L’EDUCAZIONE ALLA SALUTE ENTRA A SCUOLA

MIUR e Ministero della Salute fanno fronte comune per portare nelle scuole le buone pratiche di educazione alla salute: la salute diventerà oggetto di studio. È quello che sancisce il documento  “Indirizzi di “policy” integrate per la Scuola che Promuove Salute

Come leggiamo nel documento: “Salute e Istruzione sono strettamente collegate e incidono sul benessere economico di un Paese anche con un notevole impatto sui risultati di salute e sulle diseguaglianze sociali. Ragazzi e ragazze in buona salute e che si trovano bene a scuola imparano meglio; allo stesso tempo ragazzi e ragazze che frequentano la scuola e sono inseriti in un processo di apprendimento positivo hanno migliori opportunità di salute. La promozione della salute e dell’equità nella salute necessita di interventi lungo tutto il corso della vita, secondo un approccio life course“.

La scuola è un luogo capace di produrre buone pratiche e di coinvolgere i ragazzi (nel documento si parla di empowerment e di engagement): sono proprio questi due elementi a renderla tanto preziosa nella trasmissione delle buone pratiche per vivere in salute. Che si parli di alimentazione, utilizzo della tecnologia o abuso di sostanze, ci sono troppe evidenze scientifiche che ad oggi rimangono appannaggio degli esperti. Se la scuola diventasse un laboratorio per diffonderle, si potrebbe migliorare la qualità della vita di milioni di studenti.

Ecco come, secondo le indicazioni ministeriali, la scuola partecipa nell’educazione alla salute: “La scuola diviene un “ambiente favorevole alla salute” utilizzando metodologie partecipative attraverso azioni di natura educativo/formativa (attività curriculare, life skills education), sociale (ascolto, collaborazione, partecipazione), organizzativa (incremento delle opportunità di adottare comportamenti salutari nel contesto scolastico: sana alimentazione nelle mense, spuntini e merende, stile di vita attivo tramite attività fisica curricolare ed extracurricolare, “pedibus”, bike to schools, adattamento degli spazi, ambiente libero dal fumo) e di collaborazione con altri soggetti della comunità locale”.

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