Il fascino dell’antichità: intervista all’archeologa Dott. sa Rosaria Martellotta

Parliamo di archeologia e bambini: è con noi Rosaria Martellotta, mamma, archeologa e organizzatrice di laboratori ed eventi per i più piccoli legati al mondo della storia e della cultura. 

Intanto, benvenuta su Portale Bambini, Rosaria; siamo sempre contenti di portare la testimonianza di chi, a vario titolo, lavora coi bambini o si occupa del mondo dell’infanzia, specie se ci mette passione e fantasia. Ma adesso, cominciamo con l’intervista: 

Com’è nata la passione per l’archeologia?

Le mie materie preferite sono sempre state la storia, l’arte e la letteratura. Quando ero piccola trascorrevo la gran parte del mio tempo con fogli e colori in mano. Dopo la scuola media, ho deciso di iscrivermi al liceo classico, una scuola molto impegnativa che mi lasciava ben poco tempo libero, a differenza della gran parte dei miei coetanei, studiavo molte ore al giorno, ma, nonostante ciò, non mi sono mai pentita di questa scelta. Negli anni del liceo mi sono innamorata sempre di più della cultura classica, greca e romana, anche grazie alla mia professoressa di greco, un insegnante molto preparata e profondamente appassionata. Dopo la maturità classica, la scelta della facoltà di Archeologia è stata naturale, direi quasi ovvia.

Il mondo dell’antichitá affascina i bambini. Come si possono avvicinare all’archeologia?

I bambini sono molto affascinati dal mondo antico, dalla mitologia, dalle leggende, ma , spesso, lo studio della storia così come spesso viene proposto nella scuola, riduce la storia stessa a materia  troppo astratta, ad un insieme di date e nomi da ricordare. I miei laboratori mirano a trasformare la storia in una disciplina concreta, il cui apprendimento è facilitato da attività che permettono di sperimentare tecniche artistiche e/o di immedesimarsi nella professione dell’archeologo e delle sue attività. 10565799_10207205379600622_1039339663_n

Tra i laboratori più amati ci sono sicuramente la simulazione di scavo archeologico, nel corso della quale i bambini scavano, portano alla luce i reperti, li lavano, li catalogano e, se necessario, li ricostruiscono, come nel caso dei vasi. Altri laboratori molto amati sono quelli che richiedono l’impiego dell’argilla, per la realizzazione di manufatti, e quelli che riguardano la mitologia greca.  Un aspetto molto interessante è che, spesso, anche i bambini con difficoltà di apprendimento ed, in alcuni casi, con problemi piuttosto seri, ricordano i contenuti delle mie lezioni anche a distanza di tempo. La spiegazione che mi sono data è stata che, FACENDO si apprende molto di più che semplicemente leggendo dei concetti su un sussidiario. Essendo una bibliofila ed anche una lettrice volontaria di Nati per Leggere, porto sempre con me una borsa di libri. I libri sui miti greci piacciono molto. Recentemente un bambino, prima che uscissi dalla classe, dopo aver ultimato il mio laboratorio, mi ha detto ” E’ stata la lezione di storia più bella di sempre!”. Non esiste ricompensa più grande e gratificazione più bella.

Hai anche scritto un ebook su questo tema. Ci racconti com’è nata l’idea?

Da tempo pensavo che mi sarebbe piaciuto scrivere un ebook sulla figura dell’archeologo e sullo scavo archeologico.

Ho incontrato casualmente la responsabile della collana editoriale Museum Children Ebook, http://www.museumebook.it/, Anna Cipparrone, storico dell’arte e direttrice del MAM di Cosenza. Anna si è dimostrata subito interessata alla mia proposta e, con lei, l’editore digitale Teomedia, nella persona di Pasquale Biafora. La realizzazione di questo ebook è stata possibile grazie ad una donazione ricevuta da Banca Malatestiana che, tra l’altro, ospita nella sua sede generale di Rimini un piccolo museo, contenente una parte dei reperti rinvenuti  nel corso dei lavori di ristrutturazione del palazzo sede dell’istituto di credito in questione. Il finanziamento da parte di una banca pone l’accento sull’importanza del privato nella tutela del patrimonio culturale, in un momento in cui ben pochi sono i fondi pubblici destinati a questo scopo. Il prossimo 6 aprile, tra l’altro, avrò l’opportunità di presentare il mio ebook a Bologna Children’s Book Fair, ampia e  prestigiosa vetrina internazionale per le nuove tendenze nel campo dell’editoria per ragazzi. Sarà un onore per me partecipare con il mio lavoro.

È difficile conciliare lavoro e famiglia. Qual è il suo ingrediente segreto?

Io ho iniziato ad occuparmi di didattica e di divulgazione contestualmente alla nascita del mio primo figlio, che oggi ha 5 anni. Prima facevo l’Account Manager nell’ambito delle Risorse Umane…pensate un pò.

Mi piace  dire che i miei figli mi hanno dato il grande onore di essere mamma, ma, mi hanno anche dato la possibilità di ritrovare una parte di me stessa che avevo accantonato, di ritrovare l’essenza più profonda del mio essere. Quando ho deciso di diventare mamma ho capito che avevo bisogno di un lavoro più flessibile, ed, allo stesso tempo, i mie figli dovevano avere un esempio di mamma soddisfatta di se stessa e non frustrata.

Sicuramente conciliare tutto non è facile, sopratutto per chi , come me e mio marito, non può contare su alcun aiuto esterno e , sopratutto, parte dal presupposto che si debba demandare quanto meno possibile ad altri la crescita dei propri figli.

Il mio primogenito va all’asilo, il secondogenito non ancora. Io lavoro prevalentemente nel fine settimana, per cui , in quel caso, è il papà che si occupa dei bambini. Quando devo assentarmi al di fuori del week end o porto con me i bambini ( se possibile) oppure mi appoggio ad una baby sitter. Quando i bambini erano piccoli mi è stato di grande aiuto il babywearing, che , non solo incarna perfettamente quella che è la mia idea di maternage ad alto contatto, ma , si è rivelato anche una comodità. Quando è nato il mio secondogenito, dopo 20 giorni, ero a lavoro con lui nella fascia.

Purtroppo, nel nostro Paese, una mamma si trova spesso a dover scegliere tra lavorare e l’essere mamma, io stessa mi sono trovata di fronte a questo bivio, ma,  penso che, probabilmente, se non avessi scelto di diventare mamma, sarei ancora lì, a lavorare in quell’ufficio. I miei figli mi hanno dato una grande possibilità, quella di ricominciare , di ricominciare partendo da me stessa.

Cosa vuol dire essere una mamma-archeologa? E cosa vuol dire esser figlio di un’archeologa? 

Essere figlio di una mamma che ha studiato archeologia, e, nel nostro caso, di un papà che ha studiato storia dell’arte, significa vivere in una casa piena di libri, visitare spesso musei e mostre, girovagare per città d’arte. 12834690_10209236108447574_683967169_n

Lo scopo non è far si che i nostri figli facciano il nostro stesso percorso di studi, faranno ciò che desiderano, ma, trasmettere loro l’importanza dell’arte, della conoscenza e della tutela della nostra storia e delle nostre radici, donargli un modo diverso e più consapevole di guardare al mondo che li circonda. Magari diventeranno dei matematici, chi lo sa, ma, quando alzeranno lo sguardo verso un palazzo, una chiesa, un monumento, forse si ricorderanno di mamma e papà, delle belle storie che gli hanno raccontato. Pensiamo , inoltre, sia molto importante far capire ai nostri figli quanto è bello ed appagante coltivare una passione, avere degli interessi.

Come detto sopra, io ho deciso di occuparmi di didattica e divulgazione, per cui, non mi è mai capitato di portare i miei figli su uno scavo, ma, al di là della fattibilità e degli aspetti legati alla sicurezza, penso che per i miei figli, trascorrere del tempo su uno scavo, potrebbe essere una grande occasione di arricchimento.

Facciamo un salto nel passato: cosa possono insegnare le famiglie dell’antichità a bambini e genitori di oggi?

I bambini del passato amavano molto giocare con gli astragali, ossicini del piede della pecora con i quali si giocava in modo analogo ai dadi, e con le noci, utilizzate per diversi giochi.  Erano molto diffusi anche la moscacieca e la palla. Molto probabilmente il piacere dello stare insieme e del condividere il proprio tempo faceva si che i bambini trovassero attraenti anche giochi che, per i bambini moderni, non hanno alcuna attrattiva. Forse c’era meno individualismo e più “gioco di squadra”.

Non dimentichiamo che, i bambini delle classi più abbienti possedevano giochi preziosi, bambole con corredi degni di una principessa e piccoli carri per giocare ai guerrieri, emulando i papà, per cui, l’appartenere ad una o all’altra classe sociale, ovviamente ,condizionava anche i tipi di giochi che si avevano a disposizione.

Il gioco aveva però un alto valore educativo ed anche religioso, era considerato una cosa molto seria! Forse i genitori di oggi potrebbero imparare a dare al gioco dei propri figli la stessa importanza che aveva per gli antichi, a non considerare mai il gioco “una perdita tempo”.

Ci sono giochi del passato che proporrebbe ai bambini di oggi?

I giochi ed i giocattoli del mondo antico sono stati l’argomento della mia tesi di laurea, per cui, amo particolarmente parlarne .

Ho spesso proposto ai bambini che incontro dei laboratori sui giochi del mondo antico, ho anche fatto un percorso in una scuola dell’infanzia .

Abbiamo giocato con gli yo-yo, con le trottole, abbiamo realizzato un aquilone e giocato con cavallini trainabili. Non dimentichiamo che alcuni giochi dell’antica Grecia, come il gioco delle cinque pietre, erano abitualmente praticati fino a 50 anni fa , ad esempio, in Puglia. Mio padre è pugliese e da bambino giocava sempre alle cinque pietre, a testimonianza dell’influenza della cultura greca sulla cultura pugliese. La Puglia era parte della Magna Grecia, da cui deriva questa comunanza di tradizioni. I bambini originari del Nord Africa (Marocco, Tunisia) conoscono bene questi giochi, ancora molto presenti nella loro cultura, probabilmente perchè sono riusciti a sopravvivere all’avvento dei giochi moderni. Nel mio blog trovate anche un articolo su quest’argomento.  Lo trovare a questo link http://archeogiocando.altervista.org/thuddri-e-tsibato-un-gioco-per-due-paesi/11377285_10207073427741908_5410222637203031007_n

Quali testi suggerirebbe a genitori che vogliono avvicinare i figli, magari in modo giocoso, a questo mondo?

I libri che parlano nello specifico di archeologia ai bambini non sono moltissimi. Io amo molto Edward e la sua grande scoperta, edito da Valentina Edizioni, che racconta la storia di un bambino che è figlio di archeologi, ma, non riesce a scoprire nulla di interessante fino al giorno in cui….qui trovate una recensione del libro che ho fatto per Milk book

http://www.milkbook.it/edward-e-la-sua-grande-scoperta/. Ci sono poi dei bei libri di Editoriale Scienza ed un libro del grecista Giuseppe Zanetto che si chiama In Grecia e parla di un viaggio di un nonno ed i suoi nipotini  attraverso questa splendida terra, ricca di storia e di miti. Davvero da non perdere . C’è anche il mio ebook http://archeogiocando.altervista.org/alla-scoperta-di-ariminum/. Ci sono anche vari libri sulla mitologia greca, io ne utilizzo uno dell’editore White Star, intitolato La mitologia greca, illustrato da Rita Petruccioli. Si tratta di un pop-up che è un vero capolavoro di ingegneria  cartotecnica. Nel mio blog c’è anche la sezione libri, nella quale recensisco vari libri per bambini/ragazzi, prevalentemente riguardanti la storia e l’arte.