Nelle scuole danesi un’ora alla settimana si insegna l’empatia. Per avere adulti più felici

Si chiama “Klassens tid”: i bambini imparano ad ascoltare gli altri, a trattare i problemi da tutte le angolazioni ed a maturare un forte spirito di gruppo. Il tutto mentre mangiano una torta fatta con le loro mani.

Ci riempie di gioia sapere che da qualche parte a nord si lavora nella giusta direzione e ci piacerebbe vedere iniziative simili anche da noi. Perché l’empatia, l’educazione emotiva e il coltivare il rapporto umano e l’esperienza della vita in quanto tale non è inutile. Non è tempo perso.empatia

L’importanza dell’essere empatici

La nostra società è profondamente diversa da quella di cinquant’anni fa: la tecnologia, il benessere, le grandi possibilità che ciascuno ha di fronte a sé purtroppo non hanno aiutato a dar vita a un mondo giusto e felice. Al contrario, siamo tutti più narcisisti, più egoisti, egocentrici; il focus è passato dalla collettività a se stessi. Spesso parliamo di intelligenza emotiva, ebbene, l’empatia ne è il frutto principale.

Cosa si può fare? In realtà la soluzione è incredibilmente semplice: basta riprendere i contatti col mondo, tornare a parlare con i propri vicini, coltivare sane amicizie, riscoprire il piacere di fare qualcosa per gli altri oltre che per se stessi. Imparare ad ascoltare e a parlare, tornare a fare affidamento sugli altri; queste ed altre sono le sfide educative con le quali ci confronteremo nei prossimi anni. Accorgerci che per educarci alla felicità, come sostiene Portale Bambini, bisogna anche riscoprire la socialità.

Noi non abbiamo un’ora di empatia a scuola. Ma possiamo insegnarla lo stesso

Ma siamo sicuri che serva davvero? Il problema non è avere o meno quell’ora, piuttosto: siamo convinti che sia utile? Perché in tal caso basterà l’intervallo, sarà sufficiente la collaborazione dei genitori, anche oltre la scuola.

In Danimarca i bambini parlano dei propri problemi mangiando una torta; ebbene, è un modo eccellente di educarli, ma una torta possiamo portarla anche al parchetto. Il fatto che una certa attività non si faccia a scuola non ci esime dal proporla altrove.

Quindi, ecco alcuni piccoli spunti per educare all’empatia:

  • Cominciate dal dialogo: parlate a tavola, chiedete ai bambini di raccontare e raccontate voi a loro le vostre giornate. Insegnategli il concetto di reciproco scambio, il piacere di stare insieme
  • Create quante più occasioni di scambio possibili; fate uscire i bimbi di casa, fateli incontrare con gli amichetti
  • Leggete “Il cuore sul banco. I sentimenti dei bambini e delle bambine a scuola. OK, di solito mi dispiace inserire commenti “commerciali”, ma è un libro fenomenale per insegnare le emozioni e lavorare sul concetto di benessere in modo colorato e divertente.
  • Ricordate che l’empatia nasce dall’incontro di intelligenza emotiva e rispetto per gli altri. Quindi, familiarizzate i vostri bimbi col concetto di rispetto e di aiuto
  • Siate voi stessi empatici, ricordatevi l’efficacia dell’esempio

 

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