Educhiamo alla sobrietà

Il consumismo ha causato danni enormi al mondo dell’educazione: quanti di noi, vedendo i bambini sorridenti nelle pubblicità, si sono convinti che la loro gioia dipenda dall’avere in camera questo o quel gioco? Purtroppo, ci siamo cascati quasi tutti. Bambini compresi. Ma la gioia non nasce dal possesso, bensì dalla soddisfazione dei propri desideri e dalla realizzazione di Sé. E il desiderio non può nascere da uno spot pubblicitario, va consolidato con il tempo e con l’impegno. Queste parole, un genitore dovrebbe impararle a memoria.

L’educazione alla gioia dovrebbe cominciare dalla lotta al consumismo e dalla riscoperta dei valori immateriali: amicizia, affetto, dialogo e condivisione. Purtroppo, questo percorso educativo va condiviso tra grandi e bambini: la riflessione sui consumi deve partire dai noi adulti. Dobbiamo essere i primi a comprendere a quali beni potremmo rinunciare senza che questo incida sulla nostra felicità.

La nostra proposta per diffondere la buona educazione può concretizzarsi anche nella riscoperta della sobrietà: cosa ci serve davvero per vivere bene? I bambini, se evitiamo di contaminarli, sono campioni di sobrietà: portali al parco e osservali mentre si intrattengono con qualche foglia secca o con due ramoscelli. Osserva il loro sorriso mentre giocano nella polvere. Quel sorriso nasce dalla libertà e dalla presenza di un amichetto, di un compagno di giochi. Non basterebbe un camion di giocattoli per comperarla.

Un paio d’anni fa abbiamo ideato il gioco dei “di più”: un’attività semplicissima per educare alla semplicità e alla sobrietà. Scoprite come funziona in questo articolo.

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