FAUNOBALDO E LE STUFE CHE CAMMINANO

Portale Bambini

Era un inverno gelido e sulla montagna aveva nevicato così tanto da coprire perfino le finestre delle baite. Dentro le case, gli abitanti combattevano il freddo con delle belle stufe di ceramica dipinta, che diffondevano un bel calduccio.

Una sera, un anziano, rientrando a casa aveva visto, accanto ad una casa, un minuscolo omino avvolto in una mantella viola, con un cappello a punta, sempre viola. Che colori strani per un ometto di montagna! Ma la cosa più strana erano i suoi occhi: erano rossi e fiammeggianti, pareva che fossero due carboni ardenti. Nessuno sapeva chi fosse: era rimasto lì, fermo immobile accanto alla casa per un pezzo.

Quella notte, poi, successe una cosa terribile: le stufe nelle case si alzarono sulle loro piccole zampette di pietra e uscirono fuori. La mattina successiva, tutti si alzarono con un gran freddo: sembrava di essere in un paese di ghiaccioli. Solo tre o quattro stufe erano rimaste al loro posto e nessuno riusciva a capire come potesse esser successo: da quando le stufe camminavano sulle proprie zampe?

Gli abitanti del paese furono costretti ad accendere un grande falò nella piazza del paese, per riuscire a riscaldarsi un poco. E così, per il secondo giorno di fila, al calare del sole, qualcuno vide avvicinarsi al fuoco l’omino dal mantello viola. Anche Faunobaldo si accorse di lui e decise di spiarlo. Si nascose dietro una casa e rimase ad aspettare.

Era ormai notte fonda quando l’omino tirò fuori dal suo mantello un minuscolo lanternino. Poi, agitandolo per aria, disse:

“Zik Zak
Stufe di qui
Stufe di qua”.

Ed ecco che, come per magia, subito si aprirono le porte delle case del paese e le stufe che ancora si trovavano a Sfruz uscirono camminando sulle loro zampette di pietra. L’omino si mise a camminare verso i boschi, seguito da quattro grosse stufe di ceramica. Faunobaldo, senza farsi notare, si nascose dietro una delle stufe e seguì quella strana compagnia. Giunto in mezzo al bosco, si staccò dalla stufa e continuò a seguire l’omino vestito di viola nascondendosi tra gli alberi.

Dopo una bella camminata, giunsero ad una grotta scavata nel fianco della montagna. Ed ecco tutte le stufe che erano scomparse dal paese: si trovavano ammassate nella grotta. L’omino entrò nella grotta e si tolse il cappello: la sua testa era fatta di carboni ardenti.

“Ma certo, è un demone delle fornaci!” pensò Faunobaldo. I demoni delle fornaci solitamente vivono nelle stufe e nei camini: si nascondono sotto le braci ardenti e non lasciano mai la loro dimora. Detestano profondamente le persone e ogni tanto, per dispetto, scatenano un incendio. Questo demone, in qualche modo era riuscito a fuggire e adesso stava seminando lo scompiglio sulla montagna.

Faunobaldo si allontanò dalla grotta e tornò in paese. La mattina successiva, radunò tutti gli abitanti nella piazza del paese e spiegò la situazione.
“Eliminare un demone delle fornaci, per fortuna, non è complicato” disse loro.
“Basterà versargli addosso acqua e ghiaccio in modo da spegnere i suoi carboni ardenti”.
“Se riusciamo a spegnere il fuoco che arde nella sua testa, morirà”.

Così, tutti quanti si attrezzarono di secchi pieni d’acqua e di cassette colme di ghiaccio e palle di neve. Aspettarono il tramonto intorno al fuoco nella piazza finché, eccolo lì, non sopraggiunse anche il demone delle fornaci. Faunobaldo lo aspettava nascosto dietro un cumulo di neve. Al suo segnale, tutti cominciarono a colpirlo con le palle di neve, con il ghiaccio e i più coraggiosi gli corsero incontro, rovesciandogli addosso i secchi d’acqua.

Il demone, con un fischio terribile, cadde per terra: dalle orecchie uscì una nuvola di fumo e le braci si spensero. Non rimase che un mucchietto di carbone nerastro e il suo bel mantello viola. “L’abbiamo sconfitto!” gridarono in coro gli abitanti di Sfruz.

La mattina seguente si addentrarono nel bosco seguendo Faunobaldo e trovarono la grotta in cui erano ammassate tutte le stufe. Riportarle a casa fu una faticaccia e ci vollero diversi giorni. Da allora, però, nessuna stufa è più scappata di casa e alcune sono ancora al loro posto.

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