RINUNCIAMO AL POTERE E ALLA VIOLENZA

Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli la civiltà umana si trova ad un passo dal baratro. Nel suo libro “Homo stupidus stupidus” prova a spiegarne i motivi, individuando una serie di tendenze pericolose che andrebbero combattute. Una tra queste è la violenza. La violenza si distingue dalla lotta: la lotta è legata ai bisogni biologici dell’uomo e degli altri animali come la sopravvivenza, la cattura di cibo e la riproduzione. La lotta solitamente non si spinge fino all’uccisione dell’avversario, ma si conclude una volta che l’obiettivo primario è stato raggiunto.
La violenza, invece, è una sorta di degenerazione della lotta: nata dall’evoluzione degli armamenti, mira all’eliminazione del “nemico” dalla maggior distanza possibile. La violenza non è legata agli obiettivi vitali, ma all’esercizio del potere. Ed è proprio il potere che conduce alla violenza:

Il potere è una malattia di una tale gravità che il buon senso non può pensare di curarla. Di fronte alla previsione di perdere il potere nessuna dissuasione può avere buon fine…
L’irrazionalità del potere e il suo fascino rendono l’uomo il più pericoloso degli esseri viventi”.

La soluzione è duplice: da un lato, combattere l’ideologia del potere, tornando ad una dimensione di umiltà gioiosa; dall’altro, educare le nuove generazioni a prendere le distanze dall’aberrazione della violenza e della guerra, cosa ben diversa dalla lotta per la sopravvivenza.

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Ma il potere è unicamente negativo? Esiste anche un volto buono del potere? Per elaborare queste riflessioni sul potere e sulla violenza, ti proponiamo una poesia di Nelson Mandela:

LA NOSTRA PAURA PIÙ PROFONDA

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non la nostra oscurità a terrorizzarci maggiormente.
Noi ci chiediamo: chi sono io per essere così brillante, stupendo,
pieno di talenti e favoloso?
In realtà, chi sei tu per non esserlo?
Tu sei un figlio di Dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo.
Non c’è niente di illuminato nel ridursi
perché gli altri non si sentano insicuri intorno a te.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Essa non è in alcuni: è in tutti!
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsciamente
diamo agli altri il permesso di fare la stessa cosa.
Nel momento stesso in cui siamo liberi dalle nostre paure,
la nostra presenza libera automaticamente gli altri.

 

FONTI