almeno, così la penso io; altra cosa è la moderazione: siamo tutti d’accordo che spargimenti eccessivi e immotivati di sangue non gioveranno alla mente del bambino in crescita.

Quindi non spaventativi quando leggerete:

“E i cavalieri del re, con le loro spade scintillanti, uccisero i demoni cattivi e salvarono la principessa”

 

E con questo, concludo e lascio la parola ai lettori; agli aspiranti scrittori suggerisco anche un articolo utile e ricco di spunti per SCRIVERE STORIE PER BAMBINI.
Vista la mole di temi trattati in così pochi giorni, nel corso della prossima settimana Dolcefuturo si dedicherà ad approfondirli in compagnia di lettori e professionisti, suggerendovi tante belle idee per mettere in pratica i nostri spunti!
Non sai di cosa sto parlando? Allora corri a leggere EDUCAZIONE ALLA FELICITA’: UNA NUOVA MATERIA e BIMBI DIGITALI, le puntate precedenti della mia rubrica.

Buona domenica,

Matteo Princivalle