Felicità è tempo insieme. Di qualità e in quantità.

Per anni, si è detto che la cosa più importante è la qualità del tempo che dedichiamo a noi stessi e agli altri, figli in primis.

Del resto, sarebbe stato difficile affermare il contrario, poiché i ritmi di vita quotidiani difficilmente ci concedono abbondanza di tempo, costringendoci quasi sempre a mantenerci in un precario equilibrio tra ciò che facciamo e ciò che vorremmo fare.
Questo stile di vita abbastanza diffuso trova riscontro anche nelle dinamiche familiari.
Sempre più spesso si leggono in rete blog o post di mamme che lamentano di essere vere e proprie acrobate e di non trovare energie e tempo da dedicare ai bambini.

E’ abbastanza scontato affermare che essere mamme e papà oggi sia più complesso di un tempo.
Quasi sempre entrambi i genitori lavorano, rendendo le vite frenetiche.
In questo scenario si sono sviluppate diverse teorie, che focalizzano l’attenzione sul tempo “di qualità” o “in quantità” da passare con i propri figli.
C’è chi è a favore del “poco, ma buono”, chi invece porta avanti la teoria che i bambini hanno bisogno dei genitori con cui condividere la maggior parte della giornata.
Recentemente è stata l’Università di Yale a pronunciarsi in materia, affermando che per dimostrare il nostro amore ai figli non c’è affatto bisogno di regali speciali o di gite spettacolari, basta la presenza costante, da prediligere al tempo ridotto ma di qualità.

Sempre negli Stati Uniti, sull’Harvard Magazine, è stata pubblicata la testimonianza di una mamma che ha abbandonato la sua carriera per dedicarsi a sua figlia e al piccolo che portava in grembo. L’articolo si chiude con una riflessione quasi paradossale: “il tempo di qualità non funziona con i bambini. Se i bambini dovessero scegliere tra passare un’ora al giorno con una mamma perfetta o tutto il giorno con una mamma schizzata, preferirebbero il giorno intero con la mamma schizzata”. Si tratta in questo caso di portare la riflessione all’estremo, anche se è abbastanza ovvio che trascorrere del tempo, anche “perdere del tempo” con i figli rappresenta un dono prezioso per creare quel legame d’amore e intesa che durerà in eterno.

Tempus fugit … che fare? La parola chiave è “insieme”!

Premesso che non esiste, come sempre una formula magica e che bisogna trovare un equilibrio, le strade sono molteplici. Ogni famiglia dovrebbe gestire le dinamiche interne nel modo che garantisce il maggior grado di serenità comune.
C’è chi riduce gli impegni lavorativi abbassando il tenore di vita per quanto possibile e chi non vuole (o non può) rinunciare al lavoro e cerca di recuperare investendo nella qualità del tempo.

E’ naturale che potendo scegliere, i bambini desiderano la condivisione, la presenza, il contatto. Se tutto ciò non è possibile, non facciamoci prendere dal senso di colpa.
E’ vero che per far contenti i bambini e aumentarne l’autostima occorre stare con loro.
Ma è altrettanto vero che non si può, nè si deve, compensare facendo ogni giorno qualcosa di mirabolante o regalando giochi. Se i momenti di condivisione sono pochi, non disperiamo:
basta fare un puzzle insieme, cucinare, stendere i panni insieme, guardare un cartone insieme, leggere una storia, pulire il bagno (in qualche modo!) insieme. La parola chiave è “insieme”.

Facciamo sentire la nostra presenza per quel tempo semplice che va poi a costituire la vera qualità del tempo.

Giochi, non giocattoli … Passate del tempo con i bambini, ma non soffocateli!

Il rovescio della medaglia, che riguarda invece chi ha molto tempo da dedicare ai figli, è che spesso si insinua la paura di staccarsi da loro, esagerando e soffocandoli con una presenza eccessiva. Quantità di tempo non significa simbiosi: significa essere presenti laddove possibile, lasciando che i piccoli facciano le loro esperienze in autonomia e rendendoli emotivamente indipendenti.
Non è sano restare restare ancorato al supporto costante dei genitori, perché rende il bambino insicuro, dipendente, indifeso (paradossalmente!) e troppo sensibile.

E’ nostro dovere di adulti pensare a noi stessi per il bene dei nostri figli, coltivando il nostro benessere mentale, emotivo e fisico.
In questo contesto, le variabili in gioco sono davvero difficili da bilanciare.
Nel farlo, procedendo per tentativi, ricordiamoci che, per tanto o poco che sia, la parola chiave è sempre la stessa: insieme.